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VINO (UIV): PROSECCO, SPUMANTI, PINOT GRIGIO OLTRE A DOP SICILIANE E PIEMONTESI IN ALLARME NO-DEAL. VALGONO IL 60% DELL’EXPORT UK

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AMBASCIATORE MORRIS: C’È ANCORA SPERANZA, ACCORDO NELL’INTERESSE DELLE PARTI
“C’è ancora speranza per scongiurare il no deal, perché i nostri negoziatori stanno lavorando ogni ora per trovare un accordo che sarebbe nell’interesse di entrambe le parti. Allo stesso tempo dobbiamo ammettere che sarà molto difficile”. Lo ha detto, ieri nel corso di un webinar di Unione italiana vini (Uiv), l’Ambasciatore britannico a Roma, Jill Morris.

Al focus dedicato agli scenari post-Brexit nel settore vino, anche un’analisi dell’Osservatorio Uiv sul mercato del secondo buyer al mondo con 4,4 miliardi di dollari di acquisti dall’estero lo scorso anno. Secondo l’associazione vinicola che rappresenta l’85% del fatturato export del settore, si rischia un’impasse senza precedenti su un mercato strategico che però diventa vitale per alcune importanti denominazioni. È il caso di Prosecco e Pinot grigio, in gran parte prodotti in Veneto, che assieme agli altri spumanti italiani oltre alle Dop piemontesi e siciliane rappresentano il 60% (e l’equivalente di quasi 500 milioni di euro) delle esportazioni di vini italiani in Uk. In particolare, sono gli sparkling la tipologia più coinvolta da potenziali dazi e burocrazia nel primo Paese buyer di bollicine del Belpaese con 2 bottiglie italiane importate su 3, che rappresentano oltre la metà delle vendite tricolori Oltremanica (400 milioni di euro).
In (parziale) soccorso a uno scenario commerciale fortemente condizionato dall’incertezza, UIV ha confermato alcune “misure cuscinetto” del governo UK per evitare il salto nel buio, in particolare rispetto a etichettatura (nessun cambio fino a ottobre 2022), nuove certificazioni (VI-1 sospeso fino a giugno 2021), la piena protezione delle indicazioni geografiche già riconosciute in UE e le regole sul biologico (mutuo riconoscimento per tutto il 2021).
Spaventa, invece, la possibile applicazione dei dazi al 1° gennaio: “È paradossale – ha sostenuto il Segretario Generale UIV, Paolo Castelletti – pensare a uno scenario in cui le imprese esportano a dazio zero verso il Giappone e a 32 euro a ettolitro sui vini spumanti a una dogana posta al di là della Manica”.
Infine, secondo quanto detto al webinar Uiv dal segretario generale del Comité européen entreprises vins (Ceev), Ignacio Sanchez, “Un terzo scenario tra il deal e il no deal potrebbe essere una proroga dell’attuale status quo in regime temporaneo sino a eventuale accordo”.
All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il presidente di Unione italiana vini, Ernesto Abbona, il direttore Ice Londra, Ferdinando Pastore, e la responsabile help desk Brexit Ice Londra, Gabriella Migliore.

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