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DAZI USA, FRESCOBALDI (UIV): MINACCE E BOCCIATURE GENERANO INCERTEZZA, RATIFICA ACCORDI TURNBERRY MALE NECESSARIO

Pubblicato il

USWTA: DAZI DANNO REALE E DIFFUSO PER ECONOMIA AMERICANA, CALO ATTORNO AL 30% DELLE ETICHETTE IN RISTORANTI

EXPORT PRIMO TRIMESTRE GIÙ DEL 20%, ATTESO MINI RIMBALZO AD APRILE


“In materia di dazi americani, le recenti minacce e bocciature amplificano l’incertezza: per le imprese è un danno che si aggiunge al danno. La speranza per gli imprenditori del vino è poter ridurre, per quanto possibile, l’indeterminatezza attraverso la ratifica l’accordo di Turnberry, ben consapevoli che comunque non faremo festa per questo”. Lo ha detto oggi il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi in seguito alla bocciatura della Corte del Commercio internazionale ai nuovi dazi globali e alle tempistiche dettate dal presidente Trump per il rispetto dell’accordo commerciale siglato in Scozia lo scorso agosto.

Secondo Uiv, come previsto i dazi hanno indebolito l’export verso gli Usa ma anche e soprattutto la filiera e la rete commerciale americana, come rilevato nei giorni scorsi dalla United States Wine Trade Alliance (Uswta) con un commento ufficiale al dibattito pubblico sulle misure da adottare per i nuovi dazi. Secondo gli importatori, distributori, produttori, ristoratori ed enotecari dell’Uswta, infatti, i dazi hanno messo in ginocchio l’economia interna del settore con un “danno reale, diffuso e sostenuto da aziende americane lungo tutta la filiera del vino, con un calo delle vendite tra il 5% e il 15% o anche superiore”. Una “riduzione del portafoglio” evidente anche nella ristorazione (dove i vini europei generano margini lordi del 60%): in tutto il Paese – secondo Datassential – i menu propongono infatti il 37% in meno di etichette di vino bianco e il 26% in meno di etichette di vino rosso.

Lato Italia, secondo l’Osservatorio Uiv il calo dell’export nel 2025 è stato del 9,2% (-178 milioni di euro) con un -23% solo nell’ultimo semestre dello scorso anno. Il primo trimestre di quest’anno ha chiuso con un gap tendenziale attorno al -20% (-105 milioni di euro): si tratta del peggiore inizio di anno dal 2022, anche se, per l’Osservatorio, dopo 9 mesi di “rosso” già ad aprile i valori delle vendite sono attesi in leggera risalita.

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