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VINO (OSSERVATORIO PAESI TERZI): ITALIA VOLA IN CINA (+34,7%) E SUPERA LA SPAGNA

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BALLOTTA (BUSINESS STRATEGIES): MERCATO CINESE IL PIU’ PROMETTENTE. RIMONTA ITALIANA APPENA INIZIATA

Una quota di mercato che traguarda il 7%, un valore delle vendite che supera tra gennaio e febbraio i 30 milioni di euro e un incremento in valore anno su anno del 34,7%, contro la media mondo a +19,7%. È iniziato sotto una buona stella il 2018 per il vino italiano in Cina, che dopo un 2017 chiuso a +18,6% mette a segno un primo bimestre da record. Stando ai dati import delle dogane cinesi, analizzati, alla vigilia del Vinitaly, dall’Osservatorio del vino Paesi terzi di Business Strategies in collaborazione con Nomisma Wine Monitor, quella italiana è la migliore tra le performance dei principali produttori mondiali di vino nel Paese del Dragone, una corsa che vale al Belpaese il 4° posto – soffiato alla Spagna – nella classifica dei top importer cinesi.

Altra buona notizia arriva dal prezzo medio, dove per la prima volta l’Italia supera sul filo di lana la Francia nei vini fermi imbottigliati (che valgono il 91% dell’intero mercato import), con 4,24 euro contro 4,23 euro al litro dei transalpini. Nel complesso l’aumento seppur parziale della quota di mercato (era 5,8% a fine 2017, ora 7%) e il sorpasso ai danni della Spagna, l’Italia resta ai piedi del podio, preceduta dal Cile (+12,7%, 48,5 milioni di euro), dall’Australia (aiutata dai dazi ridotti a +28,2%, 110 milioni di euro). Fissa in testa la Francia, che rallenta a +12,1% ma intercetta con 164 milioni di euro ancora ben più di un terzo (38,44%) della domanda complessiva di vino cinese (430 milioni di euro).
Per Silvana Ballotta, Ceo di Business Strategies: “Le recenti aperture annunciate dal governo cinese legate alla riduzione delle barriere commerciali e la crescita di oltre il 50% del Pil prevista dal Fondo monetario internazionale nei prossimi 5 anni confermano il mercato cinese come quello più promettente, non solo sul fronte enologico. La strada del nostro vino in Cina – ha concluso Ballotta – è appena iniziata e ancora lunga, e passa attraverso un’azione di conoscenza della cultura enologica italiana che noi stiamo portando avanti anche in partnership con lo Shanghai Morning Post, il principale media della metropoli asiatica”.
A trainare la crescita del prodotto enologico tricolore sono gli imbottigliati, che viaggiano a +33,3%, ma aumentano sopra la media anche gli sparkling (+43,9% il risultato italiano, contro un +39,9% della domanda complessiva), lanciati alla rincorsa dei francesi che, però, mantengono le loro bollicine saldamente al comando incassando nel bimestre oltre 5,2 milioni di euro (+30,9%).

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