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CCIAA VERONA: EXPORT 1° SEMESTRE A -2% (7,5 MLD DI EURO). PESANO CALO DOMANDA TEDESCA (-3,9%) E STATUNITENSE (-5,9%)

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ARENA: FATTORI CONGIUNTURALI ALLA BASE DEL GAP, SERVONO SCHIARITE PER ARGINARE AUMENTO COSTI PRODUTTIVI

Si ferma a poco meno di 7,5 miliardi di euro, in contrazione del 2% rispetto al pari periodo 2025, l’export veronese nel primo semestre di quest’anno. È quanto rileva la Camera di Commercio di Verona che ha elaborato i dati Istat rilasciati oggi. A pesare, secondo l’ufficio studi camerale, il gap riscontrato nella domanda tedesca (-3,9%), che complessivamente quota oltre il 18% del totale delle spedizioni estere, ma anche la contrazione degli ordini dagli Stati Uniti (-5,9%). Un calo, quello del primo e del quarto buyer per la provincia scaligera, che ha condizionato in maniera sostanziale alcuni comparti chiave del made in Verona, a partire dai macchinari (-7%), fino alle bevande (-6,9%). Tengono invece i prodotti alimentari (+1,3%), che con un valore pari a 1,41 miliardi di euro nella prima metà di quest’anno superano al primo posto i macchinari (1,33 miliardi di euro). Molto buona, a completare il podio delle merci più esportate, la performance del tessile (+4,9%) con oltre quota 900 milioni di euro, mentre se l’ortofrutta segna il passo (-2%) riprende quota il marmo (+4,9%).

Secondo il presidente della Cciaa di Verona, Paolo Arena: “Verona, come altre importanti province export-oriented, risente di fattori congiunturali importanti che ricadono sulle imprese e sul potere di acquisto della domanda a partire dalla componentistica sino al vino. La consapevolezza è che, al di là di qualche eccezione, non ci si debba confrontare con fattori strutturali e che, al termine delle tensioni geopolitiche in atto, si possa tornare alla normalità. La speranza è che ci possa essere qualche schiarita in un breve termine che si preannuncia difficile, a partire dall’inflazione e dai costi di produzione”.

Nella top 10 dei buyer, nonostante la flessione la Germania si conferma primo mercato di destinazione delle merci veronesi con 1,38 miliardi di euro. In calo – tra i Paesi presenti nei primi dieci posti, che complessivamente rappresentano il 62% del totale – anche Francia (-0,9%), Stati Uniti (-5,9%) e Austria (-5,2%). In crescita il valore dell’export verso Spagna, Polonia, Regno Unito, Croazia, Svizzera e Paesi Bassi.

Risultati negativi si evidenziano anche per altre province del Veneto come Treviso (-0,9%) e Rovigo (-2,6%). Risultano invece in crescita Vicenza (+2,3%), Belluno (+1,6%), Padova (+3,1%) e Venezia, che segna un forte aumento (+46,1%) dovuto alla voce “navi e imbarcazioni” influenzando fortemente la media regionale. Le importazioni veronesi, pari a 11,1 miliardi di euro, registrano invece un incremento del +2,8%.







Credit foto di apertura: Jerry明/Pixabay

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