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VINO, CARLONI (ASS. AGRICOLTURA): PIANO DI SVILUPPO SETTORE PASSA DA ASCOLTO IMPRESE VINO. CAMBIAMENTI IN VISTA A PSR

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IMT, APPROVATE MODIFICHE A DISCIPLINARE VERDICCHIO CASTELLI DI JESI: IMBOTTIGLIAMENTO IN ZONA E NUOVO NOME DOCG, CHE ACCORPA SUPERIORE

“Nelle Marche stiamo riportando l’agricoltura al centro del dibattito. L’obiettivo è sfruttare al meglio i finanziamenti che arriveranno da qui ai prossimi 5 anni; contributi non ripetibili che dovranno essere sfruttati decidendo assieme alle imprese del vino dove intervenire”. Lo ha detto oggi l’assessore all’Agricoltura della Regione Marche, Mirco Carloni, intervenuto in occasione dell’assemblea dell’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt) sulle modifiche del disciplinare del Verdicchio dei Castelli di Jesi.

“Lunedì scorso – ha aggiunto Carloni – abbiamo portato in giunta il finanziamento del Pns (Programma nazionale di sostegno) aggiungendo circa 2 milioni di euro di finanziamento per garantire in tempi rapidi il plafond a tutta la graduatoria. Ora – ha detto l’assessore – stiamo mettendo mano in maniera radicale al Piano di sviluppo rurale (Psr) e le modifiche saranno importanti a partire dal suo corretto utilizzo; sin qui il Psr ha infatti accusato oltre a un ritardo patologico dei pagamenti anche una burocrazia a carico dell’imprenditore rispetto al finanziamento pubblico che è eccessiva. La prima misura oggetto di cambiamento sarà quella legata ai contributi ai conduttori giovani: alzeremo il tetto dei beneficiari a 40 anni, anziché 30, e vincoleremo i contributi a progetti e curriculum per garantire che i soldi vadano ai giovani che effettivamente vogliano fare gli agricoltori”. In materia di investimenti, ha aggiunto Carloni: “Vorrei togliere alcune premialità che considero distorsive – come l’acquisto di mezzi agricoli – e sostenere invece i piani imprenditoriali che consideriamo interessanti per lo sviluppo delle imprese”. Apertura a una definizione comune con le imprese anche in materia di contributi specifici sul vino: “Decidiamo assieme cosa è meglio fare – ha concluso l’assessore – in materia di stoccaggio, di promozione e distillazione. Su quest’ultimo punto la Regione è pronta ad aggiungere un ulteriore contributo qualora Roma decidesse di adottare la misura”.

In mattinata l’assemblea dei soci del Consorzio, che rappresenta circa l’80% dell’export di vino marchigiano, ha approvato all’unanimità modifiche sostanziali relative al Verdicchio Castelli di Jesi Doc e Docg. Per quest’ultima, la modifica del nome – ora Castelli di Jesi Docg (era Castelli di Jesi Verdicchio Riserva Docg), con ‘Verdicchio’ facoltativo – e il trasferimento della tipologia ‘Superiore’ dalla Doc alla Docg. Per la Doc è stato infine reso obbligatorio l’imbottigliamento nella zona di produzione. “Abbiamo ritenuto fondamentale poter valorizzare il territorio attraverso una precisa identificazione dell’area produttiva in etichetta – ha detto il presidente del comitato della denominazione Verdicchio dei Castelli di Jesi, Michele Bernetti -. Con il Superiore, la Docg diventerà la locomotiva dell’eccellenza enologica marchigiana anche in termini di numeri, passando da 1.000 a 20.000 ettolitri di produzione al termine dell’iter avviato oggi. Qualità sempre più salvaguardata anche per la Doc – ha concluso Bernetti -, con il divieto dell’imbottigliamento fuori zona”.

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