33.2 C
Verona
domenica 16 Agosto 2026
33.2 C
Verona
domenica 16 Agosto 2026

Difficili da pronunciare ma facili da leggere. 100% ufficio stampa per vocazione e forma mentis.

VINO (UIV-ISMEA): NELLA GRANDE DISTRIBUZIONE -7% DI BOTTIGLIE VENDUTE NEI PRIMI 9 MESI

Pubblicato il

CARO PREZZI LIMITA POTERE DI ACQUISTO ITALIANI, SPINTA INFLATTIVA SULLE ETICHETTE A +7% NELL’ULTIMO TRIMESTRE

LE ELABORAZIONI DELL’OSSERVATORIO UIV-ISMEA SU BASE NIELSEN

Salgono i prezzi e scendono i consumi di vino nella grande distribuzione italiana. Secondo l’Osservatorio del vino Uiv-Ismea su dati Ismea-Nielsen, nei primi 9 mesi di quest’anno, gli acquisti sugli scaffali di Gdo e retail rispetto al pari periodo del 2021 sono scesi in volume del 6,9% (a 5,6 milioni di ettolitri, sotto anche i livelli pre-Covid), l’equivalente di 55 milioni di bottiglie in meno. In ribasso anche il saldo del valore (-3,5% a 2 miliardi di euro), nonostante il prezzo medio sia progressivamente lievitato del +7% nel secondo e terzo trimestre. Ed è proprio questa crescita dei prezzi, dettata esclusivamente da una spinta inflazionistica comunque ancora sottostimata rispetto al reale surplus di costi accusati dalle imprese del vino, che – secondo l’Osservatorio – sta zavorrando le vendite, in attesa di un autunno-inverno ancora più difficile per gli italiani.

Se poi fino a oggi il segmento della ristorazione con il boom del turismo dall’estero è riuscito a trainare anche il mercato dei vini, l’off trade comincia a mostrare i primi segni di difficoltà, a partire dai propri prodotti enologici più rappresentativi.

Le vendite presso la Gdo evidenziano un calo dei volumi di tutte le tipologie di vini, con i fermi a -7,5% mentre gli spumanti pagano meno (-2,2%) grazie alla crescita in doppia cifra del sempre più significativo segmento degli spumanti secchi “low cost”, che ha mantenuto invariato un prezzo medio del 30% inferiore rispetto alla media di categoria. Tra i vini fermi, le elaborazioni Uiv-Ismea evidenziano picchi negativi a volume per i rossi (-9,2%), mentre i bianchi si fermano a -6% e i rosati a -3,8%. I più colpiti dalle riduzioni di consumo risultano i vini Dop, che chiudono i primi nove mesi a -8,7% (-che diventa -11,5% per i rossi), contro il -8,1% per gli Igt, mentre i vini comuni chiudono il saldo a -6%. Pochissime le denominazioni a luce verde tra le vendite in volume, non a caso quelle che hanno mantenuto sostanzialmente invariati – o addirittura diminuiti – i propri listini (Castelli Romani, Oltrepò Pavese Barbera, Nobile di Montepulciano, Vermentino di Sardegna). Cali oltre la media invece sui volumi di vendita per alcune tra le più importanti denominazioni italiane, come il Prosecco (-8,5%) gli spumanti Metodo classico (-10,4%), il Chianti Docg (-11,5%) il Montepulciano d’Abruzzo (-9,7%), la Barbera (-15,9) e i Lambruschi. Tra le Indicazioni geografiche tipiche, riduzioni significative anche per Puglia Igt, Terre Siciliane, Lambrusco Emilia, Rubicone Trebbiano.

In calo anche la nicchia dei i vini biologici (incidono in volume poco più dell’1% sul totale), non solo in termini di bottiglie consumate (-2,3%), ma soprattutto di valore generato (-5,9%), nonostante una limatura dei listini del 4% (5,19 euro al litro). Giù anche l’e-commerce, la cui spinta si è fermata sia nei volumi (-15%) che nei valori (-23%, a 34,7 milioni di euro).

“I dati sulle vendite – ha sottolineato Fabio Del Bravo, Responsabile servizi per lo sviluppo rurale di Ismea – ci dicono che la reattività degli acquisti di vino al prezzo si è fatta elevata, mentre il sentiment rilevato dall’Ismea nell’ambito dell’indagine trimestrale sul clima di fiducia tra gli operatori della filiera vitivinicola evidenzia un peggioramento dei giudizi sull’evoluzione futura dell’economia e anche sulla tenuta degli ordinativi futuri. Se la pressione lato costi non dovesse allentarsi, nell’impossibilità di trasferire a valle i rincari, la filiera potrebbe per la prima volta dopo anni entrare in difficoltà sul fronte domestico”.

Per il segretario generale di Unione italiana vini (Uiv), Paolo Castelletti: “Fino a oggi la filiera è riuscita a tenere per quanto possibile sotto controllo le dinamiche dei prezzi, e va dato atto alla distribuzione di aver fatto la sua parte. Sarebbe più che mai auspicabile mantenere in equilibrio i listini anche nei prossimi mesi, quando il potere di acquisto delle famiglie sarà ulteriormente ridotto a causa di costi energetici, dei beni alimentari e di prima necessità”.

━ Ti potrebbe interessare

VINO, IMT: TAGLIO RESE E STOCCAGGIO PER PROSSIMA VENDEMMIA. PAROLA D’ORDINE “RIEQUILIBRIO” DELLA DOC VERDICCHIO CASTELLI DI JESI

BERNETTI (PRESIDENTE): SCELTE DI RESPONSABILITÀ A SALVAGUARDIA FILIERA MARCHIGIANA MAZZONI (DIRETTORE): PROMOZIONE ACCANTO A GESTIONE PRUDENZIALE OFFERTA Obiettivo riequilibrio per la Doc Verdicchio dei Castelli di...

ITALIA OGGI – PRONTI ALLA SVOLTA DELL’EXPORT

“L’Italia è il secondo Paese europeo per capacità espositiva, alle spalle della Germania, e quarta al mondo. È una posizione che riflette la forza...

VINO (ASSOENOLOGI, UIV): PREVISIONI VENDEMMIALI, QUEST’ANNO NESSUNA CONFERENZA STAMPA

SPAZIO AI DATI DEFINITIVI A CAMPAGNA CONCLUSA In occasione della campagna vitivinicola 2026, si è deciso di non organizzare la tradizionale conferenza stampa dedicata alle...

DAZI USA, VINO (UIV): RISPETTATI ACCORDI CON UE, MA INDAGINI SU PRATICHE SLEALI ALIMENTANO INCERTEZZA

CON DAZI E SVALUTAZIONE DEL DOLLARO EXPORT ITALIA NEGLI USA A -360 MILIONI DI EURO IN 14 MESI “I nuovi dazi al 10% flat sono...

VINO, IL CONSORZIO BRUNELLO ACCELERA LA PROMOZIONE TRA USA, CANADA, UK E ITALIA

BARTOLOMMEI (PRES. CONSORZIO): STATI UNITI MERCATO IRRINUNCIABILE, MA PUNTIAMO ANCHE SU ALTRE PIAZZE PER CONSOLIDARE POSIZIONAMENTO DENOMINAZIONE Dall'Italia al Nord America fino al Regno Unito,...
spot_img