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MERCOSUR, FRESCOBALDI (UIV): VOTO RICORSO FA MALE A IMPRESE E A EUROPA

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DIECI VOTI DI SCARTO POTREBBERO SIGNIFICARE ALTRI 20 MESI DI ATTESA
“Il voto odierno del Parlamento europeo non fa male solo alle imprese, fa male a tutta l’Europa. Il voto è sacro e Unione italiana vini si adegua pienamente al responso democratico, ma non possiamo non rilevare come questa decisione fotografi un’Ue spaccata in un momento storico caratterizzato da tensioni commerciali che richiederebbe invece la massima coesione”. Così il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi, ha commentato la decisione del Parlamento Ue che ha votato oggi in favore della richiesta alla Corte di Giustizia Europea per valutare la base giuridica dell’Accordo di partenariato UE–Mercosur. “I dieci voti di scarto in favore del ricorso – ha aggiunto Frescobaldi – senza un’approvazione in via provvisoria equivarrebbero a un congelamento dell’accordo fino a 18-20 mesi. Un ritardo che non ci possiamo permettere, ancor meno per il vino italiano che negli Stati Uniti chiuderà il 2025 con un calo attorno al 9%. Come ha giustamente ricordato oggi il ministro Lollobrigida, il Mercosur è un accordo vantaggioso non solo per l’industria ma anche per l’agricoltura, in grado di rafforzare il Sistema Italia dell’agroalimentare sia in chiave di mercato che di difesa dei nostri prodotti a marchio”.
Secondo Uiv, per ragioni storiche e culturali l’area sudamericana, che conta oltre 250 milioni di consumatori, rappresenta un contesto potenzialmente ricettivo per i vini europei e italiani. Oggi, ad esempio, i vini europei destinati al Brasile subiscono rincari fino al 27% per i vini fermi e al 35% per gli spumanti a causa dei dazi all’importazione: la progressiva eliminazione delle tariffe prevista dall’Accordo di partenariato potrebbe incidere sulla competitività delle imprese in un mercato che oggi – anche a causa delle tariffe – viaggia a bassi regimi. L’import di vino in Brasile sfiora infatti i 500 milioni di euro l’anno, mentre la quota italiana si ferma ad appena 40 milioni di euro, circa l’8% del totale.

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