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EXPORT, FALLICO (PRES. CONOSCERE EURASIA E BANCA INTESA RUSSIA): IN EURASIA CINA INCREMENTA QUOTE DI MERCATO SULL’UE

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BATTUTA D’ARRESTO PER VENDITE ITALIANE IN RUSSIA NEI PRIMI 7 MESI 2018 (-4%)

(Milano, 22 ottobre 2018). “Solo 10 anni fa la quota di mercato relativa ai flussi commerciali dell’Unione economica eurasiatica (Ueea) con l’Unione europea sfiorava il 50% del totale, mentre l’interscambio con la Cina non arrivava all’8%. Oggi, complice lo scenario geopolitico, si è quasi raddoppiato il peso relativo dell’asse sino-eurasiatico a svantaggio del Vecchio Continente, la cui quota è scesa al 35%: a una congiuntura sanzionatoria negativa bisogna opporre nuove strategie di business, se vogliamo rimanere protagonisti in un mercato decisivo per l’Italia e l’Europa”.

Lo ha detto Antonio Fallico, presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia, commentando i dati del Rapporto Commercio e geopolitica della Ueea della direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo realizzato per l’XI Forum economico eurasiatico (25-26 ottobre), il vertice economico di Verona – a cui parteciperà in apertura il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini (25.10) – presentato oggi a Milano e organizzato da Conoscere Eurasia, Roscongress e Forum Economico Internazionale San Pietroburgo.
Secondo i dati delle dogane, con quasi 258 miliardi di dollari di interscambio nel 2017 l’Europa rimane il primo partner commerciale dell’area di libero scambio tra Russia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan e Armenia con una crescita del business dell’8,6%, ma prosegue la rincorsa del partner cinese (101,6 miliardi di dollari) che mette a segno un incremento del 29,4%. Una congiuntura che ha come sfondo la sempre più coesa Greater Eurasia: dai programmi di investimento del Dragone sulla nuova Via della Seta alle più strette relazioni di quest’area instaurate in seguito alle tensioni politico-commerciali con l’Occidente. Una progressione nei rapporti che ha portato, ad esempio, a un incremento dell’export cinese verso l’Unione di oltre 9 miliardi di dollari solo negli ultimi 2 anni (43,9 miliardi di dollari nel 2017).
Stando allo studio, realizzato in collaborazione con Conoscere Eurasia, le importazioni di prodotti europei si sono attestate a 95 miliardi di dollari, dato che vale il 15,5% in più rispetto al 2016 ma anche il 39% in meno sul 2013, anno record del made in Ue. Complessivamente lo scorso anno la bilancia commerciale ha segnato a sfavore del Vecchio Continente un passivo di quasi 70 miliardi di dollari, spinto dall’energia che da sola rappresenta i 3/4 delle forniture dall’Unione eurasiatica. Macchinari (30,7%), prodotti chimici (20,6%), mezzi di trasporti (14,8%) e prodotti agricoli e alimentari (8,8%) sono invece le principali voci del paniere europeo.
“Se guardiamo al trend in atto negli ultimi anni, dal 2017 il commercio globale dei Paesi Ueea ha visto una sensibile ripresa – rileva Gianluca Salsecci, Responsabile del Network Internazionale della Ricerca di Intesa Sanpaolo e Coordinatore del Rapporto. Lo scorso anno il totale degli scambi è risalito a circa 741 miliardi di dollari, in rialzo sul 2016 di oltre il 25%. Un balzo dovuto a un’accelerazione sia dell’export (+26,2% a/a), trascinato dal parziale recupero dei prezzi degli idrocarburi (oltre il 50%) e dalla buona dinamica del PIL dei partner commerciali, sia dell’import (+24% circa a/a), grazie al miglioramento del profilo di crescita del PIL della regione eurasiatica (+1,8% nel 2017 da -0,1% nel 2016).
Nel primo semestre del 2018 si è registrato un ulteriore incremento degli scambi. I dati del semestre disponibili per la Russia indicano flussi per 328,5 miliardi di dollari, con un rimbalzo del 22% a/a sullo stesso periodo del 2017. In aumento è risultato soprattutto l’export (213miliardi di dollari), pari al 26,6%, mentre l’import (115 miliardi di dollari) è salito del 13,5%”.

ITALIA: TORNA IL SEGNO MENO IN RUSSIA NEL 2018, MENTRE CRESCONO FRANCIA E GERMANIA
E l’Italia? Secondo le ultime rilevazioni elaborate da Conoscere Eurasia su base Eurostat, se lo scorso anno ha incrementato il proprio export del 15,1% a 9,1 miliardi di euro (portando a -25% il gap sui valori record del 2013), nei primi 7 mesi di quest’anno fatica in Ueea (+1,2%) a causa del nuovo arresto delle vendite in Russia (88% dell’export complessivo verso l’Unione) dove – complice il calo della meccanica – segna un -4% sfiorando i 4,4 miliardi di euro. Un rallentamento delle esportazioni verso Mosca per il secondo Paese fornitore europeo che ha interessato in misura ben più lieve la Germania – che chiude a luglio con +2,3% (15,2 miliardi di euro) e si conferma mercato leader per l’export europeo -, e la Francia a +7,7% per un controvalore di 3,3 miliardi di euro.
All’XI Forum Eurasiatico di Verona attesi oltre 60 speaker tra ministri e top manager italiani, europei ed eurasiatici. L’evento è organizzato in partnership con Intesa Sanpaolo; Rosneft; Gazprombank; Credit Bank of Moscow; Region – Group of Companies; Visa Handling Services; in collaborazione con Banca Intesa Russia; Pirelli; Coeclerici; Assicurazioni Generali Italia; Accenture; S7 Profi e con il supporto di AEB – Association of European Business; ITTN – International Technology Transfer Network.

Fonti:
Commercio e geopolitica della Ueea della direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo
Conoscere Eurasia su base Eurostat

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