Domenica, 20 Giugno 2021

“È giunto il momento di mostrare al mondo che le fiere italiane sono unite e vanno nella stessa direzione. Accolgo perciò l’invito del presidente di Fiera Milano, Carlo Bonomi, a fare massa critica tra le nostre manifestazioni leader. Dobbiamo essere in grado di traghettare le filiere del made in Italy che presidiamo verso una ripresa veloce e determinata; dobbiamo allearci – sul piano societario e strategico – anche per difendere i nostri asset dai competitor stranieri. Un cambio di passo che trovo di imprescindibile importanza”. Lo ha detto il presidente Aefi - Associazione esposizioni fiere italiane, Maurizio Danese in apertura del webinar dedicato alla giornata mondiale delle fiere. “Fa un certo effetto – ha proseguito Danese - essere qui a parlare di giornata mondiale delle fiere e di riaperture quando le difficoltà sono sotto gli occhi di tutti. L’ultimo rapporto sulle Pmi di Cerved ha evidenziato come il nostro comparto, oltre ad aver accusato la maggior contrazione di ricavi in Italia, sia il più esposto al rischio chiusure. Nel pre-Covid solo il 9,6% delle imprese del sistema era a rischio default; ora, nel post-Covid, lo score è salito a quasi il 70%. Il nostro obiettivo – ha aggiunto il presidente Aefi - è smentire questo dato, perché se così fosse non sarebbe solo una sconfitta delle fiere italiane ma dei campioni nazionali del made in Italy. Quei 200mila espositori che trovano fondamentale partecipare alle nostre manifestazioni e che in fiera generano business per 60 miliardi di euro l’anno – ha concluso”.

DANESE (AEFI): ATTESA PER QUESTION TIME DEL PRESIDENTE DRAGHI

I 4 POLI INTERNAZIONALI: CON NORMA SU AIUTI DI STATO A RISCHIO COMPETITIVITÀ DI FIERE E MADE IN ITALY

“Il decreto Sostegni non ha tenuto conto di un limite normativo che condiziona pesantemente l’erogazione dei fondi riservati al settore, mentre le fiere tedesche percepiranno entro fine giugno 642 milioni di euro a fondo perduto. Siamo preoccupati perché in ballo non c’è solo il futuro del sistema fieristico italiano ma anche di uno strumento del made in Italy che ogni anno genera 60 miliardi di euro di business. A oggi i 4 principali poli espositivi nazionali hanno percepito ristori per soli 8,5 milioni di euro, l’equivalente del 5% delle perdite subite nel 2020 e poco più dell’1% rispetto ai fondi stanziati, che con l’attuale impianto rimarranno in buona parte inefficaci”. Lo ha detto oggi in conferenza stampa assieme ai vertici dei 4 player fieristici di Milano, Bologna, Rimini/Vicenza e Verona il presidente di Aefi – Associazione esposizioni e fiere italiane, Maurizio Danese. Alla conferenza stampa ha partecipato anche il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia.

“Quanto dichiarato dal ministro Giancarlo Giorgetti, peraltro già anticipato nei nostri colloqui con il ministro Massimo Garavaglia, va finalmente nella direzione invocata da tempo dagli organizzatori fieristici. Si tratta di un passaggio fondamentale per la salvezza del sistema espositivo, il settore italiano più martoriato dalla crisi, ma soprattutto per il business di 200 mila imprese che ogni anno fatturano 60 miliardi di euro in 1.000 manifestazioni fieristiche del Belpaese”. Lo ha detto il presidente di Aefi - Associazione esposizioni e fiere italiane, Maurizio Danese, a commento dell’audizione odierna del ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, alle Commissioni riunite Attività produttive della Camera e Industria del Senato. Il ministro, che prevede la riapertura delle fiere dal prossimo luglio, ha annunciato l’intenzione del Governo di superare la norma Ue sugli aiuti di Stato – il cosiddetto ‘de minimis’ - che di fatto limita fortemente le erogazioni dei sussidi stanziati in favore delle fiere per l’emergenza Covid. L’obiettivo, secondo Giorgetti, è seguire, previo consenso del Parlamento, la strada tedesca, a cui Bruxelles ha concesso il superamento dei limiti imposti in ragione dell’articolo 107 (paragrafo 2 lettera b) del trattato, che prevede la deroga al de minimis in caso di ‘calamità naturali ed eventi eccezionali’.

DANESE: ITALIA A RISCHIO BEFFA, NORMA UE CONTRO CONCORRENZA SLEALE FAVORISCE PRINCIPALE COMPETITOR

 “Nel nuovo Dl sostegni riscontriamo una novità che sulla carta potrebbe andare nella direzione auspicata dal sistema fieristico italiano e già seguita dalla Germania, che è riuscita ad attivare per le fiere un sussidio a fondo perduto da 642 milioni di euro in deroga alla norma Ue relativa al regime ‘de minimis’. I tedeschi hanno fatto da apripista, basterebbe seguire la loro strada altrimenti al danno dei mancati ristori si aggiungerebbe la beffa, con il primo player fieristico europeo avvantaggiato sul suo principale competitor proprio dalla norma sugli aiuti di Stato che dovrebbe tutelare dalla concorrenza sleale”. Lo ha detto oggi il presidente di Aefi, l’Associazione esposizioni e fiere italiane, Maurizio Danese, a commento del nuovo decreto legge licenziato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri. 

La crisi dei Saloni e i "survival games" in Europa: per il presidente di Aefi, Maurizio Danese, "La Germania ci ha superato sui sostegni. Rischiamo la scalata estera dei nostri poli".

Leggi il pezzo sullo speciale Rapporti - Fiere su la Repubblica Affari & Finanza, curato da Paola Jadeluca: Clicca qui

DANESE (PRES. AEFI): APPELLO AL NUOVO GOVERNO, NON C’È PIU TEMPO

 La Germania ha dimostrato che è possibile superare il ‘de minimis’ - la norma di Bruxelles sugli aiuti di stato che in Italia sta rendendo sostanzialmente inefficaci i contributi in favore delle fiere internazionali italiane -, in ragione di quanto contenuto nel trattato stesso relativamente agli ‘eventi eccezionali’ quali appunto la pandemia. L’articolo (107, paragrafo 2, lettera c) che permetterà alla Germania di stanziare entro giugno sussidi per 642 milioni di euro ai propri organizzatori fieristici, non è certo una novità per Aefi, l’Associazione esposizioni e fiere italiane, che dall’estate scorsa ha inutilmente cercato di superare l’impasse attraverso numerose richieste sul tema al precedente Governo. 

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO AEFI, CFI E FEDERCONGRESSI&EVENTI

I settori di fiere e congressi fortemente allarmati dai rumors che li vedono esclusi dalla proroga della cassa integrazione Covid in deroga per i settori fortemente in crisi allo studio dei tecnici del Ministero del Lavoro e dell’Economia: senza ammortizzatori sociali a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro e migliaia di imprese necessarie per la ripartenza economica del Paese