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VINO, CCIAA VERONA: NOMINATI I 7 BEST OF WINE TOURISM 2026 PER LE GREAT WINE CAPITALS

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BERTANI, L’OSTE SCURO, RAMBALDI DI GUERRIERI RIZZARDI, TENUTA LE CAVE, TERRE DI PIETRA, VERONASPED E VILLA CRINE I VINCITORI

ARENA (CCIAA): VERONA CONTESTO IDEALE PER CRESCITA ENOTURISMO. SERVE FARE RETE

Verona nomina i protagonisti dell’enoturismo 2026. Sette i vincitori del premio Best Of Wine Tourism 2026 (IX edizione), assegnato ieri sera in Camera di Commercio, per altrettante categorie che a novembre si confronteranno con gli altri finalisti delle Great Wine Capitals, l’associazione che riunisce nel mondo 11 città internazionali a forte matrice enologica.

Ad aggiudicarsi, in Valpolicella, il premio “Esperienze innovative nell’enoturismo” è quest’anno Bertani, grazie all’esplorazione immersiva dedicata alla storica collezione di Amarone Classico, mentre per le “Esperienze enogastronomiche” la scelta va al ristorante scaligero L’Oste Scuro di Verona e alle sue mille etichette in carta. Si sposta sul Lago di Garda il riconoscimento sulla “Ricettività”, con la residenza diffusa Rambaldi Apartments di Guerrieri Rizzardi; un’armonia tra architettura, pietra locale della Lessinia e ambiente riscontrata anche nel protagonista del premio “Architettura e paesaggio”, che va alla Tenuta Le Cave (Tregnago). Terre di Pietra, che a San Martino Buon Albergo ha esteso la sostenibilità dall’agricoltura all’accoglienza, guadagna il riconoscimento “Pratiche sostenibili nell’enoturismo”, mentre “Arte e cultura” va al restauro, valorizzazione e percorso enoturistico della dimora storica in Valpolicella Villa Crine. Sul fronte dei “Servizi per l’enoturismo”, è VeronaSped la protagonista, vero e proprio hub facilitatore per gli acquisti di vino da parte degli ospiti.

Ora, per i 7 nuovi testimonial dell’enoturismo veronese selezionati su un panel complessivo di 110 candidati recensiti dalla nuova edizione della Guida Verona Wine and Olive Oil Tourism, la prossima tappa sarà la plenaria delle Great Wine Capitals a Bordeaux (2-6 novembre 2025) con un’ulteriore selezione che nominerà un unico player italiano (6 novembre), lo stesso farà ciascun Paese coinvolto nel network.

Verona – con Adelaide (Australia), Bilbao Rioja (Spagna), Bordeaux (Francia), Hawke’s Bay (Nuova Zelanda), Losanna (Svizzera), Mainz (Germania), Mendoza (Argentina), Porto (Portogallo), San Francisco/Napa Valley (USA), Valparaìso/Casablanca Valley (Cile) – è la rappresentante italiana delle Great Wine Capitals che vanta tutt’ora la presidenza di turno assegnata al vicepresidente della Camera di Commercio, Paolo Arena. “Verona – ha detto Arena – è una capitale del vino ed è la provincia che esporta di più in Italia per un controvalore di quasi 1,3 mld di euro l’anno; inoltre, il bacino di attrazione è strategico: tra città e lago si contano infatti oltre 15 milioni di presenze annue. Una combo, questa, che la dice lunga sulle potenzialità dell’enoturismo scaligero e non solo. Occorre infatti lavorare sul concetto di rete, mettendo al centro della strategia progettuale lo sviluppo di questo segmento strategico in costante crescita. Riteniamo perciò che la partnership avviata dalla Camera di Commercio con le Great Wine Capitals sia di grande importanza soprattutto per la capacità dell’associazione di creare legami, di condividere know how oltre a intraprendere scambi e sviluppare programmi di cooperazione”.

L’associazione The Great Wine Capitals Global Network è un network che coinvolge un totale di 24,4 milioni di abitanti per un’affluenza turistica complessiva pari a 56 milioni di arrivi. La produzione di vino espressa dalla rete è pari a oltre 29 milioni di ettolitri annui per un vigneto che si estende su 516 mila ettari e oltre 2,2 mila imprese del vino aperte agli enoturisti (+45% dal 2022 al 2024).

Immagine di copertina: credits Ennevifoto

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