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FIERE, AEFI: CRESCE SPINTA INVESTIMENTI. PRENDE FORMA PROGETTO HUB AFRICANO DELLE FIERE ITALIANE PER PRIMO PARTENARIATO BILATERALE NEL SETTORE

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SURVEY AEFI/ PROMETEIA: DIGITALE E MERCATI ESTERI PRINCIPALI DIRETTRICI DI SVILUPPO

Le fiere italiane accelerano su digitale, innovazione e apertura ai mercati esteri. A evidenziarlo è la survey Aefi-Prometeia, realizzata su un campione rappresentativo di 35 quartieri fieristici e organizzatori associati, che fotografa le strategie e gli investimenti che guidano l’evoluzione del settore.

Secondo l’indagine, nel 2025 quasi due terzi degli operatori hanno destinato risorse ad almeno due aree di intervento, mentre circa un terzo ha concentrato gli investimenti su un’unica priorità. A guidare la corsa è la digitalizzazione, indicata dal 63% degli associati Aefi, in forte crescita rispetto al 15% dell’anno precedente. Seguono lo sviluppo di nuovi prodotti fieristici (49%), gli investimenti destinati a rafforzare l’internazionalizzazione delle manifestazioni e le attività di promozione all’estero e di incoming, entrambi indicati dal 46% degli operatori. Sul fronte della sostenibilità ambientale ha investito il 43% del campione, mentre il 20% ha realizzato interventi per migliorare l’accessibilità degli eventi.

Il ricorso alle misure agevolative resta contenuto. Nella survey solo il 54% degli operatori ha fatto esplicitamente riferimento all’utilizzo (o al mancato utilizzo) di strumenti di sostegno agli investimenti. Tra questi, il 26% ha dichiarato di non aver beneficiato di contributi, una quota analoga ha utilizzato una o due misure, mentre l’impiego di oltre due strumenti agevolativi si ferma al 3%. Gli incentivi più utilizzati sono quelli dedicati all’internazionalizzazione: il 50% degli operatori fieristici cita i contributi Ice per attività promozionali e programmi di incoming e il 50% quelli regionali per rafforzare la presenza internazionale delle manifestazioni e attrarre buyer esteri.

“Le fiere stanno investendo in modo sempre più integrato su innovazione, servizi e apertura ai mercati internazionali. È una trasformazione necessaria per rafforzare la competitività delle manifestazioni italiane e accompagnare le imprese nei percorsi di crescita all’estero. In questo quadro, l’Africa rappresenta una delle aree a maggiore potenziale per lo sviluppo del nostro sistema”, afferma Maurizio Danese, presidente di Aefi.

Proprio sul fronte dell’internazionalizzazione prende forma “Aefi for Africa”, il programma nato nell’ambito della Commissione internazionalizzazione dell’Associazione esposizioni e fiere italiane, presieduta da Pietro Piccinetti, e approvato dall’assemblea della compagine nel gennaio 2025. Aperto a tutti gli operatori del sistema fieristico, il progetto si inserisce nel quadro degli obiettivi del “Piano Mattei per l’Africa”, in raccordo con il ministero degli Affari Esteri e in collaborazione con il ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Il primo progetto presentato da Italian Exhibition Group (IEG), propone la creazione di una piattaforma stabile di presenza nel continente africano attraverso partnership istituzionali e operative con soggetti locali. Ad oggi lo scouting condotto nei principali Paesi dell’area subsahariana suggerisce il Kenya come la destinazione più promettente per avviare il primo partenariato fieristico strutturato tra Italia e Africa. Con oltre 54 milioni di abitanti, un Pil superiore ai 110 miliardi di dollari e una crescita prevista intorno al 5% annuo, il Paese rappresenta uno dei principali motori economici dell’Africa orientale; un’area che conta oltre 300 milioni di abitanti e registra alcuni dei più elevati tassi di crescita del continente. La capitale Nairobi, scelta come possibile sede del progetto, è inoltre uno dei principali hub logistici e finanziari della regione.

Secondo la proposta progettuale, una volta completata la fase di strutturazione e definito l’assetto di governance, la piattaforma potrà essere messa a disposizione degli organizzatori e operatori fieristici italiani interessati a sviluppare manifestazioni, eventi e attività di business nell’area, diventando uno strumento condiviso per l’espansione del Made in Italy nei mercati africani.

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