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AEFI, FIERE: 2025 ANNO RECORD, SUPERATO ANCHE BENCHMARK 2019. CRESCE IL BUSINESS IN FIERA CON 18,5 MLN DI OPERATORI, 2,1 MLD IL FATTURATO SETTORE

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DANESE (PRES.): FIERE EFFETTO STRATEGICO PER IMPRESE E MADE IN ITALY. ORA CONSOLIDARE POSIZIONAMENTO E RAPPRESENTANZA

Cresce il sistema fieristico e lo fa in tutti i suoi fondamentali, tanto che dopo l’aggancio sul pre-Covid ora si progetta la fuga. Il preconsuntivo 2025 elaborato dall’associazione del settore Aefi assieme a Prometeia – presentato oggi a Roma al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel corso dell’assemblea dei 56 soci a Palazzo Piacentini – indica valori in incremento nell’ordine del 5-10% sia sull’anno precedente che sul 2019, sin qui considerato anno-benchmark per le fiere italiane. Sale infatti il fatturato, a 2,1 miliardi di euro (+10% sul 2024 e in termini reali al netto dell’inflazione cumulata +35% sul 2019), per un’industria che somma complessivamente quasi 200 imprese tra quartieri e organizzatori di eventi. Ma volano anche tutti gli indicatori sulle performance delle manifestazioni, a partire da quelle internazionali: 18,5 milioni i visitatori e operatori professionali che hanno calcato i 915 eventi organizzati lo scorso anno, con presenze in aumento del 6% sul 2024 e del 9% sul 2019 grazie all’aumento dei buyer esteri saliti a 1,5 milioni. Una testimonianza della centralità dell’industria fieristica in chiave internazionalizzazione apprezzata dalle aziende delle filiere di riferimento del Made in Italy; sono 152 mila gli espositori, nell’80% dei casi a insegne tricolori, anche in questo caso in progressione sia sull’anno precedente (+6%) sia sul pre-Covid. Ne consegue un altro record, quello della superficie espositiva venduta salita a quasi 11 milioni di metri quadrati.

Per il presidente di Aefi, Maurizio Danese: “I dati Aefi-Prometeia certificano l’effetto strategico del sistema fieristico a sostegno della competitività delle imprese e delle filiere del Made in Italy. Un risultato che nasce dalla capacità di reazione del settore e dal sostegno delle istituzioni, che hanno riconosciuto nelle fiere uno strumento fondamentale di promozione e internazionalizzazione. Oggi il comparto raggiunge nuovi record in termini di fatturato, visitatori, espositori e attrattività internazionale, rafforzando il ruolo delle fiere come infrastruttura economica del Paese e leva di sviluppo per le imprese. Forti di questi risultati, guardiamo alle prossime sfide con l’obiettivo di consolidare ulteriormente il posizionamento dell’Italia nel mercato globale degli eventi, in uno scenario sempre più competitivo che richiede una rappresentanza autorevole e una visione condivisa per il futuro del settore. In questa prospettiva si inserisce il percorso di confronto costruttivo con IT-EX”.

Buone notizie anche dalle previsioni per l’anno in corso. Pur in un contesto caratterizzato da elevati rischi geopolitici – che per le aziende partecipanti alla survey Aefi (Associazione esposizioni e fiere italiane) si traducono principalmente in possibili riduzioni di buyer (54% di citazioni) ed espositori esteri (49%) -, il 46% dei soci che hanno aderito all’indagine stima di chiudere il primo semestre 2026 con un fatturato in crescita rispetto allo stesso periodo del 2025. Per una quota solo leggermente inferiore, pari al 43% degli associati, le attese sono invece orientate al consolidamento dei risultati di vendita dello scorso anno (positivi, per il comparto nel suo insieme). Solo il 12% dei quartieri fieristici e degli organizzatori coinvolti nell’indagine prevede una flessione del giro d’affari.
Indicazioni analoghe arrivano anche sul fronte della partecipazione. Il 45% degli intervistati prevede una crescita dei visitatori, il 37% si attende una situazione di sostanziale equilibrio, mentre il 18% sconta una diminuzione delle presenze.
L’industria fieristica italiana, quarta al mondo e seconda in Europa, genera un impatto complessivo (diretto, indiretto e indotto) sul territorio nazionale di 22,5 miliardi di euro, contribuisce per lo 0,7% al Pil nazionale e attiva oltre 10 miliardi di euro nel segmento del turismo fieristico (dati Libro Bianco del sistema fieristico italiano Aefi/Prometeia 2025).

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