Martedì, 11 Dicembre 2018

FEDERAUTO: IMMATRICOLAZIONI AUTO EUROPA A GENNAIO +10,1%

Feb 16, 2017

PAVAN BERNACCHI: “NEL 2016 L’ITALIA ULTIMA IN EUROPA PER CRESCITA DEL PIL. PER FORTUNA IN CONTROTENDENZA IL MERCATO ITALIA DELLE AUTOMOBILI CHE A FRONTE DI UNA CRESCITA MEDIA EUROPEA DEL +6,5% LO SCORSO ANNO ERA CRESCIUTO DEL +15,8%. GENNAIO, DOVE IL RISULTATO ITALIANO AL +10,1% È IDENTICO ALLA MEDIA EUROPEA, FA BEN SPERARE. MA NUBI SI ADDENSANO ALL’ORIZZONTE COME LA MANOVRA CORRETTIVA E LA SITUAZIONE POLITICA”.


Inizio d’anno positivo per il mercato europeo (Ue+Efta) dell’auto che, stando ai dati diffusi dall’associazione dei costruttori europei Acea, nel mese di gennaio ha registrato 1.203.958 nuove immatricolazioni, migliorando del 10,1% la performance rispetto al primo mese dello scorso anno. Crescita in doppia cifra per quasi tutte le principali piazze europee, con la Spagna a +10,7%, seguita da Francia (+10,6%) e Germania (+10,5%). In perfetta media europea, l’Italia si guadagna la quarta posizione chiudendo gennaio in crescita del 10,1% sullo stesso mese 2015, con 171.556 nuove vetture immatricolate. Segno positivo anche per il Regno Unito, che conferma il risultato di dicembre con un +2,9%.
Per il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi: “Nel 2016 l’Italia ultima in Europa per crescita del PIL. Per fortuna in controtendenza il mercato Italia delle automobili che, a fronte di una crescita media europea del +6,5%, lo scorso anno era cresciuto del +15,8%. Gennaio, dove il risultato italiano al +10,1% è identico alla media europea, fa ben sperare. Ma nubi si addensano all’orizzonte come la manovra correttiva e la situazione politica. In particolare in Italia il PIL 2016 è cresciuto di uno 0,9%, addirittura meno della Grecia, mentre la media europea è quasi doppia (1,6%). Preoccupanti gli altri indicatori: la disoccupazione generale resta tra le più alte dell’area euro, oltre l’11%, quella giovanile supera il 40%, i nostri conti non sono in regola e serve una manovra correttiva complicata che potrebbe portare ad aumenti di accise e ai tanto temuti aumenti Iva nel 2018. A questo si aggiunge la situazione politica complessa dove ancora non si sa se l’attuale esecutivo arriverà o meno a scadenza. E’ per tutti questi fattori che invitiamo ancora alla prudenza sperando, nel contempo, che il mercato degli autoveicoli italiani permanga anche quest’anno in controtendenza”.

Share this post

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn