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VINO, FRESCOBALDI (UIV): DA INDAGINE MEDIOBANCA ALERT PER EVOLVERE SETTORE 

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CON CALO REDDITIVITÀ EVITARE SOVRAPPRODUZIONE. GIÙ PREZZI SFUSO AD APRILE

“I dati emersi oggi dalla presentazione del report Mediobanca sul comparto vinicolo confermano il quadro difficile di un settore storicamente virtuoso e in grado di creare valore, non solo per se stesso ma anche per il sistema Italia. Di fronte alla necessità di rispondere al calo strutturale dei consumi e a fattori geopolitici sempre più impattanti, lo scenario è cambiato rispetto a pochi anni fa. Siamo chiamati a reagire con un’impresa vino più manageriale e razionale”. Così il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi, è intervenuto oggi a Milano nel corso della presentazione dell’indagine Il settore vinicolo in Italia (edizione 2026), a cura dell’Area studi Mediobanca.

Per Frescobaldi: “Il calo del risultato netto registrato nell’ultimo anno (-7,5%), significativamente superiore alla contrazione del fatturato (-2,8%), evidenzia una forte compressione dei margini e una struttura dei costi poco flessibile. Oltre alla razionalizzazione dei processi aziendali, serve intervenire con un approccio sistemico, a partire da un contingentamento della produzione attraverso la riduzione delle rese. Perché oggi – ha concluso – con un eccesso di offerta e un livello alto di giacenze, il rischio grosso è il deprezzamento – già in atto – anche delle nostre produzioni di qualità”.

Secondo l’Osservatorio Uiv, l’attuale dinamica del mercato sta generando ripercussioni sulle piazze dello sfuso delle principali Dop-Igp (monitorato il 60% del totale), che hanno chiuso a una media-prezzo di 1.30 euro al litro, in calo del 7% rispetto ad aprile 2025. I prezzi del mese di aprile risultano in calo dall’inizio dell’anno, con le attuali quotazioni che risultano mediamente ai minimi dal 2023. Il valore complessivo registrato ad aprile sul campione monitorato sfiora il -10%.

L’indagine Mediobanca è stata svolta su un campione di 255 principali società di capitali italiane con fatturato 2024 superiore ai 20 milioni di euro e ricavi aggregati per 12 miliardi di euro, di cui la metà oltreconfine. Secondo l’Istituto, il 2025 dei maggiori produttori italiani di vino ha chiuso con un calo delle vendite del 2,8% rispetto al 2024: il mercato estero (-3,4%) risulta più debole di quello nazionale (-2,2%). In calo del 4,2% l’Ebitda, -9,5% l’Ebit e -7,5% il Risultato netto.

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