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L’EMILIA-ROMAGNA A VINITALY 2026: DAL CALICE ALLA TAVOLA IL TRAINO DELL’ENOTURISMO

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VINO E DOP-IGP AL CENTRO DI UN MODELLO TRA VIGNE E SAPORI

L’Emilia-Romagna si presenta compatta a Vinitaly 2026 (12-15 aprile, Veronafiere) con una offerta integrata del territorio: nel padiglione 1, tradizionale presidio regionale, il racconto del vino si accompagna in modo strutturato a quello dell’offerta turistica, con una proposta unitaria rivolta a visitatori, operatori e buyer della manifestazione. Le tre Destinazioni Turistiche Regionali – Visit Emilia, Territorio Turistico Bologna e Modena e Visit Romagna – infatti saranno presenti anche con i loro pacchetti vacanza a tema enogastronomico, a completamento di un modello di sviluppo in cui produzione, territori e fruizione turistica dialogano in modo coerente e coeso.

Con 45 prodotti agroalimentari Dop e Igp (19 Dop e 26 Igp) – l’ultimo arrivato è l’Erbazzone Reggiano Igp, riconosciuto a fine febbraio 2026 – cui si aggiungono 30 vini certificati tra Dop e Igp, 20 Presìdi Slow Food e circa 400 prodotti agroalimentari tradizionali iscritti nell’Atlante ministeriale, l’Emilia-Romagna si conferma Food Valley d’Italia. Un patrimonio che vale 3,9 miliardi di euro per la sola Dop Economy e che posiziona la regione al terzo posto nazionale nel turismo legato alle indicazioni geografiche dopo Veneto e Toscana. (Fonte: Rapporto nazionale sul turismo legato alle Indicazioni Geografiche, Fondazione Qualivita e Origin Italia). Nel complesso il comparto agroalimentare regionale genera un valore di 37 miliardi di euro, con quasi 10 miliardi di export, seconda voce dopo la meccanica e che agisce anche come driver turistico.

Numeri che trovano riscontro anche nella crescente attrattività enoturistica: nel 2025 l’Emilia-Romagna si è piazzata sul podio delle destinazioni dal più forte appeal per i gourmet (37%), dietro solo alla Toscana e alla Puglia, entrambe al 41% (Fonte: Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, Roberta Garibaldi), grazie a un sistema integrato che unisce filiere produttive solide, attrattività territoriale e oltre mille eventi annuali su tutto il territorio, con esempi di successo come Caseifici Aperti, che permette di scoprire il Parmigiano Reggiano nei suoi luoghi di produzione, le magnalonghe, passeggiate agresti con tappe di degustazione in fattorie e aziende agricole, e Tramonto DiVino, il roadshow enogastronomico che da 20 anni promuove la cultura del vino e del cibo trasformando le piazze della Riviera e delle città d’arte in arene del gusto.

Dalle grandi Dop della tradizione italiana – Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, Culatello di Zibello – fino alle eccellenze più identitarie come lo Squacquerone di Romagna, la Coppa piacentina, il Formaggio di Fossa di Sogliano, passando per specialità Igp come la Piadina romagnola, l’Aceto balsamico di Modena, la Mortadella Bologna e il Riso del Delta del Po, ogni prodotto racconta un territorio, una storia, una comunità.

Accanto al cibo, il vino rappresenta un pilastro fondamentale, con una produzione di circa 5,37 milioni di ettolitri, terza in Italia dopo il Veneto e la Puglia. Le sei principali aree vitivinicole – dai Colli Piacentini alla Romagna – custodiscono vitigni iconici come Lambrusco, Sangiovese, Albana, Pignoletto, Gutturnio e Fortana, contribuendo a definire un’identità enologica ricca, diversificata e sempre più orientata alla qualità. La promozione di questo patrimonio è affidata all’Enoteca Regionale di Dozza, situata nell’omonima Rocca, borgo celebre per la Biennale del Muro dipinto che da oltre 30 anni trasforma le sue vie in una galleria d’arte a cielo aperto.

In Emilia-Romagna il viaggio si trasforma naturalmente in esperienza di gusto grazie a un patrimonio diffuso che coinvolge oltre 20 ciclovie regionali come la Food Valley Bike (70 km attraverso il territorio di Parma, Città Creativa Unesco per la Gastronomia), 10 Strade dei Vini e dei Sapori e 22 Cammini del circuito regionale, veri e propri itinerari tra paesaggi, borghi, aziende e luoghi della cultura gastronomica, affiancati da una rete di 27 Musei del Gusto e 44 Musei del mondo rurale. Tra questi Casa Artusi a Forlimpopoli (FC) – tra i soggetti proponenti della candidatura della Cucina Italiana a patrimonio Unesco – rappresenta un punto di riferimento per la valorizzazione della cultura gastronomica nazionale, tra cooking lessons per turisti e appassionati e momenti di approfondimento.

Questo sistema trova espressione anche nella ristorazione stellata. La Guida Michelin 2026, presentata al Teatro Regio di Parma il 19 novembre 2025, conta 25 ristoranti stellati in Emilia-Romagna: confermate le tre stelle a Massimo Bottura con l’Osteria Francescana di Modena, seguite dalle due stelle del San Domenico di Imola e del Magnolia di Longiano. Tra le novità figurano “Da Lucio” a Rimini e “Cavallino” a Maranello, entrambi una stella. A questi si aggiungono 34 Bib Gourmand – primato nazionale condiviso con il Piemonte – e 7 ristoranti Stella Verde per l’impegno nella sostenibilità.

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