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EMILIA-ROMAGNA A VINITALY 2026: ISTITUZIONI E FILIERA FANNO SQUADRA PER RACCONTARE UN TERRITORIO COESO, TRA DOP ECONOMY, EXPORT E TURISMO PER UNA NARRAZIONE CONTEMPORANEA DEL VINO LUNGO LA VIA EMILIA

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Michele de Pascale (presidente Regione Emilia-Romagna): “La nostra Dop Economy vale 3,9 miliardi di euro, di cui 455 milioni generati dal comparto vitivinicolo”

Assessori Mammi e Frisoni (Agricoltura e Turismo Regione Emilia-Romagna): “Per il 2026 messi a disposizione 26 milioni di euro per la filiera vitivinicola”

Con 90 espositori, +13% rispetto all’edizione 2025, 16 masterclass (quattro per ogni giornata), due format ristorativi curati da Carlo Cracco e un concept grafico rinnovato, l’Emilia-Romagna si presenta a Vinitaly più unita che mai. È quanto emerso stamane, a Casa Maria Luigia di Massimo Bottura, in occasione della presentazione ufficiale della collettiva regionale alla 58^ edizione della manifestazione, l’evento di riferimento per gli operatori del vino che dal 12 al 15 aprile trasformerà il Padiglione 1 di Veronafiere – storica casa dei vini emiliano-romagnoli – in un grande racconto corale.

In un momento complesso per il mondo del vino, l’Emilia-Romagna sceglie la strada della coesione e si presenta a Verona con un messaggio chiaro: sotto l’egida di Enoteca Regionale, Regione Emilia-Romagna e APT Servizi Emilia-Romagna, il sistema produttivo e le rappresentanze della filiera si uniscono per difendere e rilanciare un comparto che è identità, cultura e valore economico del territorio. La partecipazione a Vinitaly diventa così una vetrina di sistema e un’occasione per rafforzare il posizionamento dei vini regionali sui mercati, affiancando alla promozione il racconto di un “ecosistema” agroalimentare unico, fondato sulle Indicazioni Geografiche e sulla Food Valley.

L’Emilia-Romagna può contare su 44 prodotti DOP e IGP già riconosciuti e apprezzati, a cui si aggiunge l’arrivo del 45°, l’Erbazzone Reggiano IGP: una ricchezza che alimenta la cosiddetta Dop Economy regionale.

“L’Emilia-Romagna arriva a Vinitaly 2026 con la forza della propria identità e con la responsabilità di un territorio che sa fare squadra, unendo istituzioni, consorzi, produttori e sistema turistico in un’unica narrazione che tiene insieme economia, cultura e comunità – dichiara il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale -. La nostra Dop Economy vale 3,9 miliardi di euro, di cui 455 milioni generati dal comparto vitivinicolo, dentro un agroalimentare che ha raggiunto i 37 miliardi di valore e rappresenta la seconda voce dell’export regionale, con circa 10 miliardi di euro. Sono numeri che raccontano non solo la qualità delle nostre produzioni, ma la solidità di un modello fondato su lavoro, coesione e apertura ai mercati internazionali. In questo racconto corale si inserisce anche il contributo di due ambassador d’eccezione come Massimo Bottura e Carlo Cracco, interpreti autorevoli della nostra cultura gastronomica nel mondo e ambasciatori di un territorio che unisce eccellenza e innovazione. In un contesto segnato da tensioni geopolitiche, cambiamenti climatici e trasformazioni nei consumi, scegliamo di supportare la filiera vitivinicola emiliano-romagnola con politiche concrete e investimenti mirati, valorizzandone il ruolo culturale ed economico e promuovendo il consumo responsabile e consapevole, nel pieno riconoscimento di produzioni che rappresentano un patrimonio storico, sociale e identitario della nostra regione. La presenza al Vinitaly della Regione Emilia-Romagna è una scelta strategica che contribuisce a rafforzare il posizionamento dei nostri vini sui mercati, accompagnare le imprese nell’internazionalizzazione e valorizzare l’integrazione sempre più stretta tra enogastronomia, turismo ed esperienza territoriale; un grande racconto collettivo che sceglie di investire sulla qualità, sull’innovazione e sulla promozione, per consolidare sempre più il ruolo dei vini emiliano-romagnoli sui mercati globali”.

Accanto alla forza economica delle IG, a Vinitaly la Regione ribadirà la centralità della filiera vitivinicola, in un contesto segnato da tensioni geopolitiche, mutamenti nei consumi, aumento dei costi, difficoltà produttive legate al clima e un dibattito pubblico spesso polarizzato sul tema dell’alcol. In questo scenario, l’Emilia-Romagna conferma un approccio basato su responsabilità e promozione: colpire l’abuso e non il consumo moderato, sostenere campagne educative e difendere produzioni che rappresentano tradizione e identità dei territori. Sul fronte degli investimenti, la Regione rafforza il proprio impegno a sostegno della competitività e dell’apertura ai mercati: per il biennio 2025-2026 sono stati stanziati 25 milioni di euro, con risorse dedicate alla promozione dei prodotti a indicazione geografica – tra cui anche i vini – nei Paesi extra-UE, alla valorizzazione delle Dop e Igp e alle attività di promozione nazionale attraverso fiere, manifestazioni e iniziative territoriali.

“Abbiamo acceso le luci sul Vinitaly 2026 con tutti i protagonisti che accompagnano il Padiglione Emilia-Romagna nelle giornate della fiera – hanno ricordato l’assessore all’Agricoltura e agroalimentare, Caccia e Pesca Alessio Mammi e l’assessora al Turismo, Sport e Commercio Roberta Frisoni – il primo grazie va ai produttori, ai vignaioli, alle cantine e ai consorzi. Il loro lavoro quotidiano è quello che contraddistingue il valore e la qualità del vino in Emilia-Romagna, nelle sue tantissime declinazioni, e poi ai nostri Ambassador d’eccezione: Massimo Bottura e Carlo Cracco. Per il 2026 abbiamo messo a disposizione 26 milioni di euro per la valorizzazione della filiera vitivinicola tra investimenti in campo e nelle cantine, riconversione dei vigneti e promozione dei prodotti verso i paesi terzi. L’enogastronomia è oggi sempre più efficace elemento promozionale e motivazione di viaggio per i turisti che ci scelgono. Nella nostra Regione cibo e vino sono una presenza trasversale a tutte le esperienze, per il valore straordinario delle nostre Dop e Igp: dal trekking alla vacanza balneare, visitando la Motor Valley o i tanti siti Unesco, pedalando nelle Valli di Comacchio o dopo la remise en forme alle terme, c’è sempre un piatto e un calice colmo che raccontano ai nostri ospiti il territorio e le persone che lo popolano. Lo avevamo anticipato lo scorso anno e quest’anno lo concretizziamo: a Vinitaly 2026 il turismo sarà a fianco della narrazione del vino emiliano-romagnolo, con una postazione delle tre Destinazioni Turistiche Regionali che presenteranno ai visitatori del Padiglione 1 le loro proposte vacanza per il 2026”.

Durante le quattro giornate di Vinitaly, ad animare il Padiglione 1 saranno 90 espositori: piccole, medie e grandi aziende che raggiungeranno il polo fieristico per sviluppare nuove occasioni di business con buyer stranieri e operatori italiani. Ad affiancarli anche il Consorzio Parmigiano Reggiano e quattro Consorzi, rappresentanti di alcuni tra i più importanti vini a denominazione della regione: dal Consorzio di Tutela del Lambrusco al Consorzio Vini di Romagna; dal Consorzio di Tutela Vini dei Colli di Parma al Consorzio Emilia-Romagna.

“Ancora una volta l’Emilia-Romagna si presenta unita e promuove un sistema che unisce vino, cibo e promozione del territorio – ha sottolineato il presidente di Enoteca Regionale Davide Frascari -. In questo momento complesso, è ancora più importante lavorare insieme con tutti i Consorzi di tutela del vino che sono tutti presenti nella compagine di enoteca per promuovere la viticoltura emiliano-romagnola, sempre più attenta alla qualità e alla sostenibilità, grazie al forte impegno di sostegno e promozione dei progetti di filiera da parte della Regione. Il vino emiliano-romagnolo presenta un paniere di proposte davvero interessanti, dalle bolle ai fermi, dai bianchi ai rossi, con un’attenzione sempre più forte verso la tracciabilità delle produzioni che conferiscono ancora più valore al prodotto. Il Vinitaly 2026 è un’occasione straordinaria per far conoscere al meglio le nostre eccellenze presenti nel padiglione Emilia-Romagna e coniugarle con un’idea di territorio attrattivo dal punto di vista turistico ed enogastronomico”.

Accanto al vino, protagonista del padiglione sarà ancora una volta la cucina stellata. Dopo la prestigiosa collaborazione con lo chef Massimo Bottura e il suo ristorante “…al Massimo”, nel 2026 il testimone passerà a Carlo Cracco, presente alla manifestazione con due format ristorativi distinti: il ristorante “Cracco a Vinitaly”, dove racconterà l’Emilia-Romagna attraverso una rivisitazione contemporanea dei suoi piatti simbolo e, accanto, “Piadineria VistaMare”, un omaggio alla piadina romagnola che farà da ponte tra l’alta cucina e la tradizione popolare, tra fine dining e convivialità.

La partecipazione a Vinitaly 2026 si inserisce in una narrazione territoriale unitaria che corre lungo la Via Emilia, strada fisica e simbolica di un battito continuo capace di connettere pianura e colline, Appennini e mare, città e campagne. Il concept narrativo 2026 mette in dialogo due dimensioni complementari del gusto regionale – leggerezza e intensità – per raccontare con un linguaggio nuovo la varietà delle produzioni e la loro capacità di parlare a pubblici e mercati differenti: dal brio conviviale dei vini “di leggerezza” alla profondità dei vini “di intensità”, fino al legame sempre più stretto tra vino, Dop/Igp e turismo esperienziale.

Con il claim “Vieni via con Me”, la nuova veste grafica del padiglione 1 – composta da macchie di vino che, insieme, ridisegnano i confini dell’Emilia-Romagna – gioca volutamente sull’idea della condivisione e dell’umanità, invitando i visitatori ad unirsi ad una grande tavola di fine pasto per godere di un buon sorso di vino.

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EMILIA-ROMAGNA A VINITALY 2026: PASSAGGIO DI TESTIMONE STELLATO TRA MASSIMO BOTTURA E CARLO CRACCO

Passaggio di testimone stellato per l’Emilia-Romagna a Vinitaly 2026 (Veronafiere, 12-15 aprile). Dopo il progetto firmato lo scorso anno da Massimo Bottura, sarà Carlo Cracco a guidare e interpretare il racconto dell’offerta enogastronomica dello storico Padiglione 1 della manifestazione, interamente dedicato alla produzione enologica della Food Valley italiana. L’annuncio è stato dato oggi durante la conferenza stampa di presentazione dell’Emilia-Romagna a Vinitaly, ospitata a Casa Maria Luigia, dove i due ambasciatori della cucina italiana hanno suggellato simbolicamente il passaggio di consegne: non un avvicendamento formale, ma una staffetta costruita su stima reciproca e su una visione comune del rapporto tra cucina, territorio e cultura del vino.

“Per me Carlo è prima di tutto un amico. Un amico leale, presente, vero. In un tempo in cui amicizia e rispetto sono valori da custodire e difendere, sono felice di affidargli simbolicamente questo spazio – commenta Massimo Bottura -. È un grande Chef, ma soprattutto è un uomo che, insieme a Rosa, ha saputo innamorarsi dell’Emilia-Romagna: una terra fertile di idee, di talenti da valorizzare e di prodotti straordinari. Una terra che continua a generare sogni”.

Così, dopo il successo di …Al Massimo”, il ristorante di Massimo Bottura che nel 2025 ha trasformato il Padiglione 1 di Veronafiere in un laboratorio di cultura gastronomica, l’Emilia-Romagna punta quest’anno su una doppia proposta. Da un lato il ristorante “Cracco a Vinitaly” e dall’altro la “Piadineria VistaMare”, l’area conviviale che porta il nome dell’azienda agricola dello chef a Santarcangelo di Romagna: un ponte tra alta cucina e tradizione popolare che a Vinitaly celebrerà il piatto Igp più identitario della Romagna, espressione dell’ospitalità familiare, apprezzata anche a livello internazionale che da sempre contraddistingue questo territorio, e che permetterà di valorizzare al meglio le Dop e le Igp regionali in abbinamento.

“L’appuntamento del Vinitaly 2026 consegna un messaggio: la grande cucina italiana cresce quando condivide, quando si passa il testimone, quando un territorio diventa il vero protagonista – spiega Carlo Cracco -. Non è un caso che questo accada tra me e lo chef Massimo Bottura nel padiglione dell’Emilia-Romagna, che rappresenta la food valley mondiale. Per me sarà un’esperienza importante, anche perché ho scelto con mia moglie Rosa di condurre un’azienda agricola a Santarcangelo di Romagna: un’attività che tiene insieme territorio, identità rurale, qualità produttiva, anima popolare e nobile. Produrre vino vuol dire entrare nella terra, sporcarsi le mani per veder crescere un prodotto anno dopo anno. E’ con questo spirito che mi appresto a condurre “Cracco a Vinitaly”, il ristorante che racconterà l’Emilia-Romagna attraverso piatti simbolo reinterpretati con la mia cifra contemporanea”.

Sono 90 le aziende presenti al Padiglione 1 a Vinitaly gestito dall’Enoteca Regionale dell’Emilia-Romagna. Presenti anche il Consorzio del Parmigiano Reggiano e i Consorzi del vino: dal Consorzio di Tutela del Lambrusco al Consorzio Vini di Romagna; dal Consorzio di Tutela Vini dei Colli di Parma al Consorzio Emilia-Romagna.

Alla conferenza stampa hanno partecipato Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna, Alessio Mammi, assessore regionale all’Agricoltura, agroalimentare, caccia e pesca, Roberta Frisoni, assessora regionale al Turismo, sport e commercio, Massimo Bottura, Carlo Cracco, Davide Frascari, presidente Enoteca Emilia-Romagna e Gianni Bruno, direttore generale vicario di Veronafiere.

Carlo Cracco e l’Emilia-Romagna, un legame “VistaMare”
Carlo Cracco, milanese di adozione, ha scelto di investire in Emilia-Romagna con cuore – con lui anche la moglie Rosa Fanti, romagnola Doc – e visione. Con VistaMare a Santarcangelo di Romagna ha creato molto più di un’azienda agricola: ha scommesso sul territorio e sulla sua identità. Qui ha scelto di produrre vino dando vita a una realtà che presto si trasformerà anche in un luogo di accoglienza e ristorazione. Un racconto completo, che anche quest’anno restituirà l’immagine dell’Emilia-Romagna nella sua integrità – colta e contadina, stellata e solare – saldando il ruolo della regione come interprete d’eccellenza del legame tra la grande cucina e le migliori produzioni enogastronomiche del territorio.

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