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CCIAA VERONA, NEL 2025 L’EXPORT TORNA A CRESCERE. RAGGIUNTI I 15,4 MILIARDI DI EURO (+1,7%)

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L’EUROPA TRAINA CON GERMANIA (+3,6%), SPAGNA (+8,8%) E POLONIA (+13,6%). FRENANO STATI UNITI (-7,1%) E SVIZZERA (-16,9%)

Nel 2025 torna a crescere l’export veronese che raggiunge i 15,4 miliardi di euro, in aumento dell’1,7% sullo stesso periodo dell’anno precedente. Un risultato – in gran parte determinato dalla domanda Ue – che pone così Verona in controtendenza rispetto al dato medio regionale (-0,2%) e a quello della maggior parte delle provincie venete. A livello nazionale si è invece registrato un aumento a valore (+3,3%), riassunto di dinamiche territoriali differenziate dove a guidare l’incremento si confermano ancora una volta il Centro e – in misura più contenuta – il Sud e il Nord mentre le Isole segnalano un’ampia contrazione. Lo rileva la Camera di Commercio di Verona che ha elaborato i dati Istat.

Dal punto di vista geografico, la Germania mantiene la prima posizione come principale mercato di sbocco per le spedizioni scaligere chiudendo il 2025 con 2,8 miliardi di euro (+3,6%). A completare il podio, Francia (1,48 miliardi di euro, +2,5%) e Spagna (931 milioni, +8,8%). Segnali negativi arrivano invece dalla quarta area di destinazione per le merci veronesi: gli Stati Uniti registrano infatti una flessione di oltre il 7%, fortemente influenzati dai dazi imposti dall’amministrazione Trump. Luce verde, nella top 10, per Polonia che – con quasi 750 milioni di euro (+13,6%) – scavalca così il Regno Unito (-0,8%) diventando il quinto mercato di riferimento per Verona; Austria (+4,8%) e Croazia (+9,4%). In terreno negativo Belgio (-8,4%) e Svizzera (-16,9%).

“Il 2025 conferma il ritorno alla crescita delle esportazioni veronesi, dopo un avvio d’anno in flessione e segnali di recupero emersi progressivamente nel corso dei mesi – commenta Michelangelo Dalla Riva, segretario generale della Camera di Commercio di Verona –. Da un lato i mercati europei offrono segnali incoraggianti, con crescite significative soprattutto nelle principali destinazioni del Vecchio Continente. Dall’altro, la contrazione registrata negli Stati Uniti riflette un quadro geopolitico ed economico complesso che nei prossimi mesi potrebbe essere segnato da ulteriori tensioni internazionali così come dall’attuale conflitto in Medio Oriente, un’area verso cui l’export veronese vale oggi circa 370 milioni di euro. Sarà quindi fondamentale – conclude Dalla Riva – osservare con attenzione l’evoluzione dello scenario per comprendere quali ricadute potrà avere sulle nostre esportazioni”.

Sul fronte della tipologia delle produzioni, crescono a valore gli alimentari (+8,1%, primo prodotto esportato), il tessile-abbigliamento (+5,7%, 3° prodotto esportato) e l’ortofrutta (+3,5%, 5° prodotto esportato). Stazionario invece l’export di macchinari (+0%, al secondo posto per tipologia esportata) e in calo quello delle bevande (-0,9%).

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