Domenica, 18 Aprile 2021

Comunicati stampa (588)

INVIATE 5MILA LETTERE PER ACCOMPAGNARE NELLA TRANSIZIONE LE AZIENDE DEL COMUNE DI VERONA

Sono 5mila le lettere informative che, a partire da oggi, Agsm Energia invierà ad altrettante piccole imprese attive a Verona che ancora non sono ancora passate su libero mercato. Si tratta del primo invio nell’ambito dell’importante campagna di comunicazione che la multiutility scaligera ha predisposto per accompagnare i clienti nella complessa transizione disposta da Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, iniziata ufficialmente lo scorso 1° gennaio. “A partire dall’inizio di quest’anno– spiega Floriano Ceschi, direttore operativo di Agsm Energia – tutte le piccole imprese veronesi che ancora non hanno aderito al libero mercato sono passate automaticamente dallo storico regime di ‘maggior tutela’ al 'servizio a tutele graduali'. Si tratta di una nuova era, che prevede un primo semestre transitorio, in cui le utenze rimarranno in carico allo stesso fornitore ad un prezzo regolato sulla base dei valori consuntivi del Pun (il prezzo di riferimento dell'energia elettrica in Italia acquistata alla borsa elettrica), seguito nella seconda metà dell’anno in caso di mancata scelta dall’assegnazione d’ufficio a un fornitore individuato tramite asta che avrà il potere di modificare le condizioni contrattuali e i prezzi”. Il cambiamento in questa prima fase riguarda le aziende tra 10 e 50 dipendenti, o con un fatturato tra i 2 ed i 10 milioni di euro, o ancora in alternativa un punto di prelievo con potenza superiore a 15kW. Dal prossimo anno anche le famiglie e le altre imprese subiranno la stessa sorte.

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“Lo stop temporaneo alla digital tax da parte del nostro Consiglio dei ministri accoglie l’indicazione di Unione italiana vini per un gesto di apertura nei confronti della nuova amministrazione Biden, che si insedierà il 20 gennaio, affinché sia trovato già nei primi mesi del 2021 un accordo multilaterale su questa complessa materia. Non è un caso che proprio in questi giorni sia la Commissione europea sia l’Ocse abbiano pubblicato le loro nuove distinte proposte in tema di tassazione digitale”. Lo ha detto oggi il segretario generale di Unione italiana vini, Paolo Castelletti, sul rinvio – approvato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri - del termine per i versamenti relativi all’imposta sui servizi digitali per il 2020 dal 16 febbraio al 16 marzo 2021 e il rinvio del termine per la presentazione della relativa dichiarazione dal 31 marzo 2021 al 30 aprile 2021.

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CASTELLETTI (UIV): SERVE INTERVENTO NEL MILLEPROROGHE

Pericolo doppio per il vino italiano negli Stati Uniti, in una tensione commerciale avviata sotto l’amministrazione Trump ma che rischia di trovare una linea di continuità anche con il mandato Biden. Sul tavolo del Rappresentante per il Commercio Usa (Ustr), il nuovo carosello di prodotti oggetto di dazi aggiuntivi sulla controversia Airbus – per cui si attende la nuova lista a metà febbraio – e soprattutto il dossier relativo alla tassa sui servizi digitali (Dst), destinata ad avere definitivamente i suoi effetti in Italia a partire dal 16 febbraio. Sul tema è di pochi giorni fa il report Ustr che ritiene discriminatoria l’imposizione italiana nei confronti delle imprese digitali americane che rappresentano i 2/3 delle aziende da tassare. Secondo Unione italiana vini (Uiv), da qui a eventuali azioni ritorsive da parte del Commercio statunitense il passo potrà essere breve e seguire quanto già fatto ai danni della Francia, anch’essa promotrice della stessa imposta. E il vino italiano, che negli Stati Uniti vende circa il 30% del proprio export a valore (oltre 1,7 miliardi di euro), potrebbe essere ancora una volta tra i prodotti a rischio ritorsione.

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COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO AEFI, CFI E FEDERCONGRESSI&EVENTI

I settori di fiere e congressi fortemente allarmati dai rumors che li vedono esclusi dalla proroga della cassa integrazione Covid in deroga per i settori fortemente in crisi allo studio dei tecnici del Ministero del Lavoro e dell’Economia: senza ammortizzatori sociali a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro e migliaia di imprese necessarie per la ripartenza economica del Paese

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