Sabato, 25 Gennaio 2020

AL VIA A JESI IL PROGETTO FORMATIVO PER LE AZIENDE DEL SETTORE

(Jesi – An, 21 gennaio 2020). Un bagaglio di conoscenze per affrontare le sfide del mercato. È la proposta rivolta alle aziende socie dall’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt) con il piano formativo “Strategie e Strumenti per ripensare il settore del vino nelle Marche”, promosso dal consorzio e organizzato da Officine sviluppo e ricerca con il contributo del Fondo interprofessionale For.Agri. Un percorso didattico completo che va dall’enomarketing all’inglese settoriale, fino ad alcune tra le pratiche più importanti in viticoltura, come potatura e dendrochirurgia, con il coinvolgimento di docenti qualificati e specializzati in tecniche di lavoro di ultima generazione.

La minaccia dei nuovi dazi Usa e la strada della diversificazione dei mercati esteri per il settore vino al centro dell’articolo firmato da Paola Jadeluca per Affari&Finanza de La Repubblica, con il commento del direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani.

 

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UNICA DONNA DEL VINO, SI È DISTINTA PER INNOVAZIONE E CONTRIBUTO A CRESCITA ECONOMIA ITALIANA

Chiara Lungarotti si aggiudica il Premio Donne per il Made in Italy, assegnato oggi a Roma presso il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. Il riconoscimento all’ad del Gruppo Lungarotti è stato conferito nel corso di un convegno targato Io sto con il Made in Italy, iniziativa avviata dal massmediologo Klaus Davi e sostenuto da istituzioni e Pmi italiane. Chiara Lungarotti, è l’unica ‘donna del vino’ tra le 7 premiate che si sono distinte – citano le motivazioni – “per la capacità di innovare e contribuire in maniera significativa alla crescita dell’economia italiana”.

L’ETICHETTA PRESENTATA OGGI A TORGIANO AL VERNISSAGE DELLA MOSTRA DELL’ARTISTA AL MUVIT E MOO

Special edition per il Rubesco 2017, l’iconico Rosso di Torgiano Doc delle Cantine Lungarotti, nato nel 1962 e oggi esportato in 50 Paesi del mondo. Una serie limitata da 350 bottiglie in versione magnum con etichetta firmata dall’eclettico artista perugino Massimiliano Donnari, in arte MaMo, e accompagnata dallo “Scatolo”, una confezione dal design coordinato. L’edizione esclusiva è stata presentata oggi a Torgiano nel corso della vernice che ha inaugurato la mostra “MUVIT MAMO MOO - Un filo rosso tra arte e vino”, in programma da domani 23 novembre, fino al 12 gennaio 2020 e che vede 16 opere dell’artista in esposizione sia al Museo del Vino (Muvit, 8 tele) che al Museo dell’Olivo e dell’Olio (Moo) della Fondazione Lungarotti.

(Jesi – An, 20 novembre 2019). È un Verdicchio il miglior bianco italiano nella top 100 dei più grandi vini del mondo, stilata ogni anno dalla rivista americana Wine Spectator. Dopo il Podium 2014 di Garofoli (selezionato nel 2017), nel 2019 fa il suo ingresso al 72° posto della classifica più ambita del panorama enoico internazionale il Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore 2017 Luzano dell’azienda Marotti Campi, premiato con 90 punti. Per Alberto Mazzoni, direttore dell’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt): “Si tratta di un risultato importante, non solo per la singola azienda ma anche per tutta la denominazione, a conferma del fatto che gli investimenti in qualità sono una scelta vincente.

LENTA RIPRESA DOPO RECORD GIACENZE E CROLLO DEI PREZZI

(Verona, 13 novembre 2019). La nuova vendemmia porta qualche segnale per il mercato del vino italiano, dopo che l’iper-produzione dello scorso anno aveva determinato un crollo dei prezzi e un record decennale di prodotto in cantina (48 milioni di ettolitri al 31 luglio). Lo rileva L’Informatore Agrario nel numero del settimanale in uscita domani. Complice l’ultima raccolta vendemmiale in flessione del 16%, i listini sembrano rialzare la testa: dopo una perdita media nell’ultima campagna sui vini comuni fissata a -27% (-6% per quelli a denominazione), a ottobre infatti il prezzo medio dei bianchi comuni è salito del 4% rispetto ad agosto, mentre per i rossi l’incremento è addirittura del 19%.

"Parterre di wealth manager a Erbin, Verona, all'en primeur de La Collina dei Ciliegi del finanziere-viticoltore Massimo Gianolli, che ha adottato questa esclusiva forma di vendita diretta, storicamente utilizzata dai francesi, per i suoi Amaroni top". L'articolo di oggi su La Repubblica - Affari & Finanza, firmato da Paola Jadeluca (pag. 21).

 

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"In principio, 200 anni fa, furono gli inglesi. poi la Francia, Bordeaux per l'esattezza. Così è iniziata la pratica chiamata 'EnPrimeur, cioè la vendita, destinata esclusivamente ai commercianti, delle barrique di vino prima ancora che questo venga messo in bottiglia. (...) Una pratica che sta iniziando a diffondersi anche in Italia ma con un metodo nuovo, quello della vendita delle barrique direttamente ai privati. (...) E da qualche anno c'è anche una cantina della Valpolicella - La Collina dei Ciliegi - con uno dei migliori vini italiani, l'Amarone". Così Paolo Zappitelli sabato mattina nel suo articolo (a pag. 21) su Il Tempo a proposito dell'Amarone en primeur de La Collina dei Ciliegi.

 

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Più che raddoppiato l'export italiano di vino in 15 anni, ma chi ha fatto meglio? Se il Nord, con il Veneto, guida la classifica, è il Sud ad allungare il passo...E adesso la partita si gioca sui prezzi. 

In questo numero del settimanale economico l'analisi Ispropress / Gambero Rosso a firma di Loredana Sottile

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