Giovedì, 09 Dicembre 2021

 “Il decreto sostenibilità del vino, su cui contiamo di ottenere l’approvazione delle regole attuative entro la fine dell’estate, non è solo un punto di arrivo ma anche di partenza: le Regioni stanno infatti già inserendo i requisiti di sostenibilità all’interno dei Piani di sviluppo rurale come fattore incentivante, ma il grande salto di qualità si farà con il piano strategico nazionale. E in questo contesto dovrà trovare spazio tutto il processo di armonizzazione nel quale ci siamo impegnati negli ultimi anni”. È quanto affermato oggi da Giuseppe Blasi, capo dipartimento delle Politiche europee e internazionali e dello Sviluppo rurale Mipaaf nel corso dell’annuale assemblea di Unione italiana vini in merito alla nuova norma pubblica sui vini sostenibili. Un dispositivo che permetterà ai prodotti tricolore certificati sostenibili di essere commercializzati, primi in Europa, con un marchio pubblico di riconoscimento.

In materia di Pnrr, per Blasi: “Nel piano non sono indicate esplicitamente le filiere, ma abbiamo ottenuto delle risposte molto importanti per il settore del vino: dalla logistica all’innovazione tecnologica fino al tema della acqua, sul quale siamo già partiti”.

ERNESTO ABBONA (PRES. UIV): ROAD MAP DI UNIONE ITALIANA VINI PER ASSECONDARE CAMBIO DI PARADIGMA CON STRATEGIA INTEGRATA

“Il decreto attuativo sul Disciplinare della sostenibilità del settore vitivinicolo sarà firmato entro settembre”. Lo ha assicurato oggi a Roma il ministro Stefano Patuanelli nel corso dell’annuale assemblea generale di Unione italiana vini (Uiv) su “Sostenibilità, la transizione del Pnrr e obiettivi del vino” a una settimana dalla firma del decreto del ministero delle Politiche agricole sulla costituzione del comitato della Sostenibilità vitivinicola, che renderà l’Italia il primo Paese in Europa a dotarsi di una norma pubblica per la certificazione dei vini 'green', anche con un logo in etichetta. “La più grande sfida che abbiamo davanti – ha proseguito il ministro – è scongiurare il pericolo dell’omologazione delle produzioni agroalimentari. Mettere in campo degli strumenti che proteggono la distintività della nostra agricoltura è l’obiettivo primario che oggi dobbiamo porci, ed è il principio che abbiamo cercato di difendere nella Pac. L’unico rammarico che ho è sul fronte della sburocratizzazione e della semplificazione: credo che ci fosse margine per fare meglio”.

L’AGENDA CHE UNIONE ITALIANA VINI SOTTOPORRA’ AL MINISTRO PATUANELLI

Unione italiana vini (Uiv) guarda con fiducia al nuovo Governo Draghi e augura buon lavoro al neo-ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli. L’Associazione di riferimento per il settore, che rappresenta l’85% dell’export del vino italiano, è convinta che in questo delicato momento sia necessario un cambio di passo, a partire da un piano di rilancio in favore di un comparto che ogni anno rende una bilancia commerciale attiva per circa 6 miliardi di euro.

Il Testo unico del vino e quello in materia di foreste e filiere forestali, la regolamentazione dei Ristori per far fronte alla crisi e la legge di bilancio 2021, con le numerose norme che riguardano l’agricoltura. Sono solo alcune delle “vittime legislative” della paralisi che l’ennesima crisi di governo ha imposto all’operatività ministeriale, da cui dipendono il lavoro “regolamentare” e i decreti attuativi che danno effetto ai provvedimenti parlamentari, messi al palo – questa volta – dalle dimissioni del ministro delle politiche agricole, Teresa Bellanova. A fare luce sull’impasse eterodiretta del settore primario, con le pesanti conseguenze su un’economia vitale per il made in Italy, un articolo di Giorgio Lo Surdo in uscita nell’ultimo numero del settimanale L’Informatore Agrario.