Domenica, 09 Maggio 2021

Appassionato, giovane e donna, pronto a stappare anche fuori dai pasti. È l’identikit del consumatore protagonista della ripresa nei consumi di vino secondo i dati Wine Intelligence presentati oggi al wine2wine di Veronafiere durante il convegno “Diamo i numeri: giovani, vino e mercato dal lockdown ad oggi”, l’appuntamento organizzato da Agivi per analizzare l’effetto del Covid-19 sui modelli di consumo delle nuove generazioni.

Il vino italiano getta le basi della ripartenza, dai nuovi strumenti online come i Wine club alla diversificazione dei canali di vendita e dei mercati d'esportazione, passando per la brand awareness e la rivoluzione del marketing e della comunicazione. Su Il Sole 24 Ore Giorgio dell'Orefice presenta i risultati dell'indagine sul "Wine business nell'era post Covid-19" realizzata dall'Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor per wine2wine.

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Case history, nuovi trend di prodotto e dati di scenario, ma anche politiche di filiera, strategie di ripartenza e analisi di mercato. Sono i temi di Unione Italiana Vini (Uiv) per la settima edizione di wine2wine di Veronafiere, l’evento internazionale digitale su wine business e networking in programma dal 22 al 24 novembre. Quattro gli appuntamenti live targati Uiv in programma tutti lunedì 23/11 sulla piattaforma Veronafiere Plus, oltre al tavolo di confronto su “Vino nello scenario globale che cambia: le sfide della filiera” (ore 12.30) organizzato da Veronafiere, in cui interverranno il presidente Uiv, Ernesto Abbona, e vertici di Ice, Federdoc, Federvini, Alleanza per le Cooperative e Fivi-Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti.

Ad aprire la giornata (ore 10.00) sarà il focus “Vino e sostenibilità in cantina. Esperienze internazionali a confronto”, con le best practice sul fronte green della competitività in attesa della definizione di una norma unica nazionale di certificazione, attraverso i contributi di Davide Tommasi (Cantine Settesoli S.c.a.), Eva Plaza Tornè (Caves Vilarnau) e Katerina Marozava (Ruffino).
A seguire (ore 11.00), “L’Italia alla prova del Rosé, tra nuove bollicine e mercati”. Il ‘terzo colore del vino’, destinato a cambiare numeri e dimensioni del mercato in rosa, sarà al centro di una analisi che ne vaglierà anche le prospettive di posizionamento. A presentare i dati, Pierpaolo Penco di Wine Intelligence e Carlo Flamini dell’Osservatorio del vino di Uiv, accompagnati dal presidente di Rosautoctono – Istituto del Vino Rosa Autoctono Italiano, Franco Cristoforetti, e dall’enologo-produttore Mattia Vezzola, vicepresidente del Consorzio Valtenesi.
Chiude la mattinata (ore 11.45) il convegno di Agivi, l’associazione dei giovani imprenditori under 40 di Uiv guidati da Violante Gardini Cinelli Colombini, intitolato “Diamo i numeri: giovani, vino e mercato dal lockdown ad oggi”. Sotto la lente, l’indagine curata da Wine Intelligence che fotografa il cambiamento dei consumi di millenial e generazione Z nel periodo dell’emergenza sanitaria in sette mercati chiave (Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Svezia, Canada, Australia e Cina).

Gli appuntamenti di Unione italiana Vini a wine2wine si concludono con Carlo Flamini che presenta “L’Osservatorio del Vino UIV: verso un innovativo sistema di condivisione dei dati” (ore 14.00): un’unica piattaforma che raccoglie non solo tutti i numeri relativi a commercio mondiale di vino, potenziale, imbottigliamenti, stock, prezzi dello sfuso, ma anche un innovativo sistema di monitoraggio delle performance delle denominazioni di origine sul mercato italiano e internazionale. A completare il quadro, l’esperienza di imprese e Consorzi che aderiscono al progetto, con i punti di vista di Antonio Rallo (ad Donnafugata e presidente del Consorzio di Tutela Vini Sicilia Doc), Luca Giavi (direttore generale Consorzio di Tutela Prosecco DOC) e Sandro Sartor (managing director - senior vice president - Ruffino Group & Cbi Emea Region).

 

CASTELLETTI (UIV): PREOCCUPA SPIRALE RECESSIVA, SERVE NUOVO CONFRONTO CON ISTITUZIONI

“Complice anche il nuovo lockdown serale, nel 2020 il vino italiano di qualità perderà il 30% delle proprie vendite nell’horeca nazionale (hotel, bar, ristoranti, ecc.), un canale insostituibile per migliaia di piccole imprese del settore vitivinicolo. Secondo le stime del nostro Osservatorio, il mancato introito peserà quest’anno nelle casse delle aziende per un controvalore di 1,2 miliardi di euro, con una diminuzione delle vendite sul segmento per oltre 2 milioni di ettolitri di vino. Inutile nascondere la preoccupazione per questa nuova spirale recessiva, che si rifletterà inevitabilmente in particolare sui consumi di prodotto a fascia medio alta”. Così il segretario generale di Unione italiana vini (Uiv), Paolo Castelletti, ha commentato l’ultimo Dpcm anti-Covid19 in vigore da oggi sino al 24 novembre.

DANESE (PRES GH): SERVONO FONDI IMMEDIATI PER SETTORE AVAMPOSTO DI OSPITALITÀ MADE IN ITALY A RISCHIO ESTINZIONE

“Dietro la ristorazione c’è una filiera di quasi 4mila aziende e 58mila dipendenti che con il Decreto in vigore da oggi accuserà ulteriori perdite per circa 1 miliardo di euro. Complessivamente, in questo annus horribilis il sistema distributivo nel canale horeca accuserà mancati introiti per oltre 8 miliardi di euro, pari a circa il 50% del proprio fatturato. Dietro alle saracinesche chiuse di bar e ristoranti ci siamo anche noi, e il Governo non potrà non tenerne conto nei piani di ristoro che sta redigendo. Chiediamo aiuti concreti e immediati”. Lo ha detto oggi, a commento dell’ultimo Dpcm anti-Covid19, Maurizio Danese, presidente di GH – Grossisti Horeca, l’associazione che rappresenta le principali aziende italiane del food nel canale del ‘fuori casa’ (ristoranti, hotel, bar, ecc.), oltre alle mense collettive e catering.

PER PAESI PRODUTTORI È DI 1,4 MILIARDI DI EURO LA PERDITA NELL’EXTRA-UE TRA MARZO E AGOSTO

VINO MADE IN ITALY IN CALO (-8,6%), MA MENO DELLA MEDIA MONDO E 3 VOLTE MENO DELLA FRANCIA (-27,7%)

Il ‘semestre Covid-19’ (marzo-agosto) pesa anche sul commercio mondiale di vino, con una contrazione senza precedenti nella storia moderna del settore. Nei Paesi extra-Ue – secondo le elaborazioni dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor su base dogane - gli scambi complessivi di vino nel semestre considerato hanno subito un calo a valore del 15,2%, con una perdita equivalente di circa 1,4 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il decremento più significativo è relativo alle bollicine (-28,8%), che ‘sgasate’ dal lockdown perdono quota in tutti i 10 top importer, che rappresentano il 92% del mercato extra-Ue. In tutto ciò il vino italiano, pur registrando il peggior risultato degli ultimi trent’anni, riesce a contenere le perdite e a chiudere il semestre di emergenza sanitaria a -8,6%, dopo un eccellente avvio di anno. Nel primo bimestre il trend segnava infatti +14,5%.