Domenica, 09 Maggio 2021

La crisi dei Saloni e i "survival games" in Europa: per il presidente di Aefi, Maurizio Danese, "La Germania ci ha superato sui sostegni. Rischiamo la scalata estera dei nostri poli".

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RIPROGRAMMATA SEMPRE A FIERA MILANO DAL 15 AL 18 NOVEMBRE 2022

La 29esima edizione di Simei, la manifestazione di Unione italiana vini (Uiv) leader mondiale delle tecnologie per enologia e l’imbottigliamento inizialmente programmata dal 16 al 19 novembre 2021, è stata posticipata al prossimo anno, sempre a Fiera Milano, dal 15 al 18 novembre. Il rinvio e la riprogrammazione della rassegna sono frutto di un’attenta riflessione e condivisione con l’associazione di riferimento per il settore (Anformape) e con le imprese del comparto, e sono diretta conseguenza dell’emergenza sanitaria. Allo stato attuale non è infatti possibile garantire la consueta qualità del business che ha permesso a Simei di diventare negli anni la manifestazione internazionale di riferimento per il settore.

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO AEFI, CFI E FEDERCONGRESSI&EVENTI

I settori di fiere e congressi fortemente allarmati dai rumors che li vedono esclusi dalla proroga della cassa integrazione Covid in deroga per i settori fortemente in crisi allo studio dei tecnici del Ministero del Lavoro e dell’Economia: senza ammortizzatori sociali a rischio centinaia di migliaia di posti di lavoro e migliaia di imprese necessarie per la ripartenza economica del Paese

Il vino italiano getta le basi della ripartenza, dai nuovi strumenti online come i Wine club alla diversificazione dei canali di vendita e dei mercati d'esportazione, passando per la brand awareness e la rivoluzione del marketing e della comunicazione. Su Il Sole 24 Ore Giorgio dell'Orefice presenta i risultati dell'indagine sul "Wine business nell'era post Covid-19" realizzata dall'Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor per wine2wine.

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DANESE (PRES. GH): COMPARTO REGISTRA CROLLO FATTURATO ANCHE DEL 90%

“Alla vigilia dei nuovi provvedimenti di restrizione, riscontriamo purtroppo la mancanza del settore del food service tra i codici Ateco destinatari delle misure di ristoro. Una omissione grave che non tutela un comparto direttamente collegato alla ristorazione e volano della diffusione della tipicità dei prodotti Made in italy”. Così Maurizio Danese, presidente GH, commenta l’appello contenuto in una lettera inviata ieri al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dalle imprese associate alla compagine, in cui si chiede l’inserimento “del codice Ateco della categoria (46.3) tra i destinatari dei provvedimenti di aiuto attualmente al vaglio, prevedendo la misura massima di ristoro senza limite dei 150mila euro”.

CASTELLETTI (UIV): PREOCCUPA SPIRALE RECESSIVA, SERVE NUOVO CONFRONTO CON ISTITUZIONI

“Complice anche il nuovo lockdown serale, nel 2020 il vino italiano di qualità perderà il 30% delle proprie vendite nell’horeca nazionale (hotel, bar, ristoranti, ecc.), un canale insostituibile per migliaia di piccole imprese del settore vitivinicolo. Secondo le stime del nostro Osservatorio, il mancato introito peserà quest’anno nelle casse delle aziende per un controvalore di 1,2 miliardi di euro, con una diminuzione delle vendite sul segmento per oltre 2 milioni di ettolitri di vino. Inutile nascondere la preoccupazione per questa nuova spirale recessiva, che si rifletterà inevitabilmente in particolare sui consumi di prodotto a fascia medio alta”. Così il segretario generale di Unione italiana vini (Uiv), Paolo Castelletti, ha commentato l’ultimo Dpcm anti-Covid19 in vigore da oggi sino al 24 novembre.

DANESE (PRES GH): SERVONO FONDI IMMEDIATI PER SETTORE AVAMPOSTO DI OSPITALITÀ MADE IN ITALY A RISCHIO ESTINZIONE

“Dietro la ristorazione c’è una filiera di quasi 4mila aziende e 58mila dipendenti che con il Decreto in vigore da oggi accuserà ulteriori perdite per circa 1 miliardo di euro. Complessivamente, in questo annus horribilis il sistema distributivo nel canale horeca accuserà mancati introiti per oltre 8 miliardi di euro, pari a circa il 50% del proprio fatturato. Dietro alle saracinesche chiuse di bar e ristoranti ci siamo anche noi, e il Governo non potrà non tenerne conto nei piani di ristoro che sta redigendo. Chiediamo aiuti concreti e immediati”. Lo ha detto oggi, a commento dell’ultimo Dpcm anti-Covid19, Maurizio Danese, presidente di GH – Grossisti Horeca, l’associazione che rappresenta le principali aziende italiane del food nel canale del ‘fuori casa’ (ristoranti, hotel, bar, ecc.), oltre alle mense collettive e catering.

BINDOCCI: RICHIESTA CALAMITÀ NATURALE E INTERVENTO MEDIOCREDITO TOSCANO, REAGIREMO AUMENTANDO PROMOZIONE BRAND ONLINE
(Montalcino, 28 aprile 2020). Il rinvio, a giugno, della ripresa della ristorazione e del turismo in Italia mette in ulteriore difficoltà il mercato del vino del Belpaese. Una crisi asimmetrica, perché penalizza principalmente Montalcino e le altre aree - anche toscane - icona del made in Italy enologico che nell’horeca nazionale e internazionale trovano il proprio sbocco naturale. Un’alta fascia produttiva che si distingue per basse rese e massimo valore aggiunto e per cui risultano inefficaci se non inique le principali misure nazionali allo studio per combattere la crisi, come la vendemmia verde e la distillazione.

"L'Istituto marchigiano di tutela vini, il consorzio regionale che unisce 15 denominazioni (...), ha fatto sapere che, soprattutto tra i piccoli produttori, il blocco delle vendite arriva fino al 90%. A questo si aggiunge una tensione finanziaria sempre più evidente per un settore che ha necessità di cominciare a lavorare proprio ora tra i campi, ma che allo stesso tempo non riesce a incassare i pagamenti pregressi". Il punto sul settore del vino marchigiano durante la crisi Covid-19 nell'articolo di Micaela Cappellini su Il Sole 24 Ore di oggi (pag. 14).

 

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PER SFAMARE ITALIANI SERVE MANODOPERA NON IDEOLOGIA 

(Verona, 8 aprile 2020). Coldiretti non si ferma e, dopo la bocciatura dei voucher semplificati in agricoltura da parte dei sindacati e della politica lo scorso 3 aprile, chiederà a tutti i partiti di presentare l’emendamento per la loro introduzione transitoria legata all’emergenza Covid19 in occasione della discussione della conversione in legge dei decreti già annunciati dal presidente del Consiglio. È quanto emerge dall’intervista a Ettore Prandini, presidente Coldiretti, nell’intervista in uscita oggi su L’Informatore Agrario.