Venerdì, 22 Gennaio 2021

Sono “beni culturali” l’archivio e la biblioteca di Unione italiana vini (Uiv). A stabilirlo, il Decreto n. 17/2020 della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia che ne ha riconosciuto l’unicità del valore storico e culturale “in quanto viva testimonianza della storia dell’enologia […] e della comunicazione di un’impresa a livello nazionale e internazionale, che ha attraversato l’intero Novecento fino ai giorni nostri”. Sottoposti alla normativa di tutela prevista dal Codice dei beni culturali e del MiBACT, l’archivio e la biblioteca rappresentano infatti la sedimentazione documentare di oltre un secolo di attività pratica, amministrativa, giuridica e di ricerca di Unione italiana vini, un patrimonio che d’ora in avanti l’associazione dovrà tutelare assicurandone la pubblicità e la fruibilità da parte di tutti gli interessati.

Sostenibilità, ‘pacchetto ripartenza’ con la ristorazione, Ocm promozione sul tavolo oggi al Consiglio nazionale di Unione italiana vini (Uiv) presieduto dal presidente, Ernesto Abbona. Temi trattati assieme all’europarlamentare, Paolo De Castro, al direttore generale Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), Roberto Calugi, e al sottosegretario alle Politiche agricole, Giuseppe L’Abbate.

Proprio L’Abbate è intervenuto sull’agenda legata alla norma sul sistema di certificazione, che porterà l’Italia ad avere un unico riconoscimento anche in etichetta. “Saremo i primi in Europa – ha detto - ad avere uno strumento di questo tipo, in grado di garantire la sostenibilità ambientale, economica e sociale. Un modello, quello del vino, che sarà di esempio anche per altre filiere, come quella olivicola e dell’ortofrutta”. Secondo Uiv, l’iter sulla certificazione concertato dal Mipaaf ha registrato di recente una forte accelerazione; già lunedì prossimo è prevista una revisione avanzata del testo mentre l’obiettivo è ora di avere la norma approvata entro la fine di gennaio. Con questa tempistica, l’adesione delle aziende è prevista già per il mese di marzo, in tempo per certificare la vendemmia 2021. In arrivo, secondo il sottosegretario L’Abbate, anche ulteriori 10 milioni di euro di fondi per lo stoccaggio dei vini: “Con grande probabilità la misura sarà approvata in Legge di Bilancio – ha concluso”. Uiv richiede che il provvedimento riguardi anche i vini imbottigliati.

Al Consiglio nazionale di fine anno si è inoltre saldata la partnership con i pubblici esercizi. “Stiamo definendo - ha detto il segretario Generale Uiv, Paolo Castelletti – una forma di coordinamento con la Fipe; un percorso comune che sia in grado di pensare e proporre un ‘pacchetto ripartenza’ per il rilancio dei settori una volta conclusa la fase di emergenza sanitaria”. Per il dg Fipe Roberto Calugi, sono 60mila in Italia le imprese della ristorazione a rischio chiusura, falcidiate da un calo del volume d’affari di 36 miliardi (96 miliardi di euro il fatturato precedente) a cui si aggiungerà un’ulteriore perdita di 4 miliardi nel fine anno. Per Calugi: “Il balletto sulle chiusure di questi giorni rappresenta una totale mancanza di rispetto verso il settore, che ancora oggi non sa se e come organizzarsi per le prossime festività. Un comparto che mediamente acquista produzioni alimentari per 20 miliardi di euro l’anno e questo dimostra quanto sia uno sbocco strategico per il vino”.

In materia di promozione, Unione italiana vini ha infine chiesto al ministero delle Politiche agricole una integrazione di fondi sulla misura Ocm, per effetto dell’incremento del contributo pubblico riservato alla campagna 2020-2021 (dal 50% al 60%), che comporta un maggior intervento sul plafond di circa 8 milioni di euro. “I progetti a valere sul bando nazionale hanno da sempre dimostrato di essere i più efficaci. Sarebbe sbagliato – ha concluso Castelletti – risolvere l’esigenza con tagli alla misura, vista la necessità delle imprese di investire in promozione per rilanciare l’immagine del vino italiano all’estero”. 

"In queste ore potrebbe chiudersi l’accordo per la Brexit - ha dichiarato l’eurodeputato Paolo De Castro, intervenuto oggi al Consiglio nazionale di Unione italiana vini -, e sarebbe una buona notizia per tutto il settore vitivinicolo. Boris Johnson - ha proseguito De Castro al Consiglio Uiv - in questo momento sta negoziando il capitolo “pesca”, molto delicato per francesi, spagnoli e inglesi: mi auguro che si superi perché su tutti gli altri punti sembrerebbero aver trovato un accordo”.

AMBASCIATORE MORRIS: C’È ANCORA SPERANZA, ACCORDO NELL’INTERESSE DELLE PARTI
“C’è ancora speranza per scongiurare il no deal, perché i nostri negoziatori stanno lavorando ogni ora per trovare un accordo che sarebbe nell’interesse di entrambe le parti. Allo stesso tempo dobbiamo ammettere che sarà molto difficile”. Lo ha detto, ieri nel corso di un webinar di Unione italiana vini (Uiv), l’Ambasciatore britannico a Roma, Jill Morris.

"Le stime dell'Osservatorio vino dell'Unione Italiana vini (Uiv) e dell'Ismea confermano la leadership degli spumanti tricolori, nonostante la pandemia abbia bruscamente interrotto la crescita al galoppo di questi vini negli ultimi anni (...). Le prossime feste incideranno per il 35% sul fatturato annuale di bollicine, grazie alle vendite in Gdo e nei negozi, ciambelle di salvataggio del mercato messo in ginocchio dallo stallo del canale horeca. Si venderanno però bottiglie meno costose: no ai top di gamma, no agli champagne (che accusano un crollo delle vendite a due cifre in tutto il mondo), sì alle etichette a prezzo meno alto, ugualmente piacevoli e rigorosamente italiane".

Il pezzo di Anna di Martino sulle stime dei consumi di bollicine delle prossime festività rilasciate dall'Osservatorio del Vino di Unione italiana vini (Uiv) e da Ismea, ieri su L'Economia del Corriere della Sera.

 

 

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A NATALE E CAPODANNO TENGONO I CONSUMI DI SPUMANTI NEL BELPAESE (74 MLN DI BOTTIGLIE ITALIANE) MA SI SPENDERA’ MENO. GIÙ VALORE (-12%) E PREZZO MEDIO (-10%)

(Roma, 14 dicembre 2020). Autoctoni, italiani e per tutte le tasche: il Belpaese si conferma protagonista nelle vendite di spumanti nel mondo anche nell’anno del Covid-19. E i consumatori piu’ ‘casalinghi’ di sempre dimostrano, nonostante tutto, di non voler rinunciare a un simbolo delle feste che registra però un effetto sostituzione: giù i top di gamma, Champagne in primis, su i prodotti più accessibili. Il risultato, secondo le stime sui consumi di bollicine nelle prossime festività rilasciate oggi dall’Osservatorio del Vino di Unione italiana vini (Uiv) e da Ismea, è in linea con lo scorso anno sul fronte dei volumi, con 273 milioni di bottiglie tricolore vendute nel mondo sotto le feste (+1,3% sul 2019) di cui quasi 74 milioni in Italia (-2,3%), per un totale su scala globale di oltre 1,6 miliardi di calici made in Italy alzati. Diverso invece il trend a valore, segnalato complessivamente in contrazione del 9% tra domanda interna ed estera.

“Le stime sulle vendite in Italia e all'estero in questa particolare congiuntura – ha detto il segretario generale di Unione italiana vini, Paolo Castelletti - premiano la maggior versatilità di gamma delle bollicine italiane, in grado di reagire con più elasticità alle dinamiche di mercato. Occorre però ricordare come a fronte di una sostanziale tenuta dei volumi, anche i nostri sparkling stiano pagando un caro prezzo sulla partita del valore, all’estero come in Italia. Uiv – ha concluso Castelletti - ritiene quindi fondamentale monitorare un fenomeno da una parte ascrivibile al minor potere di acquisto dei consumatori e a un conseguente effetto sostituzione, dall’altra a inaccettabili condotte speculative riscontrate lungo le catene commerciali off e on line”.

Case history, nuovi trend di prodotto e dati di scenario, ma anche politiche di filiera, strategie di ripartenza e analisi di mercato. Sono i temi di Unione Italiana Vini (Uiv) per la settima edizione di wine2wine di Veronafiere, l’evento internazionale digitale su wine business e networking in programma dal 22 al 24 novembre. Quattro gli appuntamenti live targati Uiv in programma tutti lunedì 23/11 sulla piattaforma Veronafiere Plus, oltre al tavolo di confronto su “Vino nello scenario globale che cambia: le sfide della filiera” (ore 12.30) organizzato da Veronafiere, in cui interverranno il presidente Uiv, Ernesto Abbona, e vertici di Ice, Federdoc, Federvini, Alleanza per le Cooperative e Fivi-Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti.

Ad aprire la giornata (ore 10.00) sarà il focus “Vino e sostenibilità in cantina. Esperienze internazionali a confronto”, con le best practice sul fronte green della competitività in attesa della definizione di una norma unica nazionale di certificazione, attraverso i contributi di Davide Tommasi (Cantine Settesoli S.c.a.), Eva Plaza Tornè (Caves Vilarnau) e Katerina Marozava (Ruffino).
A seguire (ore 11.00), “L’Italia alla prova del Rosé, tra nuove bollicine e mercati”. Il ‘terzo colore del vino’, destinato a cambiare numeri e dimensioni del mercato in rosa, sarà al centro di una analisi che ne vaglierà anche le prospettive di posizionamento. A presentare i dati, Pierpaolo Penco di Wine Intelligence e Carlo Flamini dell’Osservatorio del vino di Uiv, accompagnati dal presidente di Rosautoctono – Istituto del Vino Rosa Autoctono Italiano, Franco Cristoforetti, e dall’enologo-produttore Mattia Vezzola, vicepresidente del Consorzio Valtenesi.
Chiude la mattinata (ore 11.45) il convegno di Agivi, l’associazione dei giovani imprenditori under 40 di Uiv guidati da Violante Gardini Cinelli Colombini, intitolato “Diamo i numeri: giovani, vino e mercato dal lockdown ad oggi”. Sotto la lente, l’indagine curata da Wine Intelligence che fotografa il cambiamento dei consumi di millenial e generazione Z nel periodo dell’emergenza sanitaria in sette mercati chiave (Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Svezia, Canada, Australia e Cina).

Gli appuntamenti di Unione italiana Vini a wine2wine si concludono con Carlo Flamini che presenta “L’Osservatorio del Vino UIV: verso un innovativo sistema di condivisione dei dati” (ore 14.00): un’unica piattaforma che raccoglie non solo tutti i numeri relativi a commercio mondiale di vino, potenziale, imbottigliamenti, stock, prezzi dello sfuso, ma anche un innovativo sistema di monitoraggio delle performance delle denominazioni di origine sul mercato italiano e internazionale. A completare il quadro, l’esperienza di imprese e Consorzi che aderiscono al progetto, con i punti di vista di Antonio Rallo (ad Donnafugata e presidente del Consorzio di Tutela Vini Sicilia Doc), Luca Giavi (direttore generale Consorzio di Tutela Prosecco DOC) e Sandro Sartor (managing director - senior vice president - Ruffino Group & Cbi Emea Region).

 

CASTELLETTI (UIV): ACCELERAZIONE DELLA COMMISSIONE, ORA RISCHIO RITORSIONE SUI NOSTRI VINI

“Riteniamo che la posizione italiana di attesa fosse la più saggia, ma non è prevalsa: la Commissione UE, anche sostenuta da alcuni importanti Paesi dell’Unione, ha deciso di applicare i dazi contro i prodotti americani, anche in questa delicata fase di transizione, e rischia ora di provocare un’ulteriore escalation della guerra commerciale in atto con il principale buyer al mondo, gli Usa, che lo scorso anno ha importato vino dall’Ue per un controvalore di circa 4,7miliardi di dollari. A maggior ragione dopo l’esito del voto presidenziale statunitense, sarebbe stato opportuno attendere l’insediamento ufficiale della nuova amministrazione democratica prima di dare seguito alla vicenda Airbus-Boeing”.

CASTELLETTI (UIV): SPUMANTI ROSATI BINOMIO VINCENTE, PROSECCO SARÀ DRIVER MONDIALE
 
"La pubblicazione, oggi in Gazzetta ufficiale dell’Ue, di approvazione della nuova tipologia ‘Prosecco spumante rosé’ sarà determinante per la conquista della leadership italiana nella tipologia. Il Prosecco rosè si presenta ai nastri di partenza forte di un brand globale in grande crescita sul segmento popular premium. La prospettiva è che possa rappresentare il futuro driver mondiale della tipologia ‘sparkling rosé’, che è attesa a una produzione mondiale nel 2021 di 160 milioni di bottiglie. Per questo non possiamo che apprezzare e condividere la scelta del Consorzio Prosecco e dei produttori della Doc italiana più esportata al mondo”. Così il segretario generale di Unione italiana vini, Paolo Castelletti, ha commentato l’approvazione della modifica ordinaria al disciplinare di produzione della Doc Prosecco, che di fatto autorizza da oggi la vendita anche all’estero della nuova tipologia Prosecco Doc rosé.

CASTELLETTI (UIV): PREOCCUPA SPIRALE RECESSIVA, SERVE NUOVO CONFRONTO CON ISTITUZIONI

“Complice anche il nuovo lockdown serale, nel 2020 il vino italiano di qualità perderà il 30% delle proprie vendite nell’horeca nazionale (hotel, bar, ristoranti, ecc.), un canale insostituibile per migliaia di piccole imprese del settore vitivinicolo. Secondo le stime del nostro Osservatorio, il mancato introito peserà quest’anno nelle casse delle aziende per un controvalore di 1,2 miliardi di euro, con una diminuzione delle vendite sul segmento per oltre 2 milioni di ettolitri di vino. Inutile nascondere la preoccupazione per questa nuova spirale recessiva, che si rifletterà inevitabilmente in particolare sui consumi di prodotto a fascia medio alta”. Così il segretario generale di Unione italiana vini (Uiv), Paolo Castelletti, ha commentato l’ultimo Dpcm anti-Covid19 in vigore da oggi sino al 24 novembre.