Giovedì, 21 Ottobre 2021

“Con la nuova Pac siamo riusciti a inserire la riassegnazione dei diritti d’impianto non utilizzati entro il 2022 per poterli riassegnare dal 2023; parliamo di circa 5-6000 ettari, oltre a quell’1% a discrezione degli Stati membri. Inoltre, siamo a buon punto anche per il via libera dell’estensione di un anno delle autorizzazioni d’impianto già ottenute. Una proroga, sino alla fine del 2022, dovuta alla pandemia e alla conseguente crisi vissuta nell’ultimo periodo”. Lo ha detto oggi a Roma, in occasione dell’Assemblea generale di Unione italiana vini (Uiv), Roberto Berutti, gabinetto del commissario all’Agricoltura della Commissione europea, Jacub Wojciechowski.

“Con la recente approvazione della Politica agricola comune – ha aggiunto Berutti -, il vino italiano percepirà per i prossimi 7 anni circa 348 milioni di euro l’anno, oltre ai fondi legati ai piani di sviluppo rurale potranno essere assegnati al settore. Tra le misure adottate, il consolidamento dei mercati portato a 8 anni anziché 5 e la conferma della cosiddetta vendemmia verde”.

DE CASTRO: SISTEMA DI ETICHETTATURA VINO SIA PARTE DEL FUTURO REGOLAMENTO OCM

“Il negoziato della nuova Politica agricola comune (Pac) si trova in un momento decisivo e Unione italiana vini (Uiv) chiede ai legislatori europei di arrivare quanto prima a un accordo per assicurare al settore un nuovo e importante quadro di regole e di risorse per il futuro”. Così il segretario generale di Unione italiana vini, Paolo Castelletti, ha commentato l’incontro dell’intergruppo del Parlamento Europeo svoltosi ieri.

Aumenti della superficie vitata al minimo per i prossimi 25 anni. È quanto emerge dal negoziato interistituzionale sulla Pac in corso, che – rivela l’ultimo numero de L’Informatore Agrario – vede le speranze di liberalizzazione di molti produttori italiani infrangersi contro lo scoglio francese a tutela dello status quo, con le autorizzazioni di impianto dei vigneti blindate al vincolo annuale dell’1% fino al 2045. Se infatti Francia e Spagna possono giocare ancora sull’aumento della quantità, il Belpaese è l’unico tra i big del vino del Vecchio Continente a viaggiare già sui massimi livelli di resa e a guardare con qualche preoccupazione in più il congelamento delle superfici vitate per un altro quarto di secolo, considerato anche l’incremento del rischio climatico e fitosanitario.

DOMANI L’INTERVISTA INTEGRALE SU SETTIMANALE L’INFORMATORE AGRARIO

(Verona, 7 aprile 2020). “Il ruolo di Bruxelles nel fronteggiare le conseguenze economiche dell’emergenza coronavirus sul settore agricolo non si esaurisce con le azioni già intraprese. Serve stabilizzare i mercati e garantire la sopravvivenza delle imprese, per questo pensiamo anche a un fondo europeo per le crisi di mercato dei prodotti agricoli con una dotazione finanziaria di 1 miliardo di euro”. Lo ha detto in un’intervista al settimanale L’Informatore Agrario in uscita domani, Paolo De Castro, coordinatore S&D Commissione agricoltura sviluppo rurale del Parlamento europeo.