Giovedì, 09 Dicembre 2021

STUDIO SULLA “BRUNELLO ECONOMY”, A MONTALCINO CONVIVONO PROFESSIONALITÀ DA 70 PAESI, DISOCCUPAZIONE QUASI AZZERATA (2%) E BOOM ENOTURISMO

 La nascita del primo wine district dell’era moderna, un aumento esponenziale (+1.962%) del valore del vigneto e il successo di una “controrivoluzione agricola” che, nelle ultime 3 decadi, ha ripensato l’evoluzione di un territorio attorno allo sviluppo della qualità di un prodotto legato a doppio filo con le sue radici. Sono “les trente glorieuses” di Montalcino, miracolo economico del principe dei rossi toscani che in occasione dei 30 anni di “Benvenuto Brunello”, l’evento che dal borgo toscano ha inventato le “Anteprime” dei vini italiani nel 1992, festeggia l’exploit di uno dei simboli del made in Italy da semplice prodotto della terra a caso di studio dell’enologia italiana e mondiale. Oggetto di una ricostruzione storica affidata dal Consorzio del Brunello di Montalcino alla testata di settore WineNews, il trentennio 1992-2022 testimonia la circolarità virtuosa di un distretto che, pioneristicamente, ha saputo trovare fin dai suoi albori la chiave del proprio successo proprio nel trinomio della sostenibilità ambientale, economica e sociale. “Il concetto di qualità – ha detto il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci – oggi non si limita al solo vino ma abbraccia una sfera più ampia. A un aumento della qualità del Brunello corrisponde in maniera direttamente proporzionale un incremento del benessere socioeconomico della comunità sul territorio”. 

Il Brunello di Montalcino ha il suo ‘Graal’. Dopo un anno di studi, ricerche e oltre 300 degustazioni, debutta oggi nella prima giornata della 30^ edizione di Benvenuto Brunello (19-29 novembre) il calice ufficiale del Consorzio del vino icona più conosciuto dai consumatori italiani secondo il report annuale di Wine Intelligence.

Realizzato da Italesse, storico marchio del settore, il progetto “Senses” del calice del Brunello ha coinvolto enologi e produttori impegnati, con il Consorzio del vino Brunello di Montalcino e il primo Master of the Wine italiano, Gabriele Gorelli, a individuare forma e materiale di questo speciale glass. Il risultato è un calice performante (T-made70) con coppa a fondo piatto e il corpo affusolato, in vetro cristallino soffiato in automatico in assenza di piombo che esalta le caratteristiche organolettiche del Brunello, per un’esperienza sensoriale totalizzante sia per un pubblico professionale che per i winelover. E come primo banco di prova è stato scelto proprio Benvenuto Brunello, l’evento capostipite delle anteprime italiane che quest’anno compie 30 anni. Undici le giornate di degustazioni per stampa e operatori nazionali ed esteri, sommelier di ristoranti stellati e Master of The Wine, influencer, blogger ed enoappassionati per tenere a battesimo il Brunello 2017, il Brunello Riserva 2016 e il Rosso di Montalcino 2020 di 119 cantine. 

 

GLI ITALIANI RISCOPRONO LA CAMPAGNA DELLA VAL D’ORCIA (+80% SUL 2019)

 Meno statunitensi, inglesi, brasiliani, canadesi, australiani; più europei – tedeschi, belgi, olandesi - e soprattutto più italiani. Cambiano i fattori ma non il prodotto: il turismo a Montalcino torna dopo solo un anno agli stessi livelli pre-covid, un pieno regime nel borgo medievale e tra le aziende di vino della Val d’Orcia (patrimonio Unesco) da oltre 100mila presenze nei 4 mesi estivi e una ripresa sulle presenze 2020 che sfiora il +60%. Lo rileva – il primo giorno del trentesimo Benvenuto Brunello - il Consorzio del vino Brunello di Montalcino, che ha elaborato i dati provvisori del Servizio regionale di statistica sulle presenze giugno-settembre (escluse le locazioni) da cui emerge una autentica riscoperta della campagna toscana montalcinese da parte degli italiani. Un risultato, nel feudo del vino più conosciuto in Italia (fonte: sondaggio Wine Intelligence), in controtendenza rispetto alle presenze turistiche italiane dell’ultima estate, che accusano ancora, secondo Enit/Isnart, un gap importante rispetto ai numeri registrati nel 2019. 

 

BINDOCCI (PRES.): BENVENUTO BRUNELLO RIPOSIZIONATO NEL PERIODO COMMERCIALE MIGLIORE

Nuovo sprint per le vendite di Brunello di Montalcino a ottobre. Alla vigilia dalla 30^edizione di Benvenuto Brunello (19-29 novembre), il principe dei vini toscani si presenta con un record assoluto di contrassegni di Stato consegnati dal Consorzio per le bottiglie pronte a essere immesse sul mercato: secondo l’ente certificatore Valoritalia, sono 1,5 milioni le fascette distribuite nel mese, +106% sul pari periodo del 2020 e il 177% in più rispetto alla media degli ultimi 13 anni. Si tratta della miglior performance mensile dal 2008 (primo anno di rilevazione dati), che proietta a un equivalente di 8,5 milioni le bottiglie (in larghissima maggioranza dell’annata 2016 e della Riserva 2015) immesse sul mercato nei primi 10 mesi di quest’anno, il 53% in più rispetto alla media registrata nell’ultimo quinquennio (+52% sul 2020). La crescita del Brunello nei primi 10 mesi di quest’anno è ora quadrupla rispetto al pur notevole incremento medio di tutte le denominazioni toscane sul periodo (+13,3%). In doppia cifra anche il risultato nei dieci mesi del Rosso di Montalcino (+14%), protagonista anch’esso di un ottobre da ricordare (+61% sul 2020). 

BINDOCCI (CONSORZIO): È VITTORIA DI INTERA DENOMINAZIONE. 2015 GRANDE ANNATA MA DA GENNAIO CONDIVIDERA’ LA SCENA CON LA STRAORDINARIA 2016
(Montalcino - SI, 10 dicembre 2020). Con la 3^ posizione annunciata oggi dalla top 100 di Wine Spectator, la speciale classifica sui migliori vini del pianeta redatta come ogni anno dalla rivista americana di settore più influente al mondo, un Brunello di Montalcino torna sul podio. In attesa di scoprire, domani, il nome del vincitore, il Brunello di Montalcino Le Lucére 2015 di San Filippo si attesta al primo posto tra i vini italiani.

4 WEEKEND DI DEGUSTAZIONI PER ANTICIPARE AL TRADE LE NUOVE ANNATE

(Montalcino - SI, 3 dicembre 2020). Arriva a marzo 2021 Benvenuto Brunello “OFF”, quattro weekend di degustazioni - in presenza e in sicurezza - a Montalcino per battezzare un’annata di Brunello che si preannuncia storica, la 2016, insieme alla Riserva 2015.

"Quella del Brunello di Montalcino è una storia di primati: è stata la prima doc rossa italiana nel 1966 (...), anche la prima cantina aperta al pubblico, facendo da apripista all'enoturismo, era nel 1948 una cantina di Brunello di Montalcino e quest'anno uno dei vini simbolo della Toscana celebra i 40 anni dall'assegnazione della docg (...). Ma se il Brunello ha fatto conoscere Montalcino in Italia e nel mondo, questo territorio ricco di bellezza, di storia e di antichi saperi, ha molto altro da offrire...". Nell'edizione di dicembre di Touring Magazine, la copertina di TamTam (pag. 13) è dedicata a Montalcino, al suo vino di punta e alle sue eccellenze, da quelle agroalimentari alle attrazioni storico-culturali e ambientali.

 

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CONSORZIO BRUNELLO ASSEGNA A MATTEO CIRCELLA RICONOSCIMENTO MICHELIN SOMMELIER 2021

(Montalcino - SI, 25 novembre 2020). “La riconquista della stella Michelin a Montalcino dopo 11 anni è di per sé un’ottima notizia, ma il fatto che questa sia stata assegnata a un gruppo che fa del vino la propria identità ci rende ancora più orgogliosi”. Lo ha detto il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci, commentando la stella assegnata oggi dalla Guida Michelin al ristorante Sala dei Grappoli di Castello Banfi-Il Borgo, guidato dallo chef Domenico Francone.

"Certo, il vino è superlativo, così come le cantine disseminate sul territorio con gli immancabili percorsi di degustazione. Ma Montalcino è molto di più: un microcosmo dall'equilibrio perfetto dove fioriscono eccellenze e luoghi da scoprire nella tranquillità delle colline toscane". Inizia così il reportage di Serena Roberti uscito sabato 21 novembre nel numero 7/2020 di Travel&Spa, realizzato insieme ad Andrea Matteucci a seguito del press tour organizzato dal Consorzio del Vino Brunello di Montalcino in occasione dei 40 anni dall'assegnazione della Docg del Brunello. Il pezzo, anticipato in copertina, si trova da pagina 48 a 79.

 

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"I più grandi consumatori di vino mondiali si orientano sulle 4 'B': Bordeaux, Borgogna, Brunello e Barolo. E in Asia gli italiani hanno un potenziale enorme (...) Ho tanta esperienza con i vini francesi vecchi e il Brunello 2016 me li ricorda (...) ha questa impronta che si può definire classica, ma nel contempo moderna: i produttori hanno capito come lavorare in cantine per favorire la morbidezza". Così James Suckling in un estratto dell'intervista di Lara Loreti uscito su Il Tirreno (pag. 19) venerdì mattina, dopo l'inserimento di 3 Brunello 2016 nella sua Top 100 mondiale, insieme a 8 Riserva 2015.

 

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