Lunedì, 18 Ottobre 2021

Un prodotto di eccellenza per dare nuova vita al Duomo di Milano. Affonda le radici in Valpantena l’iniziativa solidale della Veneranda Fabbrica del Duomo che, a distanza di sette secoli, grazie al contributo de La Collina dei Ciliegi, riscopre l’antica tradizione di utilizzare il vino come fonte di finanziamento per sostenere i restauri della Cattedrale simbolo di Milano nel mondo. È infatti il “Vino del Duomo”, un rosso Igt Verona prodotto per l’occasione dall’azienda vitivinicola veronese, a interpretare l’evoluzione di un mecenatismo virtuoso che, nel XIV secolo, vedeva cittadini ed intere comunità consegnare agli officiali della Veneranda Fabbrica, brente di vino (75,55 litri) i cui proventi venivano destinati a coprire le spese di cantiere dell’erigenda Cattedrale. Il progetto triennale, che prevede a breve l’inserimento de “il Brut”, fresca bollicina della cantina, è stato presentato ieri sera al Maio Restaurant alla presenza di Fedele Confalonieri, presidente della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano e di Massimo Gianolli, presidente e amministratore delegato de La Collina dei Ciliegi. 

DOMANI LA TERZA EDIZIONE DELLA FESTA EN PRIMEUR CON TANTE SORPRESE

Cinquantatré investitori - tra imprenditori, manager, private banker, responsabili di fondi d’investimento e di società finanziarie, partner di studi legali, giornalisti e opinionisti televisivi – per 47 barrique di vino atto a divenire Amarone. “Investi e rimani liquido” è il claim con cui l’azienda della Valpantena (zona Doc Valpolicella) La Collina dei Ciliegi ha avviato quattro anni fa il primo progetto italiano “Club En Primeur”. Una rivisitazione unica nel suo genere della secolare pratica commerciale degli en primeur nata in Francia tra i vignaioli di Bordeaux e gli esperti negociant per l’immissione sul mercato delle nuove annate del prezioso vino made in France. Domani in azienda a Erbin (Grezzana, Verona), l’appuntamento business annuale con un club di acquirenti che in soli 2 anni ha raddoppiato le proprie presenze, come pure si sono moltiplicate le targhette personalizzate delle barrique da 225 litri ciascuna, che riposano e affinano per anni in cantina.

L’AMARONE DELLA VALPOLICELLA RISERVA “ARMANDO GIANOLLI CILIEGIO 2011” TRA I 36 VINI PLATINO D’ITALIA

Platino, oro e bronzo: brillano le tre medaglie de La Collina dei Ciliegi ai Decanter World Wine Awards (Dwwa), il più esteso e prestigioso concorso vinicolo internazionale che, per l’edizione record 2021, ha valutato più di 18mila campioni di vino da 56 Paesi in tutto il mondo. E a distinguersi tra i 36 vini “platino” italiani c’è proprio l’Armando Gianolli Ciliegio 2011, l’Amarone della Valpolicella Riserva della griffe vitivinicola della Valpantena che ha guadagnato un punteggio di 97 centesimi conquistando i giurati con le sue note di “erbe essiccate, ciliegie rosse e bouquet di spezie; grande freschezza al palato con ciliegie rosse, caffè, spezie di bosco e sentore di funghi […]”. Medaglia d’oro invece per l’annata 2016 dell’Amarone della Valpolicella Ciliegio (95 i punti attribuiti), seguito dall’Amarone della Valpolicella 2017 (88 punti) che si è aggiudicato quella di bronzo.

SABATO 29 E DOMENICA 30 MAGGIO L’EXPERIENCE FIRMATA LA COLLINA DEI CILIEGI E CA’ DEL MORO WINE RETREAT

Sabato 29 e domenica 30 maggio, dalle 10.00 alle 18.00, andrà in scena la nuova edizione del “Collina & Friends”, l’evento organizzato da Ca’ del Moro Wine Retreat, l’eco-resort dell’azienda vitivinicola La Collina dei Ciliegi, completamente immerso nei 53 ettari di vigneti, pascoli e ciliegeti tra i 450 e i 680 metri di altitudine (in Valpantena, località Erbin - Grezzana, a 17 km dal centro storico di Verona).

IL PRESIDENTE MASSIMO GIANOLLI: ENTRO 3 ANNI PUNTIAMO A VENDERE IL 75% DEL NOSTRO AMARONE CRU “CILIEGIO” CON QUESTA FORMULA

Circa 70 tra private banker, responsabili di fondi di investimento, banchieri, manager di società finanziarie, partner di studi legali d’affari e commercialisti, ma anche giornalisti e winelover direttamente interessati ai progressi di un “investimento liquido in un mercato sempre più liquido”, specie se si parla di vino e di Amarone. Sale il grado di attenzione di un nuovo modo di intendere il vino – un mix tra investimento e passione - alla seconda Festa dell’en primeur de La Collina dei Ciliegi che si è svolta sabato 26 settembre. Rispetto alla prima edizione, l’evento ha visto triplicare la presenza in Valpantena di primeuristi e di potenziali nuovi investitori, pronti a scommettere su barrique di vino (225 litri) atto a diventare Amarone alla stregua di inediti futures finanziari. Succede a Erbin (Grezzana), nell’azienda dell’imprenditore della finanza e presidente di Generalfinance, Massimo Gianolli, che dallo scorso anno ha deciso di puntare sulle aree cru del proprio vigneto da dedicare esclusivamente alla pratica dell’en primeur, ovvero all’investimento direttamente in botte di vino pregiato che sarà stappato solo dopo qualche anno. Rispetto ai negociant francesi, però, gli investitori non sono quasi mai del settore e intervengono in qualità di appassionati e, sempre di più, per sperimentare nuove formule di investimento.

VACANZA-EXPERIENCE PER ESTATE 2020 A CA’ DEL MORO WINE RETREAT

Cinquantatré ettari di enoturismo per una ‘vacanza-experience’ in tutta sicurezza all’insegna della natura e del gusto. È la proposta estiva firmata da Ca’ del Moro Wine Retreat, l’eco-resort dell’azienda vitivinicola La Collina dei Ciliegi (località Erbin, 500-700 metri di altitudine – Grezzana, a 17 km dal centro storico di Verona) che, in occasione della riapertura dopo lo stop forzato, debutta con un’offerta integrata di attività per giovani e meno giovani, sportivi, oziosi, famiglie, wine lover e amanti della natura. Tra le proposte tutte esclusivamente con guida: passeggiate a cavallo, escursioni in e-bike e a piedi alla scoperta della Valpantena, la valle degli dei, tra parchi, storia e attrazioni naturalistiche; tour in quad e per i più avventurosi anche in elicottero; picnic gourmet tra i vigneti e degustazioni guidate in cantina che spaziano fino alle verticali di Amarone con prelievo diretto da botte.

"Parterre di wealth manager a Erbin, Verona, all'en primeur de La Collina dei Ciliegi del finanziere-viticoltore Massimo Gianolli, che ha adottato questa esclusiva forma di vendita diretta, storicamente utilizzata dai francesi, per i suoi Amaroni top". L'articolo di oggi su La Repubblica - Affari & Finanza, firmato da Paola Jadeluca (pag. 21).

 

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"In principio, 200 anni fa, furono gli inglesi. poi la Francia, Bordeaux per l'esattezza. Così è iniziata la pratica chiamata 'EnPrimeur, cioè la vendita, destinata esclusivamente ai commercianti, delle barrique di vino prima ancora che questo venga messo in bottiglia. (...) Una pratica che sta iniziando a diffondersi anche in Italia ma con un metodo nuovo, quello della vendita delle barrique direttamente ai privati. (...) E da qualche anno c'è anche una cantina della Valpolicella - La Collina dei Ciliegi - con uno dei migliori vini italiani, l'Amarone". Così Paolo Zappitelli sabato mattina nel suo articolo (a pag. 21) su Il Tempo a proposito dell'Amarone en primeur de La Collina dei Ciliegi.

 

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"Investire nel vino, più precisamente in pregiate bottiglie di Amarone della Valpolicella, da utilizzare quasi fossero futures finanziari". Oggi su MF-Milano Finanza (a pag. 13) Manuel Follis parla dell'Amarone en primeur de La Collina dei Ciliegi, di cui nel weekend del 7-8 settembre a Erbin (Valpantena, Verona) è stata presentata l'annata 2015 appena imbottigliata.

 

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GIANOLLI (PRES. LA COLLINA DEI CILIEGI): OBIETTIVO VENDITE EN PRIMEUR PER 3 BOTTIGLIE SU 4

A Bordeaux è da più di due secoli una pratica commerciale, in Valpolicella sta diventando una tendenza esclusiva riservata agli appassionati di Amarone. L’en primeur, questo il termine tecnico per definire l’investimento di vino pregiato direttamente in botte, si fa largo in Valpolicella grazie a un’azienda – La Collina dei Ciliegi – che punta su questa esclusiva forma di vendita diretta per i propri vini più preziosi. “I nostri interlocutori non sono i negociant come in Francia – ha detto il presidente de La Collina dei Ciliegi e imprenditore della finanza, Massimo Gianolli –, ma manager, capitani d’industria, professionisti e anche banchieri e gioiellieri disposti a scommettere più sul gusto che sui wine features. Acquistano le nostre barrique (225 litri), con targhette personalizzate, che risposano e affinano per anni in cantina, e come in un club spesso alloggiano nel nostro wine resort per partecipare alle prove da botte, così come all’imbottigliamento. Una passione - ha aggiunto - che per noi significa mercato: solo per l’annata 2015 hanno aderito 14 primeuristi ed entro 3 anni puntiamo a vendere il 75% del nostro amarone ‘cru’ con questa formula”.