Sabato, 22 Gennaio 2022

SU L’INFORMATORE AGRARIO L’ALLARME DI ANBI E AGRINSIEME

Ammontano a 530 milioni di euro i danni stimati derivanti dall’applicazione del regime del cosiddetto “deflusso ecologico” nella sola provincia di Treviso. È l’allarme lanciato nell’ultimo numero de L’Informatore Agrario dall’Associazione nazionale dei consorzi di bonifica (Anbi) che, con una sperimentazione durata 3 anni, ha calcolato sul fiume Piave i costi dell’entrata in vigore, il prossimo 1° gennaio 2022, della direttiva quadro europea Acque (2000/60/CE). Si tratta di un regime di gestione della risorsa idrica volto a garantire una maggiore portata nei fiumi attraverso la riduzione dei prelievi necessari ad alimentare le reti irrigue territoriali in tutta Europa, con effetti devastanti sull’irrigazione agricola italiana.

PRESENTATI OGGI A EIMA INTERNATIONAL I RISULTATI DELLA SURVEY DI CNR STEMS, DSF DELL’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI ROMA TRE, L’INFORMATORE AGRARIO E FEDERUNACOMA

Attenzione alla conservazione delle risorse naturali e alla riduzione dei fattori produttivi, ma anche un forte interesse per un parco macchine moderne a zero emissioni e per lo sviluppo di nuovi impianti per la valorizzazione energetica delle biomasse di origine agricola. È la ricetta per gli investimenti “green” delle aziende agricole italiane che, intervistate dall’Istituto di Scienze e Tecnologie per l’Energia e la Mobilità Sostenibili del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr Stems) in collaborazione con il Dipartimento di scienze della formazione (Dsf) dell’Università degli studi Roma Tre, L’Informatore Agrario e FederUnacoma hanno dichiarato in quasi la metà dei casi (46%) di essere disposte a investire più di 10mila euro per limitare l’impatto della propria attività agricola sull’ambiente e sul clima, con un 7,4% del campione pronto a spendere più di 100mila euro.

DE CASTRO: NORMATIVA UE OBSOLETA, DISTINGUERE TEA DA OGM

Mandarini easy-peeling, lattuga ad alto contenuto di vitamina C, melanzane che non imbruniscono e basilico resistente alla peronospora per salvare il pesto, la salsa cruda più consumata al mondo. Sono solo alcune delle possibilità delle Tea, le Tecnologie di Evoluzione Assistita che già stanno rivoluzionando lo scenario del farming mondiale e che si propongono come la nuova via per la sostenibilità dell’agricoltura italiana nel perseguire gli obiettivi del Farm to fork. Oggetto di un supplemento frutto dell’accordo tra Coldiretti e Siga in uscita oggi con L’Informatore Agrario, le Tea consentono di modificare direttamente le informazioni genetiche delle piante coltivate riproducendo gli effetti dei meccanismi alla base dell’evoluzione biologica naturale, agendo sul genoma nello stesso modo in cui uno scrittore modifica lettere e parola per cambiare il significato di un testo.

Robot viticoltori, macchine a guida completamente autonoma e dispositivi di precisione sempre più 4.0. Punta tutto su tecnologia, efficientamento e rispetto dell’ambiente la 4^ edizione di Vite in Campo, l’appuntamento dedicato alla viticoltura innovativa e sostenibile in programma domani (9.30-19.30) e sabato 24 luglio (8.00-13.00) tra i vigneti dell'Azienda Agricola Conte Collalto di Susegana (Treviso). Organizzata da Condifesa Treviso, Vicenza, Belluno, in media partnership con le riviste L'Informatore Agrario, Mad e Vite&Vino, la due-giorni propone dimostrazioni in campo di macchine per la distribuzione sostenibile dei prodotti fitosanitari, di attrezzature per la gestione del sottofila con metodi alternativi al diserbo chimico, di attrezzature per la gestione della chioma della vite, trattori e attrezzature per la lavorazione nei vigneti in collina. Tra le novità più all’avanguardia dell’edizione 2021, particolarmente attenta alle soluzioni robotizzate, un portattrezzi elettrico e un atomizzatore a raggi UV a guida completamente automatica che lavorano su mappe di prescrizione, ma anche il prototipo di un atomizzatore che riconosce la chioma in tempo reale e modifica il quantitativo di irrorazione in base alla crescita della parete fogliare.

CON “MAIS DOMANI” LA SPERIMENTAZIONE IN CAMPO SU MIGLIORI TECNOLOGIE E INNOVAZIONI

Una sperimentazione in campo per rilanciare il mais made in Italy e salvare le produzioni dop patrimonio del nostro settore zootecnico. È l’obiettivo di “Mais Domani”, il progetto realizzato da L’Informatore Agrario in collaborazione con Condifesa Lombardia Nord Est e il Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA) dell’Università di Torino, che punta a testare le migliori tecnologie disponibili sul mercato per produrre – in Italia – granella di mais sostenibile sia dal punto di vista ambientale che economico.

“Vino: una tempesta in un bicchier d’acqua”. È l’approfondimento sui vini dealcolati de L’Informatore Agrario, che nel numero in uscita fa luce sul tema bollente della cronaca degli ultimi giorni. La proposta che riguarda la dealcolazione dei vini – ricostruisce il settimanale di settore – risale infatti alla discussione della bozza di riforma della Pac del 2018, in cui la Commissione proponeva norme per regolamentare il mercato dei vini dealcolati o parzialmente dealcolati, includendo inizialmente in quest’ultima anche dop e igp. Una formula che, pur non prevedendo nella versione originale di 3 anni fa alcuna “aggiunta”, era stata modificata dalla Commissione nel testo di lavoro con la possibilità di deroga al divieto generale di utilizzo dell’acqua, suscitando una dura – e all’epoca solitaria – reazione della Efow (Federazione europea dei vini d’origine) che definì la bozza “aberrante”.

L’ANALISI ISMEA SU L’INFORMATORE AGRARIO TRA ACQUISTI DI PROSSIMITÀ E CACCIA AGLI SCONTI

Una filiera agroalimentare più corta e sostenibile, ma anche polarizzata tra gli acquisti etico-salutistici e la caccia allo sconto, in una geografia demografica in evoluzione sotto gli effetti dello smart- e south-working. È l’istantanea scattata da Ismea – e analizzata nell’ultimo numero de L’Informatore Agrario – dell’impatto del Covid-19 sui modelli di consumo agroalimentari in Italia, tra accelerazioni di processi già in atto e nuovi trend imposti dalle restrizioni dovute alla pandemia.

Aumenti della superficie vitata al minimo per i prossimi 25 anni. È quanto emerge dal negoziato interistituzionale sulla Pac in corso, che – rivela l’ultimo numero de L’Informatore Agrario – vede le speranze di liberalizzazione di molti produttori italiani infrangersi contro lo scoglio francese a tutela dello status quo, con le autorizzazioni di impianto dei vigneti blindate al vincolo annuale dell’1% fino al 2045. Se infatti Francia e Spagna possono giocare ancora sull’aumento della quantità, il Belpaese è l’unico tra i big del vino del Vecchio Continente a viaggiare già sui massimi livelli di resa e a guardare con qualche preoccupazione in più il congelamento delle superfici vitate per un altro quarto di secolo, considerato anche l’incremento del rischio climatico e fitosanitario.

LA RISPOSTA DELLA COMMISSIONE UE A L’INFORMATORE AGRARIO: ‘RIESAMINEREMO POLITICHE DI PROMOZIONE SU ALCOLICI’

Vino e carni rosse nel mirino della Commissione europea e del suo ‘Piano per battere il cancro’, non solo sul fronte delle etichette e delle accise ma anche nel capitolo promozione, che ora è a forte rischio riforma e che per il solo vino vale in Italia circa 100 milioni di euro di contributi l’anno per le azioni nei Paesi terzi, a cui si aggiungono i fondi per lo sviluppo rurale. La conferma arriva in una risposta scritta dell’istituzione europea a una domanda posta da L’informatore Agrario, riportata in un focus del settimanale in uscita oggi: “La Commissione riesaminerà la sua politica di promozione – ha affermato -, con meno alimenti legati ai rischi di cancro e più frutta e verdura. E in tale contesto la Commissione esaminerà anche la sua politica di promozione delle bevande alcoliche”. E se per il vino non bastano le parziali rassicurazioni del vicepresidente della Commissione europea, Margaritis Schinas, per le carni rosse e i salumi la situazione è altrettanto allarmante. Nel piano è infatti previsto che, nell’ambito della revisione della politica di promozione dei prodotti agricoli, l’obiettivo è “migliorare il contributo alla produzione e al consumo sostenibili, in linea con il passaggio a una dieta con più frutta e verdura, con meno carne rossa e lavorata e altri alimenti legati al rischio di cancro”.

Il Testo unico del vino e quello in materia di foreste e filiere forestali, la regolamentazione dei Ristori per far fronte alla crisi e la legge di bilancio 2021, con le numerose norme che riguardano l’agricoltura. Sono solo alcune delle “vittime legislative” della paralisi che l’ennesima crisi di governo ha imposto all’operatività ministeriale, da cui dipendono il lavoro “regolamentare” e i decreti attuativi che danno effetto ai provvedimenti parlamentari, messi al palo – questa volta – dalle dimissioni del ministro delle politiche agricole, Teresa Bellanova. A fare luce sull’impasse eterodiretta del settore primario, con le pesanti conseguenze su un’economia vitale per il made in Italy, un articolo di Giorgio Lo Surdo in uscita nell’ultimo numero del settimanale L’Informatore Agrario.