Mercoledì, 30 Settembre 2020

Contrassegno di Stato, da domani, per le Doc marchigiane Verdicchio dei Castelli di Jesi e Verdicchio di Matelica, 2 denominazioni che complessivamente contano su una produzione media di circa 20 milioni di bottiglie l’anno. Il conseguimento delle fascette di Stato, gestito dall’ente terzo di certificazione Valoritalia, giunge quindi al traguardo dopo un iter avviato lo scorso anno. Una ‘fase 2’ per il principale vitigno della regione che per il direttore dell’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt), Alberto Mazzoni, rappresenta “una svolta determinante in ottica di miglior tracciabilità e lotta alla contraffazione in favore di un prodotto che sta divenendo sempre più internazionale. Trasparenza, controllo e gestione della produzione e della qualità del Verdicchio sono le ragioni che ci hanno spinto ad aderire a questa nuova fase. Un salto di qualità necessario per assecondare il crescente sviluppo della denominazione e dei suoi produttori”, ha concluso il direttore del maxi consorzio marchigiano, che conta 472 soci e 16 denominazioni tutelate.

"L'Istituto marchigiano di tutela vini, il consorzio regionale che unisce 15 denominazioni (...), ha fatto sapere che, soprattutto tra i piccoli produttori, il blocco delle vendite arriva fino al 90%. A questo si aggiunge una tensione finanziaria sempre più evidente per un settore che ha necessità di cominciare a lavorare proprio ora tra i campi, ma che allo stesso tempo non riesce a incassare i pagamenti pregressi". Il punto sul settore del vino marchigiano durante la crisi Covid-19 nell'articolo di Micaela Cappellini su Il Sole 24 Ore di oggi (pag. 14).

 

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MAZZONI: “CORONAVIRUS ACCELERA PROCESSI DI AGGREGAZIONE VINCENTI PER FUTURO”

(Jesi AN, 8 aprile 2020). Tempesta perfetta per i produttori di vino marchigiani, alle prese con una crisi economica senza precedenti dettata dall’emergenza coronavirus e dal conseguente azzeramento dei principali canali commerciali naturali del comparto. Al blocco quasi totale delle vendite - specie per le piccole imprese il calo arriva fino al 90% - si aggiunge una tensione finanziaria sempre più evidente per un settore che ha necessità di lavorare i campi e che allo stesso tempo non riesce a incassare nemmeno i pagamenti pregressi. Serve uno shock finanziario che vada ben oltre i prestiti a 6 anni annunciati dal Governo che rischiano di appesantire con un ulteriore fardello, da estinguersi in tempi troppo brevi, una posizione finanziaria già molto critica delle aziende.

AL VIA A JESI IL PROGETTO FORMATIVO PER LE AZIENDE DEL SETTORE

(Jesi – An, 21 gennaio 2020). Un bagaglio di conoscenze per affrontare le sfide del mercato. È la proposta rivolta alle aziende socie dall’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt) con il piano formativo “Strategie e Strumenti per ripensare il settore del vino nelle Marche”, promosso dal consorzio e organizzato da Officine sviluppo e ricerca con il contributo del Fondo interprofessionale For.Agri. Un percorso didattico completo che va dall’enomarketing all’inglese settoriale, fino ad alcune tra le pratiche più importanti in viticoltura, come potatura e dendrochirurgia, con il coinvolgimento di docenti qualificati e specializzati in tecniche di lavoro di ultima generazione.

(Jesi – An, 20 novembre 2019). È un Verdicchio il miglior bianco italiano nella top 100 dei più grandi vini del mondo, stilata ogni anno dalla rivista americana Wine Spectator. Dopo il Podium 2014 di Garofoli (selezionato nel 2017), nel 2019 fa il suo ingresso al 72° posto della classifica più ambita del panorama enoico internazionale il Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Superiore 2017 Luzano dell’azienda Marotti Campi, premiato con 90 punti. Per Alberto Mazzoni, direttore dell’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt): “Si tratta di un risultato importante, non solo per la singola azienda ma anche per tutta la denominazione, a conferma del fatto che gli investimenti in qualità sono una scelta vincente.

MAZZONI (DIR. IMT): “NEGLI ULTIMI 9 ANNI ADESIONE AZIENDE QUASI TRIPLICATA”

(Jesi – An, 16 settembre 2019). Due milioni di euro per la promozione dei vini marchigiani tra azioni di incoming, partecipazione a fiere internazionali, comunicazione e organizzazione di masterclass rivolte a specialisti del settore. È il nuovo piano Ocm per la stagione 2019-2020 presentato martedì 10 settembre dall’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt) alla Regione Marche. Tra i Paesi target spiccano gli Stati Uniti e il Canada (che assorbono rispettivamente un terzo e un quarto dell’investimento totale), ma anche Cina, Russia, Giappone, Svizzera, Corea del Sud e una new entry, l’India.

DAL 6 ALL’8 SETTEMBRE, 17 AZIENDE ALLA FESTA DEDICATA ALLA DENOMINAZIONE

Gusto, musica, spettacolo e cultura per festeggiare il vino rosso dal sapore di mare. Da venerdì 6 fino a domenica 8 settembre Camerano (Ancona) brinda alla sua Doc più iconica con la Festa del Rosso Conero, organizzata dal Comune di Camerano con il patrocinio della Regione Marche e la collaborazione dell’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt). Diciassette le cantine socie del consorzio che proporranno in degustazione le proprie etichette di Rosso Conero Doc e Conero Riserva Docg, da abbinare con le tante specialità di mare e di terra presenti negli stand gastronomici lungo le vie del borgo.

Sferisterio di Macerata, Raphael Gualazzi di Urbino, Ribona dei Colli Maceratesi. È una triade autoctona tutta marchigiana quella che andrà in scena il prossimo 7 agosto e che vede protagonisti voce, musica e vino in un evento organizzato dal Macerata Opera Festival in collaborazione con l’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt). In programma una degustazione (ore 19.30) e a seguire il concerto del cantautore e pianista Raphael Gualazzi, per la prima volta allo Sferisterio. Una serata di contaminazioni virtuose, come la proposta crossover del Macerata Opera Festival che da tempo integra importanti voci della lirica con artisti pop e con i vini del territorio, grazie alla ormai storica partnership con Imt.
La piccola Colli Maceratesi Doc Ribona è uno dei più antichi prodotti autoctoni della regione; 120 gli ettari coltivati da 45 produttori per circa 4mila ettolitri di vino imbottigliato nella versione di bianco secco ma anche in quella di spumante e passito. Le origini del vitigno risalgono al periodo della Magna Grecia, nel 387 a.C., quando i greci di Siracusa fuggirono dal tiranno Dionisio insediandosi lungo la costa dell’anconetano e nella zona di Macerata.

Elenco delle aziende partecipanti: Saputi; Degli Azzoni Avogadro Carradori; Cantina Sociale di Matelica e Cerreto D’Esi; Fattoria Forano Lucangeli; Montesanto; Fonte Zoppa; Santa Cassella; Montecoriolano; Pinto; Boccadigabbia; La Murola; San Michele Arcangelo.

EXPORT IN DOPPIA CIFRA PER IL VINO PRINCIPE DELLE MARCHE ANCHE NEL 2019 

Voto unanime in favore del contrassegno di Stato per Doc Verdicchio dei Castelli di Jesi, ieri sera nel corso del consiglio di amministrazione dell’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt), che ha contestualmente approvato la richiesta di autorizzazione a operare in regime di ‘erga omnes’, ossia a tutela di tutti i produttori, anche quelli non aderenti al consorzio. “Con le deliberazioni del consiglio – ha detto il coordinatore del comitato di gestione della Do Verdicchio Castelli di Jesi, Michele Bernetti – si avvia la fase 2 per il nostro vino simbolo. Una svolta epocale in grado da una parte di garantire miglior tracciabilità e provenienza ai consumatori di tutto il mondo, dall’altra di dotare la filiera di strumenti in grado di assecondare con maggior forza la crescita della denominazione. La trasparenza, il controllo e la gestione della produzione e della qualità del Verdicchio – ha concluso – sono le bisettrici di questa nuova fase, che dà il via anche a possibili aggiornamenti del nostro disciplinare”.