Giovedì, 09 Dicembre 2021

 

“Vino: una tempesta in un bicchier d’acqua”. È l’approfondimento sui vini dealcolati de L’Informatore Agrario, che nel numero in uscita fa luce sul tema bollente della cronaca degli ultimi giorni. La proposta che riguarda la dealcolazione dei vini – ricostruisce il settimanale di settore – risale infatti alla discussione della bozza di riforma della Pac del 2018, in cui la Commissione proponeva norme per regolamentare il mercato dei vini dealcolati o parzialmente dealcolati, includendo inizialmente in quest’ultima anche dop e igp. Una formula che, pur non prevedendo nella versione originale di 3 anni fa alcuna “aggiunta”, era stata modificata dalla Commissione nel testo di lavoro con la possibilità di deroga al divieto generale di utilizzo dell’acqua, suscitando una dura – e all’epoca solitaria – reazione della Efow (Federazione europea dei vini d’origine) che definì la bozza “aberrante”.

BINDOCCI (PRES. CONSORZIO): +43% LE FASCETTE RISPETTO AL TRIENNIO PRECEDENTE, MAI COSI’ TANTE DAL 2008. ORA ACCELERARE PROMOZIONE

Prosegue, anche ad aprile, l’anno d’oro per le vendite di Brunello di Montalcino. Protagonista la combo da sogno delle annate 2015 e 2016, in grado di segnare nell’anno mobile (maggio 2020 – aprile 2021) il record assoluto nella storia recente della Docg di fascette consegnate per le bottiglie collocate sul mercato. Lo rileva, in occasione di Benvenuto Brunello, un’analisi del Consorzio del vino Brunello di Montalcino sui contrassegni di Stato rilasciati da Valoritalia nel pari periodo dal 2008 a oggi. “Nonostante le difficoltà che tutti conosciamo – ha detto il presidente del Consorzio, Fabrizio Bindocci – siamo riusciti a chiudere molto bene il 2020, ma il vero exploit lo stiamo registrando adesso: nei primi 4 mesi di quest’anno l’incremento sullo stesso periodo dello scorso anno è addirittura del 38%, ma ciò che balza all’occhio è anche il +43% di sigilli di Stato richiesti nel quadrimestre rispetto alla media del triennio 2018-2020. Non ci fermiamo qui – ha concluso – siamo pronti ad accelerare sui mercati emergenti, Far East in primis, e a consolidare il primato negli Usa e le vendite nel Nord Europa, forti anche di una tendenza bio sempre più evidente, con la metà del vigneto-Brunello certificato o in attesa di certificazione”. 

Incontra il Brunello di Montalcino il “viaggio dell’anima” di Andrea Bocelli. Il maestro, in pellegrinaggio a cavallo lungo la Via Francigena tra le bellezze del Belpaese per il documentario televisivo The Journey, ha incontrato oggi all’Abbazia di Sant’Antimo il vicepresidente del Consorzio del Brunello di Montalcino, Riccardo Talenti. “Sono un estimatore del Brunello e conosco alcune cantine di Montalcino”, ha commentato il tenore più famoso del mondo, a cui sono state donate le nuove annate di Brunello di Montalcino e Rosso di Montalcino con le etichette istituzionali legate al Giro d’Italia e al Benvenuto Brunello che si aprirà domenica 16 maggio.

 

CASTELLETTI (UIV): NEL BREVE PERIODO SERVONO SOSTEGNI E PROMOZIONE, NO DISTILLAZIONE

Prezzi, export, giacenze: prime prove di rimbalzo per il vino italiano, dopo oltre un anno in forte tensione. È quanto registra l’Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv), che ha analizzato i principali indicatori di mercato di un settore che a causa delle chiusure nel 2020 ha perso circa 1/4 del proprio business sul mercato interno.

Riciclo, riduzione della chimica ed energie rinnovabili, ma anche mobilità elettrica, selezioni mirate dei fornitori e certificazioni riconosciute: fare il vino è sempre più un green deal per le nuove generazioni, che fanno della propensione alla sostenibilità un modus operandi nel quotidiano e un fattore di competitività. È quanto emerge da un sondaggio di Agivi, l’Associazione giovani imprenditori vinicoli italiani under 40 di Unione italiana vini che ha indagato l’attitudine green dei suoi associati.
“Da tempo in Associazione registriamo una sensibilità diffusa e crescente su questi temi – spiega la presidente di Agivi, Violante Gardini Cinelli Colombini –, per questo abbiamo deciso di provare a misurare quanto il rispetto per l’ambiente influenzi le scelte aziendali, anche in un’ottica di nuove chance commerciali. Ne è emerso un quadro interessante: quasi 7 intervistati su 10 hanno dichiarato di selezionare i fornitori in base alla sostenibilità delle loro proposte, e sono l’83% le aziende che dichiarano di avere progetti o piani sul tema della sostenibilità, già ultimati o in corso di realizzazione in 8 casi su 10”.
Stando al sondaggio, la quasi totalità dei giovani imprenditori vinicoli intervistati (94,3%) ritiene che la sostenibilità possa rappresentare un fattore decisivo per la competitività nei mercati nazionale ed estero, e sono il 64,7% quelli che hanno optato per dei packaging a ridotto impatto ambientale. E se 7 aziende su 10 dichiarano di avere delle certificazioni green¸ rappresentano circa un terzo quelle che propongono vini certificati biologici. Meno attraente il biodinamico, grande assente tra le pratiche degli associati rispondenti al questionario. Sul fronte della mobilità, interessante anche in un’ottica di promozione enoturistica, il 57% degli intervistati pensa di dotarsi di colonnine di ricarica o di mezzi commerciali ad alimentazione ibrida o elettrica.
Il sondaggio esplorativo ha coinvolto associati in 3 casi su 4 appartenenti ad aziende di famiglia. L’età dei rispondenti spazia dai 25 ai 39 anni, il fatturato medio aziendale è di 7,9 milioni di euro con una produzione media di circa 1,6 milioni di bottiglie l’anno.


Agivi (agivi.unioneitalianavini.it). Nata nel 1989, Agivi è l’Associazione giovani imprenditori vinicoli italiani tra i 18 e i 40 anni che lavorano all’interno di un’azienda vinicola o che esercitano attività legate ai prodotti vitivinicoli: una squadra che riunisce quasi 100 giovani leve del comparto vino made in Italy. Educazione, promozione e fare sistema sono le key word e la mission dell’associazione, tre asset strategici per il cambio generazionale del mondo del vino.

SUL CORRIERE VINICOLO ANALISI ESCLUSIVA CON I NUMERI UFFICIALI DELLE GRANDI E PICCOLE BOLLICINE ITALIANE

Poco più di 750 milioni di bottiglie di cui 600 milioni a denominazione di origine, con il Prosecco Doc che domina (56% degli imbottigliamenti) ma anche con una varietà infinita di produzioni che superano abbondantemente la tradizionale linea produttiva del Po. È il meraviglioso mondo delle bollicine italiane, inquadrate per la prima volta attraverso le fonti ufficiali degli organismi di certificazione nel nuovo numero in uscita sul Corriere Vinicolo, la testata di settore di Unione italiana vini (Uiv). Un ‘Dossier spumanti’ che al netto del fenomeno Prosecco registra un’effervescenza produttiva unica nel panorama mondiale degli sparkling, con l’80% delle denominazioni che non superano i 2.000 ettolitri di imbottigliato annuo (meno di 270 mila bottiglie).

ERNESTO ABBONA (PRESIDENTE): CRISI DI LIQUIDITÀ, NON DI MERCATO. DISTILLAZIONE NON SERVE, ACCELERARE SU PROMOZIONE

“In questo momento servono strumenti per mettere in sicurezza finanziaria migliaia di aziende del vino piegate dalle chiusure horeca, con 500 milioni di euro di crediti incagliati e mancate vendite, franco cantina, per 1,5/1,8 miliardi di euro. Contestualmente servirà anche una promozione verso i Paesi terzi più flessibile per intercettare il rimbalzo che ci attendiamo. Il settore deve ripartire da questi 2 capisaldi, mentre pensiamo che la distillazione non sia adatta a questo particolare momento”. Lo ha detto oggi il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Ernesto Abbona, in seguito alla recente riunione del Tavolo vitivinicolo con il sottosegretario al ministero delle Politiche agricole, Gian Marco Centinaio.

CASTELLETTI (UIV): AGIRE SU LEVE FISCALI E PROMOZIONE

“I lockdown hanno fortemente penalizzato la ristorazione e con essa il mondo del vino, che solo in Italia registra nell’ultimo anno crediti non corrisposti dall’horeca per 500 milioni di euro e mancate vendite nel ‘fuori casa’ per 1,5/1,8 miliardi di euro. Ora, con le riaperture a singhiozzo previste nelle bozze del Dl Riaperture, la normalità è ancora lontana e le tensioni finanziarie si fanno sempre più forti. Per questo chiediamo al Governo di attivare con il ‘Fondo filiere in crisi’ anche misure di sostegno per far fronte alla sofferenza dei mancati pagamenti e strumenti a sostegno della ristorazione”. Lo ha detto oggi il segretario generale di Unione italiana vini (Uiv), Paolo Castelletti, commentando la discussione sul Dl Riaperture all’ordine del giorno oggi in Consiglio dei ministri.

MARCHE SIANO APRIPISTA PER MONITORAGGIO BIO

“Il vigneto biologico italiano, merita maggior attenzione di quanto non ne abbia oggi. Rappresentiamo 1/4 degli ettari vitati bio nel mondo con un’estensione che nell’ultimo decennio è aumentata di oltre il 100%, ma ancora non abbiamo una banca dati sul settore per osservare il fenomeno a partire dai suoi fondamentali, legati a produzione, confezionamento e vendita”. Lo ha detto il direttore dell’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt) e rappresentante dei consorzi italiani al Comitato vini presso il Mipaaf, Alberto Mazzoni.

BINDOCCI (PRESIDENTE CONSORZIO): OLTRE 5,2 MILIONI DI BOTTIGLIE SUL MERCATO, MAI COSI’ TANTE RICHIESTE A MARZO

Avvio d’anno da record per le vendite di Brunello di Montalcino. La Riserva 2015 e soprattutto la super annata 2016 fanno infatti volare le consegne delle fascette di Stato per le bottiglie pronte alla vendita, polverizzando i precedenti primati. Nel complesso, il primo trimestre 2021 ha chiuso con un incremento del 37% rispetto allo scorso anno e a +23% sulla media degli ultimi 10 anni. In particolare, dopo un primo bimestre a +19% sul pari periodo (Covid free) dello scorso anno, il mese di marzo è stato di gran lunga il migliore del decennio, con un +92% sulla media riscontrata dal 2011 a oggi.