Sabato, 24 Ottobre 2020

 

“Siamo convinti che le scelte relative alle limitazioni sui consumi degli alimenti e dei vini dovrebbero essere adottate secondo il principio di proporzionalità, con l’obiettivo di evitare ulteriori penalizzazioni a migliaia di imprese vitivinicole e a un settore già fortemente penalizzato dalle restrizioni dei mesi precedenti e, in generale, dalla pandemia che ha fortemente limitato i consumi”. È parte della lettera inviata oggi da Unione italiana Vini (la principale associazione delle imprese del vino in Italia con più di 150.000 viticoltori in rappresentanza del 50% del fatturato italiano di vino e dell’85% del fatturato export) al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in merito all’ordinanza anti Covid (n. 620 del 16 ottobre) che prevede, tra l’altro, il divieto della vendita per asporto di qualsiasi bevanda alcolica da parte di tutte le tipologie di esercizi pubblici, nonché da parte degli esercizi commerciali, compresa la grande distribuzione, e delle attività artigianali dalle ore 18.00.

PER PAESI PRODUTTORI È DI 1,4 MILIARDI DI EURO LA PERDITA NELL’EXTRA-UE TRA MARZO E AGOSTO

VINO MADE IN ITALY IN CALO (-8,6%), MA MENO DELLA MEDIA MONDO E 3 VOLTE MENO DELLA FRANCIA (-27,7%)

Il ‘semestre Covid-19’ (marzo-agosto) pesa anche sul commercio mondiale di vino, con una contrazione senza precedenti nella storia moderna del settore. Nei Paesi extra-Ue – secondo le elaborazioni dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor su base dogane - gli scambi complessivi di vino nel semestre considerato hanno subito un calo a valore del 15,2%, con una perdita equivalente di circa 1,4 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il decremento più significativo è relativo alle bollicine (-28,8%), che ‘sgasate’ dal lockdown perdono quota in tutti i 10 top importer, che rappresentano il 92% del mercato extra-Ue. In tutto ciò il vino italiano, pur registrando il peggior risultato degli ultimi trent’anni, riesce a contenere le perdite e a chiudere il semestre di emergenza sanitaria a -8,6%, dopo un eccellente avvio di anno. Nel primo bimestre il trend segnava infatti +14,5%.

FOCUS SUL CORRIERE VINICOLO

“L’indicazione ‘vino naturale’ in etichetta può suggerire l’idea di un vino di qualità più alta. C’è il rischio che l’uso del termine “naturale” induca il consumatore in errore”. È la sintesi di quanto riportato di recente nel parere della Dg Agri presso la Commissione Ue in merito al sempre più diffuso utilizzo in etichetta di una dicitura che rappresenta ancora un’area grigia nelle normative di Bruxelles. Lo rileva in un focus in uscita oggi, il settimanale di Unione italiana vini (Uiv), Il Corriere vinicolo.

ABBONA (UIV): SCELTA GIUSTA, DA NOI AUSPICATA E SOSTENUTA. ORA PIANO INTEGRATO DI PROMOZIONE ISTITUZIONALE

APERTURA DELLA MINISTRA BELLANOVA VERSO AUMENTO PLAFOND OCM PROMOZIONE

 “La scelta da parte del ministero degli Affari Esteri di procedere alla ricostituzione di un tavolo di lavoro tecnico dedicato al vino assieme ai rappresentanti del Mipaaf e di Ice nell’ambito delle azioni previste dal Patto per l’Export va nella direzione da noi auspicata e sostenuta. Per questo apprezziamo quanto annunciato oggi dal sottosegretario al Maeci, Manlio Di Stefano e dalla ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, in merito all’avvio di un tavolo strategico per l’internazionalizzazione, che vedrà Unione italiana vini tra gli attori protagonisti”. Lo ha detto, oggi nel corso della conferenza di apertura della Milano wine week, il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Ernesto Abbona. 

SABATO 19 SETTEMBRE A TORGIANO DEGUSTAZIONI E VISITE GUIDATE IN CANTINA E AL MUVIT

Tempo di nuovi brindisi sabato 19 settembre per Lungarotti con Cantine Aperte, la storica iniziativa del Movimento Turismo del Vino che torna in occasione della vendemmia, il periodo più suggestivo dell’anno per la visita delle cantine e dei vigneti. Un segnale di ripartenza per l’azienda vitivinicola umbra che apre nuovamente le porte della sua tenuta a Torgiano con una serie di attività che riportano il vino al centro della socialità, dove gli enoappassionati avranno la possibilità di rincontrarsi per degustazioni e appuntamenti in presenza, il tutto in completa sicurezza.

ALLARME EXPORT: PRIMO SEMESTRE A -4,1%, NON SUCCEDEVA DAL 2010

 “Il nulla di fatto nell’ultimo ciclo di negoziati sulla Brexit è motivo di forte preoccupazione per il futuro del vino italiano in un mercato fondamentale per il nostro export. Con un ‘no deal’ si rischia, nella migliore delle ipotesi, una babele burocratica senza precedenti negli scambi; nella peggiore, diverse regole per l’etichettatura fino all’adozione di possibili dazi. Per questo ci appelliamo all’Unione europea affinché sia disposto un ‘paracadute normativo’ transitorio per mantenere lo status quo negli scambi per un periodo di 12-18 mesi, vista l’impossibilità un adeguamento normativo in tempi così stretti”. Lo ha detto oggi, in merito alla chiusura senza risultati dei negoziati tra Ue e Regno Unito sulle future relazioni in regime di Brexit, il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Ernesto Abbona.

Per il segretario generale Uiv, Paolo Castelletti: “L’incertezza sulle regole da adottare in tempi brevissimi sta generando fortissime preoccupazioni tra le imprese del vino in un mercato che rappresenta il terzo sbocco al mondo per il nostro export e che sta già pagando un prezzo molto alto al Covid-19. Nel primo semestre 2020, secondo i dati Istat rilasciati ieri ed elaborati dal nostro Osservatorio, la contrazione export a valore del vino made in Italy in Gran Bretagna è stata pari a quasi il 10% sullo stesso periodo 2019, con gli sparkling a -19,8%”. Nel periodo in calo anche il prezzo medio, per un valore delle esportazioni che Oltremanica ha sfiorato i 310 milioni di euro. Nel 2019 il Regno Unito - secondo Paese importatore al mondo dopo gli Usa - ha acquistato vino dall’estero per quasi 4 miliardi di euro complessivi. 

CASTELLETTI (UIV): TRA LE PROPOSTE, DISTILLAZIONE PER I VINI A DENOMINAZIONE

COTARELLA (ASSOENOLOGI): DISTILLAZIONE SU DENOMINAZIONI SÌ MA A PREZZI ADEGUATI

“Le risorse non utilizzate per alcuni degli interventi approvati nel corso dell’emergenza sanitaria rimarranno a disposizione del settore del vino”. Lo ha ribadito oggi, nel corso della conferenza stampa sulla vendemmia 2020 organizzata da Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini, la ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova. “Magari non tutte le misure individuate hanno avuto il risultato immaginato all’inizio. Penso – ha aggiunto la ministra - alla misura sulla distillazione, definita dopo un confronto anche complicato con le Regioni, che ha assorbito 14 dei 50 milioni destinati.

47,2 MLN DI ETTOLITRI (-1%) AD ALTA QUALITÀ: LA RICETTA DEL VIGNETO-ITALIA PER REAGIRE ALLA CRISI GLOBALE

Una qualità delle uve buona se non ottima e in alcuni casi eccellente, per un’annata che si preannuncia interessante. Una quantità in linea con quella dello scorso anno (-1%, a 47,2 milioni di ettolitri) che mai come quest’anno risente della congiuntura economica e della conseguente misura di riduzione volontaria delle rese messa in campo dal Governo, oltre a quelle operate da molti Consorzi di tutela. Una quantità che tuttavia dovrebbe consentire all’Italia di rimanere il principale produttore mondiale di vino, seguita dalla Francia con 45 milioni di ettolitri e dalla Spagna (42 milioni).

Contrassegno di Stato, da domani, per le Doc marchigiane Verdicchio dei Castelli di Jesi e Verdicchio di Matelica, 2 denominazioni che complessivamente contano su una produzione media di circa 20 milioni di bottiglie l’anno. Il conseguimento delle fascette di Stato, gestito dall’ente terzo di certificazione Valoritalia, giunge quindi al traguardo dopo un iter avviato lo scorso anno. Una ‘fase 2’ per il principale vitigno della regione che per il direttore dell’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt), Alberto Mazzoni, rappresenta “una svolta determinante in ottica di miglior tracciabilità e lotta alla contraffazione in favore di un prodotto che sta divenendo sempre più internazionale. Trasparenza, controllo e gestione della produzione e della qualità del Verdicchio sono le ragioni che ci hanno spinto ad aderire a questa nuova fase. Un salto di qualità necessario per assecondare il crescente sviluppo della denominazione e dei suoi produttori”, ha concluso il direttore del maxi consorzio marchigiano, che conta 472 soci e 16 denominazioni tutelate.

EXPORT: ITALIA A +1,8% NEL SEMESTRE, FRANCIA A -25,3%

“Ancora una volta l’Italia del vino rimane fuori dalla disputa commerciale Airbus. Non ci sarà alcun dazio aggiuntivo negli Stati Uniti sui vini del nostro Paese, almeno per questo nuovo round. Nell’esprimere soddisfazione e gratitudine per quanto fatto in Italia e negli Usa a vari livelli dal settore, dall’indotto e dalle istituzioni, riteniamo questo un successo – fondamentale ma purtroppo non definitivo – della diplomazia in un mercato che vale circa un quarto delle nostre esportazioni di vino nel mondo”. Lo ha detto oggi il presidente dell’Unione Italiana Vini (Uiv), Ernesto Abbona, a commento della decisione relativa al rinnovo dei dazi imposti dal rappresentante del Commercio americano (Ustr) nell’ambito dell’indagine Airbus.

“Ora - ha aggiunto Abbona - confidiamo che l’azione politico-diplomatica combinata che ha visto protagonisti, tra gli altri, il sottosegretario agli Esteri, Ivan Scalfarotto, e l’Ambasciatore italiano a Washington, Armando Varricchio, e oltre 27mila commenti anti-dazi pervenuti dai Paesi interessati agli uffici del Commercio americano, si concentri sull’indagine Usa relativa alla cosiddetta digital tax approvata l’anno scorso dal Governo italiano. L’obiettivo è scongiurare ancora una volta una ritorsione commerciale che si rivelerebbe perdente per l’Italia, l’Europa e gli Stati Uniti. Per questo servirà intensificare il dialogo incoraggiando, anche in sede europea e internazionale, un percorso di cooperazione con gli Stati Uniti sui due fronti aperti. Dobbiamo assolutamente - ha concluso il presidente UIV - evitare che il vino possa divenire nuovamente bersaglio di dispute alle quali è completamente estraneo”.

Secondo le elaborazioni su base dogane dell’Osservatorio del Vino di UIV, gli Stati Uniti rappresentano il primo buyer di vino al mondo e l’Italia è tornata a essere il primo Paese fornitore, con un valore delle vendite nel primo semestre di quest’anno fissato a quasi 1 miliardo di dollari, in crescita sia a volume (+2,9%) che a valore (+1,8%) sul pari periodo 2019. La Francia, colpita dai dazi aggiuntivi e principale competitor oltreoceano, nello stesso periodo ha registrato una perdita a valore del 25,3%; anche la Spagna ha pagato dazio alle ritorsioni commerciali accusando un -12,3%. Tra i vini made in Italy, il cui risultato è ancor più significativo se si considera anche il calo complessivo delle importazioni di vino negli Usa (-10%, a 2,8 miliardi di dollari), gli spumanti (+4,7%) fanno meglio a valore rispetto ai fermi imbottigliati (+1,3%), che rimangono la tipologia più venduta con un controvalore di 742 milioni di dollari. In forte difficoltà invece i fermi imbottigliati francesi che, vittime dei dazi aggiuntivi, chiudono il semestre a -37%.