Sabato, 24 Ottobre 2020

 

SERVE CONCERTAZIONE PER PIANO NAZIONALE DI PROMOZIONE

3 SETTEMBRE (ORE 11), CONFERENZA STAMPA ON LINE PRESENTAZIONE DATI UFFICIALI CON MINISTRO BELLANOVA

(Roma, 5 agosto 2020). Si annuncia una vendemmia buona sotto il profilo qualiquantitativo un po' in tutto il Paese ma rimane la preoccupazione dei produttori sul fronte prezzi e tenuta dei mercati. Il quadro di sintesi sulla situazione pre-vendemmiale fornito da Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini (Uiv) alla vigilia della prossima raccolta conferma un contesto congiunturale difficile dove è necessario lavorare per recuperare gli spazi di crescita che si profilano all’orizzonte.

L’INDAGINE IN PRIMO PIANO SU ‘AUTOMOTIVE FORUM LIVE’ IL NUOVO FORMAT DIGITALE DI QUINTEGIA

(Treviso, 19 giugno 2020). Il calo del fatturato atteso quest’anno dai concessionari italiani è del 38% per le vendite di auto nuove, del 27% per l’usato e del 18% per il post vendita. Un decremento che vale complessivamente 14 miliardi di euro solo per il mondo della distribuzione auto, pari a quasi 2,5 miliardi di euro di minori introiti fiscali per lo Stato. E il rimbalzo, per la maggior parte degli intervistati, si farà attendere almeno sino a metà del 2021. A dirlo, il 52% dei concessionari italiani in un estratto dell’annuale indagine DealerSTAT, che quest’anno pubblica in edizione speciale anche una classifica sul miglior rapporto tra costruttori e dealer in tempo di Covid-19.

"Soffre ma resiste, per ora, il vigneto Italia all'attacco del Covid-19 sul fronte dei mercati extra-Ue. Al contrario del suo principale competitor, la Francia. Nel mese di aprile l'Italia perde il 7,2 contro il -22,2 francese...". Nell'articolo di Giorgio dell'Orefice e Alessio Romeo uscito sabato sul Il Sole 24 Ore (pag. 27) le rilevazioni dell'osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor con il commento di Giovanni Mantovani, dg di Veronafiere.

 

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BINDOCCI: RICHIESTA CALAMITÀ NATURALE E INTERVENTO MEDIOCREDITO TOSCANO, REAGIREMO AUMENTANDO PROMOZIONE BRAND ONLINE
(Montalcino, 28 aprile 2020). Il rinvio, a giugno, della ripresa della ristorazione e del turismo in Italia mette in ulteriore difficoltà il mercato del vino del Belpaese. Una crisi asimmetrica, perché penalizza principalmente Montalcino e le altre aree - anche toscane - icona del made in Italy enologico che nell’horeca nazionale e internazionale trovano il proprio sbocco naturale. Un’alta fascia produttiva che si distingue per basse rese e massimo valore aggiunto e per cui risultano inefficaci se non inique le principali misure nazionali allo studio per combattere la crisi, come la vendemmia verde e la distillazione.

BINDOCCI (CONS. BRUNELLO DI MONTALCINO): VICINI AI NOSTRI PARTNER, 2000 REFERENZE DI BRUNELLO NEI SOLI RISTORANTI DI NEW YORK

(Montalcino - SI, 17 marzo 2020). “Sono già 19 gli Stati americani che come in Italia hanno scelto di difendersi dal Coronavirus chiudendo la ristorazione, in buona parte composta da prodotti e vini made in Italy. Noi produttori toscani del Brunello di Montalcino siamo vicini agli amici statunitensi e consapevoli che la ripartenza ci vedrà in prima fila accanto a loro”. Così il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci, ha commentato le nuove più rigorose misure del governo Usa contro l’emergenza annunciate oggi dal presidente Trump e la serrata dei ristoranti in 19 Stati.

BRUNELLO E BAROLO TRA I GRANDI DEL MONDO, DOMINANO I ROSSI DI TOSCANA E PIEMONTE
(Montalcino, 22 febbraio 2020). Brunello e Barolo comandano la schiera dei vini italiani più presenti nelle wine-list dei ristoranti di New York, San Francisco e Londra con prezzi medi stellari – da 320 a più di 400 dollari a bottiglia -. Ma c’è ancora molto da fare rispetto al posizionamento dei competitor Bordeaux e Borgogna. Lo dicono i numeri presentati oggi a Benvenuto Brunello dal responsabile di Nomisma-Wine Monitor, Denis Pantini.

BINDOCCI (PRES. CONSORZIO BRUNELLO): +75% LE FASCETTE RICHIESTE A FINE 2019

(San Francisco, 29 gennaio 2020). Il Brunello di Montalcino sbanca negli Usa e fa il pieno in vista dei possibili dazi aggiuntivi. Si chiudono oggi le due tappe di New York (foto) e San Francisco nel principale Paese di sbocco (30% la quota export) per il principe dei vini toscani. Circa 1.000 gli operatori intervenuti per 50 aziende accreditate agli eventi di Benvenuto Brunello Usa e un coro unanime: no ai dazi.

LENTA RIPRESA DOPO RECORD GIACENZE E CROLLO DEI PREZZI

(Verona, 13 novembre 2019). La nuova vendemmia porta qualche segnale per il mercato del vino italiano, dopo che l’iper-produzione dello scorso anno aveva determinato un crollo dei prezzi e un record decennale di prodotto in cantina (48 milioni di ettolitri al 31 luglio). Lo rileva L’Informatore Agrario nel numero del settimanale in uscita domani. Complice l’ultima raccolta vendemmiale in flessione del 16%, i listini sembrano rialzare la testa: dopo una perdita media nell’ultima campagna sui vini comuni fissata a -27% (-6% per quelli a denominazione), a ottobre infatti il prezzo medio dei bianchi comuni è salito del 4% rispetto ad agosto, mentre per i rossi l’incremento è addirittura del 19%.

ANTONIO FALLICO (PRES. CONOSCERE EURASIA E BANCA INTESA RUSSIA): EURASIA TRAIT D’UNION EST-OVEST. IMPRESE ITALIANE STANNO DIVERSIFICANDO BUSINESS ANCHE SU ALTRI PAESI UEE

(Roma, 21 giugno 2019). Guadagna una crescita del 7,6% l’interscambio tra Italia e Unione Economica Eurasiatica (UEE) che, nel primo trimestre di quest’anno, raggiunge quota 6,2 miliardi di euro. Secondo i dati Istat elaborati da Conoscere Eurasia, l’incremento degli scambi complessivi con i 5 Paesi aderenti all’alleanza eurasiatica di libero scambio (Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan), che insieme valgono il 3,2% del Pil mondiale, performa positivamente su entrambi gli indicatori della bilancia. Infatti, se tra gennaio e marzo di quest’anno l’Italia ha importato prodotti da quest’area per oltre 3,9 miliardi di euro (+6%), è sul fronte dell’export del made in Italy in Unione Economica Eurasiatica che si registra un aumento in doppia cifra: +10,6% per un valore che supera i 2,2 miliardi di euro.

"Dalle azioni svolte per la promozione all'estero del vino made in Italy con fondi Ue potrebbero presto arrivare anche importanti ricadute positive sull'enoturismo in Italia" Così Giorgio dell'Orefice oggi su Il Sole 24 Ore (pag. 25), con i punti di vista del direttore del Consorzio tutela vini Valpolicella, Olga Bussinello e del direttore dell'Istituto marchigiano di tutela vini (Imt), Alberto Mazzoni, sulle azioni di incoming.

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