Domenica, 18 Aprile 2021

 

“Il mercato interno nel 2020 ha perso un quarto del proprio valore, mentre gli ordini globali dell’horeca internazionale nello stesso periodo hanno accusato una contrazione di oltre il 50%: il vino italiano ha bisogno di ripartire dal business, per questo riteniamo strategico essere a fianco di Vinitaly anche nel corso del suo programma 2021”. Lo ha detto il presidente dell’Unione italiana vini (Uiv), Ernesto Abbona, commentando la road map di Vinitaly presentata oggi, che nella sua ‘special edition’ di ottobre trova il proprio punto di arrivo.

Sono circa 9 milioni i contrassegni Docg consegnati nel 2020 dal Consorzio per altrettante bottiglie di Brunello di Montalcino pronte alla vendita. Il dato registrato da Valoritalia è superiore (+12,2%) rispetto alle bottiglie immesse sul mercato nel 2019 e alla media degli ultimi 5 anni (+4,3%). Protagonista il millesimo 2015, giudicato straordinario dalla critica internazionale e oggetto di un boom di ordini da tutto il mondo già prima del suo esordio sugli scaffali. Alla sua prima stagione di vendita (da quest’anno è in commercio la riserva), l’annata 2015 ha già fatto meglio dei due millesimi precedenti rispettivamente del +53% del +32%. Ottime notizie anche da un’altra predestinata - l’annata 2016 - per cui tra novembre e dicembre scorsi sono stati richiesti 2,7 milioni di contrassegni Docg per altrettante bottiglie pronte a essere distribuite nel mondo.

EXPORT IN LIEVE CALO (-2,2%) MA CRESCONO ANCONA (+6,4%) E MACERATA

(Jesi – AN 29 ottobre 2020). Produzione in crescita del 5% rispetto al 2019 e qualità buona con punte di eccellenza. Il vino marchigiano rialza la testa dopo mesi in trincea, grazie a una vendemmia 2020 che raggiunge quota 857mila ettolitri contro gli 816mila dell’anno passato e un mercato che nonostante tutto si muove.

SERVE CONCERTAZIONE PER PIANO NAZIONALE DI PROMOZIONE

3 SETTEMBRE (ORE 11), CONFERENZA STAMPA ON LINE PRESENTAZIONE DATI UFFICIALI CON MINISTRO BELLANOVA

(Roma, 5 agosto 2020). Si annuncia una vendemmia buona sotto il profilo qualiquantitativo un po' in tutto il Paese ma rimane la preoccupazione dei produttori sul fronte prezzi e tenuta dei mercati. Il quadro di sintesi sulla situazione pre-vendemmiale fornito da Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini (Uiv) alla vigilia della prossima raccolta conferma un contesto congiunturale difficile dove è necessario lavorare per recuperare gli spazi di crescita che si profilano all’orizzonte.

L’INDAGINE IN PRIMO PIANO SU ‘AUTOMOTIVE FORUM LIVE’ IL NUOVO FORMAT DIGITALE DI QUINTEGIA

(Treviso, 19 giugno 2020). Il calo del fatturato atteso quest’anno dai concessionari italiani è del 38% per le vendite di auto nuove, del 27% per l’usato e del 18% per il post vendita. Un decremento che vale complessivamente 14 miliardi di euro solo per il mondo della distribuzione auto, pari a quasi 2,5 miliardi di euro di minori introiti fiscali per lo Stato. E il rimbalzo, per la maggior parte degli intervistati, si farà attendere almeno sino a metà del 2021. A dirlo, il 52% dei concessionari italiani in un estratto dell’annuale indagine DealerSTAT, che quest’anno pubblica in edizione speciale anche una classifica sul miglior rapporto tra costruttori e dealer in tempo di Covid-19.

"Soffre ma resiste, per ora, il vigneto Italia all'attacco del Covid-19 sul fronte dei mercati extra-Ue. Al contrario del suo principale competitor, la Francia. Nel mese di aprile l'Italia perde il 7,2 contro il -22,2 francese...". Nell'articolo di Giorgio dell'Orefice e Alessio Romeo uscito sabato sul Il Sole 24 Ore (pag. 27) le rilevazioni dell'osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor con il commento di Giovanni Mantovani, dg di Veronafiere.

 

Scarica il ritaglio completo

BINDOCCI: RICHIESTA CALAMITÀ NATURALE E INTERVENTO MEDIOCREDITO TOSCANO, REAGIREMO AUMENTANDO PROMOZIONE BRAND ONLINE
(Montalcino, 28 aprile 2020). Il rinvio, a giugno, della ripresa della ristorazione e del turismo in Italia mette in ulteriore difficoltà il mercato del vino del Belpaese. Una crisi asimmetrica, perché penalizza principalmente Montalcino e le altre aree - anche toscane - icona del made in Italy enologico che nell’horeca nazionale e internazionale trovano il proprio sbocco naturale. Un’alta fascia produttiva che si distingue per basse rese e massimo valore aggiunto e per cui risultano inefficaci se non inique le principali misure nazionali allo studio per combattere la crisi, come la vendemmia verde e la distillazione.

BINDOCCI (CONS. BRUNELLO DI MONTALCINO): VICINI AI NOSTRI PARTNER, 2000 REFERENZE DI BRUNELLO NEI SOLI RISTORANTI DI NEW YORK

(Montalcino - SI, 17 marzo 2020). “Sono già 19 gli Stati americani che come in Italia hanno scelto di difendersi dal Coronavirus chiudendo la ristorazione, in buona parte composta da prodotti e vini made in Italy. Noi produttori toscani del Brunello di Montalcino siamo vicini agli amici statunitensi e consapevoli che la ripartenza ci vedrà in prima fila accanto a loro”. Così il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci, ha commentato le nuove più rigorose misure del governo Usa contro l’emergenza annunciate oggi dal presidente Trump e la serrata dei ristoranti in 19 Stati.

BRUNELLO E BAROLO TRA I GRANDI DEL MONDO, DOMINANO I ROSSI DI TOSCANA E PIEMONTE
(Montalcino, 22 febbraio 2020). Brunello e Barolo comandano la schiera dei vini italiani più presenti nelle wine-list dei ristoranti di New York, San Francisco e Londra con prezzi medi stellari – da 320 a più di 400 dollari a bottiglia -. Ma c’è ancora molto da fare rispetto al posizionamento dei competitor Bordeaux e Borgogna. Lo dicono i numeri presentati oggi a Benvenuto Brunello dal responsabile di Nomisma-Wine Monitor, Denis Pantini.

BINDOCCI (PRES. CONSORZIO BRUNELLO): +75% LE FASCETTE RICHIESTE A FINE 2019

(San Francisco, 29 gennaio 2020). Il Brunello di Montalcino sbanca negli Usa e fa il pieno in vista dei possibili dazi aggiuntivi. Si chiudono oggi le due tappe di New York (foto) e San Francisco nel principale Paese di sbocco (30% la quota export) per il principe dei vini toscani. Circa 1.000 gli operatori intervenuti per 50 aziende accreditate agli eventi di Benvenuto Brunello Usa e un coro unanime: no ai dazi.