Domenica, 18 Aprile 2021

 

“Il mercato interno nel 2020 ha perso un quarto del proprio valore, mentre gli ordini globali dell’horeca internazionale nello stesso periodo hanno accusato una contrazione di oltre il 50%: il vino italiano ha bisogno di ripartire dal business, per questo riteniamo strategico essere a fianco di Vinitaly anche nel corso del suo programma 2021”. Lo ha detto il presidente dell’Unione italiana vini (Uiv), Ernesto Abbona, commentando la road map di Vinitaly presentata oggi, che nella sua ‘special edition’ di ottobre trova il proprio punto di arrivo.

Un vento dell'Est (Europa) soffia sul vino italiano. Su Il Sole 24 Ore Giorgio Dell'Orefice analizza l'andamento positivo della domanda di vino italiano nell'Est Europa sulla base dei dati dell'Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, che vedono gli acquisti di vino made in Italy aumentare del 4,3% nei primi 9 mesi 2020. Un dato incoraggiante e in controtendenza in un anno fortemente segnato dalla "crisi da Covid" (-4,6% in valore il dato 2020 dell'export di vino italiano nel mondo). 

Leggi il pezzo integrale con i commenti, tra gli altri, del dg di Veronafiere, Giovanni Mantovani, e di Denis Pantini, responsabile dell'Osservatorio. 

LA CANTINA UMBRA PER LA 10^ VOLTA TRA I TOP 100 SELEZIONATI DA WINE SPECTATOR

C’è anche Lungarotti nella “hall of fame” di OperaWine, le 34 cantine presenti in tutte le edizioni della classifica dei 100 finest Italian wines stilata da Wine Spectator per il super-tasting che, dal 2012, anticipa il Vinitaly. La cantina umbra si conferma quindi per la 10^ volta tra gli ambasciatori dell’eccellenza enologica italiana nel mondo e sarà, assieme agli altri produttori selezionati svelati sabato scorso nell’ambito del wine2wine di Veronafiere, protagonista dell’edizione speciale 2021 per il decennale dell’evento-degustazione scaligero.

Il vino italiano getta le basi della ripartenza, dai nuovi strumenti online come i Wine club alla diversificazione dei canali di vendita e dei mercati d'esportazione, passando per la brand awareness e la rivoluzione del marketing e della comunicazione. Su Il Sole 24 Ore Giorgio dell'Orefice presenta i risultati dell'indagine sul "Wine business nell'era post Covid-19" realizzata dall'Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor per wine2wine.

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PER PAESI PRODUTTORI È DI 1,4 MILIARDI DI EURO LA PERDITA NELL’EXTRA-UE TRA MARZO E AGOSTO

VINO MADE IN ITALY IN CALO (-8,6%), MA MENO DELLA MEDIA MONDO E 3 VOLTE MENO DELLA FRANCIA (-27,7%)

Il ‘semestre Covid-19’ (marzo-agosto) pesa anche sul commercio mondiale di vino, con una contrazione senza precedenti nella storia moderna del settore. Nei Paesi extra-Ue – secondo le elaborazioni dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor su base dogane - gli scambi complessivi di vino nel semestre considerato hanno subito un calo a valore del 15,2%, con una perdita equivalente di circa 1,4 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il decremento più significativo è relativo alle bollicine (-28,8%), che ‘sgasate’ dal lockdown perdono quota in tutti i 10 top importer, che rappresentano il 92% del mercato extra-Ue. In tutto ciò il vino italiano, pur registrando il peggior risultato degli ultimi trent’anni, riesce a contenere le perdite e a chiudere il semestre di emergenza sanitaria a -8,6%, dopo un eccellente avvio di anno. Nel primo bimestre il trend segnava infatti +14,5%.

FRANCIA KO, ITALIA GIÙ. PREOCCUPA PREZZO MEDIO AD APRILE (VS TRIMESTRE): -18% IN UK, -7% IN GERMANIA

IMPORT DA MONDO - Lockdown amaro per gli scambi di vino nelle 2 principali piazze europee, Germania e Regno Unito. Complessivamente, rileva l’analisi dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor su base dogane, le importazioni (a valore) da mondo dei due top buyer sono calate nel primo quadrimestre rispetto al pari periodo 2019 dell’8,9% in Germania e del 13,3% nel Regno Unito, con un aprile ancora più nero: -19,7 per i primi, -17,5% per i secondi.

"Soffre ma resiste, per ora, il vigneto Italia all'attacco del Covid-19 sul fronte dei mercati extra-Ue. Al contrario del suo principale competitor, la Francia. Nel mese di aprile l'Italia perde il 7,2 contro il -22,2 francese...". Nell'articolo di Giorgio dell'Orefice e Alessio Romeo uscito sabato sul Il Sole 24 Ore (pag. 27) le rilevazioni dell'osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor con il commento di Giovanni Mantovani, dg di Veronafiere.

 

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"Condivisione unanime di tutte le associazioni, che hanno espresso un ampio sostegno, oltre a un grande attaccamento e riconoscimento a Vinitaly per il suo ruolo nel settore. Decisione sofferta quindi da parte di tutti, ma necessaria". Così Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, sulla decisione di posticipare Vinitaly al 2021, nell'intervista di Giulio Somma uscita ieri online sul sito dell'Unione Italiana Vini e inserita nella newsletter dell'associazione.

 

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"Un'iniziativa al servizio del vino italiano legata al business e alla comunicazione, in cui incroceremo il nostro sistema di relazioni internazionali e tutto il nostro know how sui mercati". Così Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere, sull'iniziativa autunnale lanciata dopo il posticipo al 2021 di Vinitaly, nell'intervista di Loredana Sottile per i Tre Bicchieri del Gambero Rosso di ieri , 26 marzo (pag. 24-27, anticipata in copertina).

 

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BINDOCCI (PRES. CONSORZIO): SIAMO BANDIERA DEL VINO MADE IN ITALY, DOVEROSO ESSERCI

(Montalcino – SI, 4 marzo 2020). “Il Consorzio del vino Brunello di Montalcino è convinto che il Vinitaly a giugno andrà fatto e partecipato. Siamo una bandiera del made in Italy nel mondo e a maggior ragione ci sentiamo di ribadirlo in un momento difficile come questo, a sostegno della fiera veronese”. Lo ha detto il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino, Fabrizio Bindocci.