Giovedì, 25 Aprile 2019

"Dalle azioni svolte per la promozione all'estero del vino made in Italy con fondi Ue potrebbero presto arrivare anche importanti ricadute positive sull'enoturismo in Italia" Così Giorgio dell'Orefice oggi su Il Sole 24 Ore (pag. 25), con i punti di vista del direttore del Consorzio tutela vini Valpolicella, Olga Bussinello e del direttore dell'Istituto marchigiano di tutela vini (Imt), Alberto Mazzoni, sulle azioni di incoming.

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"Un'indagine Nomisma Wine Monitor condotta per i due consorzi marchigiani (Istituto marchigiano di tutela vini - Imt e Consorzio vini piceni), ha evidenziato come ogni milione di euro investito dalle Marche in promozione abbia generato un ritorno nell'export per 7,5 milioni di euro". Gli effetti positivi degli investimenti per i vini marchigiani e le parole di Alberto Mazzoni, direttore dell'Imt, nel pezzo di Manuel Follis, uscito questa mattina su MF - Milano Finanza (pag. 13).

 

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Nel segno del tema #rossodesiderio, aperitivi in loggione, esclusivi programmi per le aziende e il palcoscenico più lungo d’Europa che si trasforma in una milonga
Per ballare e brindare con le Doc delle Marche fino a notte fonda.
Le esperienze turistiche da maggio anche sui portali di TripAdvisor e Ryanair

Macerata, 19 luglio – 11 agosto 2019

(Vinitaly, 10 aprile 2019). Grazie al successo degli ultimi anni, si rinnova anche per il 2019 l’accordo tra l’Associazione Arena Sferisterio e IMT (Istituto Marchigiano di Tutela Vini), per una felice collaborazione che arricchisce il programma del Macerata Opera Festival con una serie di proposte legate al territorio e ai suoi vini, in particolare al vino bianco Colli Maceratesi DOC Ribona.

VALORITALIA A VINITALY SVELA IL SISTEMA MARCHE CON UNA MONOGRAFIA DEDICATA

(Jesi AN e Offida AP, 3 aprile 2019). Produzione a +46%, imbottigliato a +31%, queste le percentuali di crescita del vino marchigiano nel 2017 rilevate da Valoritalia e riportate nel numero monografico della rivista Valorimag intitolata “100% Marche” e dedicata alla situazione del vigneto nell’unica regione al plurale della Penisola. E i dati di crescita trovano riscontro nel dato positivo dell’export (+9,5%) evidenziato da Istat. Di questo si parlerà al prossimo Vinitaly, l’8 aprile (ore 15.30 – terrazza Marche, Pad 7, stand C6-C9), nel corso della presentazione della monografia.

COLLETTIVA DEI CONSORZI MARCHIGIANI, CHE FESTEGGIANO IL RECORD DI CRESCITA NELL’EXPORT (+9,5%)

(Jesi AN e Offida AP, 29 marzo 2019). Oltre 1000 mq e 131 aziende socie dell’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt) e del Consorzio vini piceni, per portare al Vinitaly l’en plein delle Doc regionali e dei loro territori, condensati in un solo slogan: “Marche, bellezza infinita”. Così il vigneto marchigiano si dà appuntamento a Veronafiere (7-10 aprile) in una collettiva (pad. 7 stand C6-C9) coordinata dalla Regione Marche che vede nuovamente uniti i due consorzi di tutela. Tanti gli appuntamenti in calendario, dalle degustazioni al business fino ai convegni, a partire da quello di domenica 7 aprile (ore 14.00) sugli effetti della promozione del vino marchigiano con la presentazione dell’indagine Nomisma Wine Monitor che incrocia investimenti e performance di mercato dell’ultimo triennio.

VERDICCHIO

Apr 25, 2019

"Aveva conquistato il mondo. Con una bottiglia di design. Poi è stato travolto dal suo successo. Ed ora è rinato, pronto a sfidare i grandi bianchi francesi e non solo." Il Verdicchio secondo Luciano Ferraro, dalle prime testimonianze alla crescita qualitativa degli ultimi anni, nel pezzo di oggi a pagina 37 di Cook, il nuovo inserto del Corriere della Sera.

 

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"Ora produciamo 18 milioni di bottiglie per la Doc Verdicchio dei Castelli di Jesi. Con 2.190 ettari e 493 cantine, l'export è cresciuto del 50% negli ultimi 10 anni". Così Alberto Mazzoni, direttore dell'Istituto marchigiano di tutela vini, nel pezzo di Luciano Ferraro per la rubrica Divini, uscito oggi su Liberi Tutti del Corriere della Sera.

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(Jesi, 12 dicembre 2018). Effetto Verdicchio, grazie anche ai 50 anni della Doc Castelli di Jesi, sull’export enologico marchigiano. Secondo Istat, che ha aggiornato i dati regionali sul commercio estero, i primi nove mesi di quest’anno si sono infatti chiusi con una crescita in valore del vigneto Marche nel mondo del 9%, quasi il triplo rispetto alla media nazionale (3,4%) con un controvalore di oltre 41 milioni di euro e una proiezione sui 12 mesi che supera i 56 milioni di euro.

I BIANCHI FERMI ITALIANI BATTONO LA FRANCIA E CORRONO SUI MERCATI MONDIALI (+26% NEGLI ULTIMI 5 ANNI)

(Jesi AN, 31 agosto 2018). È ormai la tipologia di vino più consumata in Italia e nel Regno Unito (e presto anche negli Usa), la più presente sulle tavole dei ristoranti del Belpaese, quella più avvantaggiata - assieme agli sparkling - dal cambiamento climatico e all’approccio femminile alla bevanda. Ma soprattutto è una leva fondamentale per l’export del prodotto enologico made in Italy. Il vino bianco fermo italiano, con un valore di 1,287 miliardi di euro l’anno, è infatti il più venduto al mondo e fa meglio della Francia (1,276 miliardi) - che ci sovrasta sui rossi e sugli sparkling -, di Nuova Zelanda, Spagna, Germania e Australia. È quanto emerso oggi da un’indagine Nomisma Wine-Monitor al convegno ‘Bianco come il vino’, organizzato dall’Istituto marchigiano di tutela vini nell’ambito di Collisioni Jesi.

MAZZONI (IMT): SALTO DI QUALITA’ NEL BICCHIERE, ORA SERVE ANCHE NEL PREZZO

(Jesi AN, 31 agosto 2018). “In dieci anni è stata contingentata la produzione di Verdicchio dei Castelli di Jesi, triplicata la superficie media di ettari vitati per azienda, rinnovato oltre 1/4 del vigneto e l’imbottigliamento fuori zona è calato del 75%. Oltre a ciò, nel periodo le aziende aderenti ai nostri progetti di promozione sono aumentate del 165% e l’export è cresciuto di quasi il 50%. Queste scelte stanno pagando sul piano dell’affermazione qualitativa del prodotto, ma non si è ancora chiuso il cerchio. Ora serve lavorare di più sul valore, quindi sull’aspetto commerciale e di marketing, in Italia come all’estero”.